​Covid, la fine dell'isolamento: quali misure resteranno. Gli anziani dovranno continuare
a vaccinarsi?

Il Consiglio dei ministri elimina l'obbligo di chiudersi in casa per i positivi al virus

Covid, la fine dell'isolamento: quali misure resteranno. Gli anziani dovranno continuare a vaccinarsi?
​Covid, la fine dell'isolamento: quali misure resteranno. Gli anziani dovranno continuare a vaccinarsi?
di Graziella Melina
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Lunedì 7 Agosto 2023, 21:51 - Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 00:48

Il Covid non sembra più rappresentare un pericolo per la salute pubblica. Il consiglio dei ministri ieri ha stabilito che chi si contagia e risulta quindi positivo non sarà più obbligato a restare in isolamento. Tra le norme varate ieri dal governo ci sono anche quelle aboliscono l’articolo 10 ter del decreto legge 52 del 2021 che prevedeva il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora fino all’accertamento della guarigione. Novità anche per la campagna vaccinale: consigliata a soggetti fragili, “caregiver” e operatori sanitari, sarà effettuata nelle farmacie e negli studi dei medici di famiglia. 
Intanto però i contagi hanno ripreso a correre. Dopo 4 mesi di discesa continua, l’ultimo bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che il numero di casi mensili di Covid-19 nel mondo torna a crescere, superando il milione; la risalita sarebbe dovuta all’aumento dei contagi in Corea del Sud. Diminuisce invece il numero dei morti, circa 3.100 su base mensile. La situazione appare migliore in Europa: circa 60 mila i casi positivi nell’ultimo mese, quindi il 66% in meno rispetto al mese precedente. 

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I DATI ITALIANI


In Italia, l’ultimo bollettino settimanale del ministero della Salute segnala però un incremento sia dei nuovi sia dei decessi; l’indice di trasmissibilità, ossia l’Rt, torna sopra la soglia epidemica di 1. Nella settimana 28 luglio-3 agosto i contagi sono stati infatti 5.732, contro i 4.129 dei sette giorni precedenti e l’incidenza è salita da 7 a 10 casi per centomila abitanti. I dati dei decessi sono passati da 25 a 41. Diminuiscono invece i tamponi: 138.232 da 142.987, mentre il tasso di positività sale a 4,1 da 2,9. 
Il SarsCov2 continua, dunque, a diffondersi e a mutare. La nuova variante del virus si chiama EG.5 ed è diffusa soprattutto in Estremo oriente ed Oceania. Secondo uno studio italiano che sarà pubblicato sul “Journal of Medical Biology”, condotto da Fabio Scarpa, dell’Università di Sassari, Stefano Pascarella dell’Università Sapienza di Roma e Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma, non si tratta però di una mutazione che deve far preoccupare: «considerando i dati genetici e strutturali – scrivono gli scienziati - non ci sono attualmente prove che suggeriscano una sua elevata pericolosità o una probabile elevata capacità di espansione». Intanto, gli scienziati non nascondono il rischio che le nuove norme del governo possano portare a minimizzare l’impatto del Covid, soprattutto sulle persone con più patologie e gli immunocompromessi. «Non dobbiamo sottovalutare che in Italia sono stati segnalati più di 40 morti in una settimana. Questo dato pone qualche quesito sulle misure di sicurezza più idonee, come per esempio l’isolamento – ribadisce Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali e professore emerito di malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma - Non dimentichiamo che il Covid continua ad essere una malattia che quando colpisce persone fragili può portare anche alla morte. Pur comprendendo la volontà di tornare alla normalità, è importante ricordare che l’isolamento delle persone positive preserva dal contagio delle persone fragili. Questa non è una malattia equiparabile all’influenza e al raffreddore. Meglio dunque puntare sulla vaccinazione. Premesso che andremo incontro ad un autunno come negli anni passati, quindi con un incremento di dati sia per l’ospedalizzazione che per i decessi - mette in guardia Andreoni - è bene sensibilizzare alla vaccinazione. In un documento condiviso con la Società di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, consigliamo fortemente la vaccinazione semestrale, con richiamo in autunno in tutti i soggetti over 65 e fragili, oltre alle donne in gravidanza. In tutti gli altri soggetti è fortemente consigliata la vaccinazione annuale. Purtroppo, la copertura vaccinale dura 4-6 mesi e ormai le persone con una somministrazione anti-Covid effettuata da più di sei mesi sono la stragrande maggioranza». Le due società scientifiche sottolineano inoltre l’importanza di tenere una piattaforma vaccinale più ampia possibile, mantenendo sia i vaccini a mRna che quelli proteici adiuvati, «per garantire la scelta più opportuna e, quindi, personalizzata alle esigenze del singolo soggetto. Queste raccomandazioni – suggeriscono - andranno aggiornate sulla base dell’evoluzione delle varianti e della situazione epidemiologica».

 

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