Immuni, ecco la prima prova dell'app: l'alert è anonimo, funziona anche in viaggio

Martedì 2 Giugno 2020 di Andrea Andrei

Una schermata dallo sfondo bianco, dei disegni stilizzati e dei messaggi brevi dal design pulito, un po' in stile Facebook. È così che l'app Immuni, dopo mesi di indiscrezioni e di dibattiti, prende finalmente forma sullo schermo dei nostri smartphone. L'applicazione per il tracciamento dei contagi da Covid-19 si è materializzata ieri sera prima nell'app store di Google e poco più tardi su quello di Apple, scaricabile gratuitamente da chiunque possegga un iPhone o uno smartphone con sistema operativo Android, quindi praticamente da tutti tranne, per ora, per i possessori di cellulari Huawei P40 Lite, P40 Pro, Mate 30 Pro e Mate X (sui quali, dopo le restrizioni Usa all'azienda cinese, non sono disponibili i servizi Google). Per scaricarla, basta digitare Immuni nell'app store oppure andare sul sito immuni.italia.it. L'importante è avere il sistema operativo aggiornato all'ultima versione (Android 6 o iOS 13.5), ma in caso contrario sarà la stessa app a segnalarlo e a reindirizzarci sulla pagina di aggiornamento.

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Se tutti possono scaricarla, almeno fino al 3 giugno solo chi vive in Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia può utilizzarla, visto che la fase di sperimentazione iniziale coinvolgerà solo queste quattro regioni.

I PUNTI
Una volta aperta Immuni, dopo le schermate di benvenuto, si può premere su Iniziamo: il programma spiega, in punti, come venga tutelata la privacy degli utenti, specificando che l'app non raccoglie nomi, cognomi e date di nascita. Gli unici dati che vengono inviati sui server del Ministero della Salute sono la provincia di domicilio, se l'app funziona correttamente e se si viene avvertiti di un contatto a rischio. Come già era stato spiegato più volte dalla Bending Spoons, l'azienda che l'ha sviluppata, Immuni associa a ogni dispositivo un numero casuale, che resta anonimo e non può essere collegato alle identità: quando ci si avvicina a una distanza inferiore a un metro con un altro utente che ha l'app attiva, tramite il bluetooth (una tecnologia di prossimità molto diversa dal gps, che invece permette di geolocalizzare un dispositivo e di tracciarne gli spostamenti) il cellulare lo registra e lo segna nello storico delle interazioni. Se un utente fra quelli con cui siamo entrati in contatto risulta in seguito positivo al coronavirus, l'app ci avvisa con una notifica. I dati restano comunque salvati solo sullo smartphone, perciò se il telefono viene smarrito oppure si rompe, quei dati e lo storico delle interazioni vengono persi per sempre. In ogni caso, tutti i dati saranno cancellati automaticamente il 31 dicembre del 2020. In fondo all'informativa per la privacy, l'app chiede di confermare di avere almeno 14 anni. Solo a quel punto si potrà premere su Avanti e accedere alla schermata che chiede all'utente in quale regione e in quale provincia si trovi. Queste informazioni possono essere modificate in un secondo momento nel caso in cui ci si sposti altrove. Per rendere attiva Immuni, basta infine abilitare le notifiche di esposizione al Covid-19 (quelle che avvisano l'utente nel caso in cui entri in contatto con una persona positiva al tampone), che prevedono anche l'autorizzazione del sistema operativo.
 


IL NUMERO
Tutto ciò si fa con grande semplicità, in due passaggi guidati. Dopo un paio di schermate che ricordano l'importanza di proteggere il proprio smartphone con un pin e di stare attenti alle false informazioni, Immuni sarà attiva. Non bisognerà fare altro che continuare a utilizzare il telefono come sempre: l'app funziona in background, consumando pochissima batteria e monitorando eventuali contatti anche quando il telefono non è connesso alla rete. Si può disattivare in qualsiasi momento, disinstallandola o disattivando il bluetooth. Tra le impostazioni, accedendo all'area Caricamento dati, compare il numero da comunicare all'operatore dei servizi sanitari nel caso in cui si dovesse risultare positivi al virus: solo così le persone con cui siamo entrate in contatto potranno essere avvisate, anche se non potranno risalire a noi. È una scelta, come l'uso dell'app, su base volontaria. Ma è bene ricordare che Immuni è uno strumento collettivo: meno persone lo utilizzano, meno efficace è.

Ultimo aggiornamento: 15:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA