Coronavirus, la differenza tra tasso di letalità e di mortalità: ecco perché sono a rischio tutte le fasce d'età

Lunedì 6 Aprile 2020 di Giampiero Valenza
Raffaele Antonelli Incalzi

Il tasso di letalità di Covid-19 è più alto tra gli anziani rispetto che tra i giovani. E' quanto emerge dai dati dell'Istituto superiore di sanità aggiornati al 5 aprile. Ma cosa significa? Il tasso di letalità è quella misura che identifica i morti per una certa malattia in rapporto ai malati. Va distinto dal tasso di mortalità che, invece, identifica i morti per una certa malattia in rapporto al numero della popolazione che ne è esposta. 

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Secondo i dati dell'Iss il tasso di letalità in Italia di Covid-19 è del 27,4% per gli ultranovantenni, del 30,8% tra gli ottantenni, del 22,6% tra i settantenni, dell'8,5% tra i sessantenni, del 2,3% tra i cinquantenni. Ma questo vuol dire che Covid-19 sia particolarmente aggressivo verso gli anziani? Probabilmente, più che un'aggressione specifica del virus, c'è una particolare debolezza del soggetto che lo ospita e che renderebbe più difficile uscir fuori dalla patologia. Per Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Sigg, la Società italiana di Gerontologia e Geriatria la letalità "così elevata in età geriatrica c’è solo in alcune zone d’italia e non in tutte. Ci sono, tra l’altro, anche centenari guariti. Non è che sia particolarmente aggressivo verso l’anziano, ma l’anziano può avere più fattori di rischio se il suo non è un invecchiamento sano. Ma anche un paziente Covid-19 giovane, o giovane adulto, se ha diabete o scompenso cardiaco, può essere a rischio”.

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Raffaele Antonelli Incalzi

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Lo studio dell'Iss fa riferimento a 120.290 casi positivi a Sars-Cov-2, con 14.381 morti. L'età media del paziente positivo è di 62 anni: il 36,1% ha tra i 51 e i 70 anni, il 35,9% ha più di 70 anni, il 26,5% ha tra i 19 e i 50 anni e l'1,5% è minorenne. Il suggerimento per gli anziani è quello di "stare in casa e fare prevenzione", spiega Antonelli Incalzi, continuando "a seguire le cure mediche che gli sono state prescritte". "Agli anziani - spiega il geriatra - suggeriamo di fare ginnastica da camera, perché a lungo andare questo stare in casa può portare a un indebolimento da un punto di vista fisico. Bisogna curare i contatti umani e sociali con telefono e videochiamate. Bisogna impegnarsi sul piano cognitivo con letture, musica e con il riordino. Mantenersi con lo stimolo cognitivo è fondamentale”.

Ultimo aggiornamento: 19:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA