AstraZeneca raccomandato agli over 60 e le Regioni si spaccano: «La seconda dose? Sicura»

Giovedì 10 Giugno 2021 di Francesco Malfetano
Astrazeneca raccomandato a over 60, si valuta richiamo con vaccino diverso per i giovani

Benefici e rischi. Dubbi e certezze. La storia della campagna vaccinale italiana è sul punto di essere riscritta ancora una volta. Dopo essere slittato anche ieri, è infatti atteso per oggi il nuovo parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) su Vaxzevria, il vaccino prodotto da AstraZeneca. Un parere che se, come sembra, dovesse limitare l’uso del farmaco anglo-svedese ai soli over50 o più probabilmente agli over60 - come peraltro raccomandato già in origine sia dall’Ente europeo per i medicinali (Ema) che dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) - segnerebbe il probabile addio al sistema degli open day con Vaxzevria. Ovvero al meccanismo delle vaccinazioni senza prenotazioni ampiamente sfruttato da diverse regioni - Lazio in testa - per accelerare la campagna vaccinale, sfruttare al massimo le dosi a disposizione (evitando che AstraZeneca resti nei frigo degli hub) e immunizzare rapidamente i più giovani. 

 

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La questione però è che, secondo numerosi esperti italiani e non e diversi studi ora al vaglio del Cts, con la circolazione del virus in calo e con l’abbassarsi dell’età di chi viene immunizzato, diminuisce il vantaggio di ottenere un vaccino che porta con sé un pur minimo rischio. In altre parole, come ribadito anche dal ministro Roberto Speranza ieri in Parlamento, non è Vaxzevria ad essere meno sicuro o efficace rispetto al passato ma sono le condizioni della pandemia ad essere mutate. Così anche se purtroppo ieri è deceduta una 18enne genovese colpita da una trombosi pochi giorni dopo la somministrazione del farmaco, va ricordato che si tratta di un evento estremamente raro. A dimostrarlo il quinto Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid-19 appena pubblicato dall’Aifa che stabilisce come i casi di trombosi in soggetti vaccinati con Vaxzevria sono 1 caso ogni 100.000 prime dosi somministrate. Nessun caso è stato invece segnalato dopo le seconde dosi.

 

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I richiami

Proprio quello dei richiami è un altro dei temi caldi. Per quanto l’Agenzia italiana evidenzi come questi con il vaccino anglo-svedese siano sicuri, a quanto si apprende il Cts sarà chiamato ad esprimersi anche sulla possibilità di destinare seconde dosi diverse a coloro che hanno ottenuto la prima con AstraZeneca e rientrano nella fascia di età che ora potrebbe essere limitata. In pratica è al vaglio la possibilità di acconsentire per gli under50 o gli under60 al cosiddetto mix dei vaccini (sulla cui bontà sono quasi terminati diversi studi internazionali come sottolineato anche dal Commissario Figliuolo nei giorni scorsi). Un’ipotesi su cui però frena Walter Ricciardi. Per il consulente del ministro della Salute «quelle che sono state le prove sperimentali che hanno portato all’approvazione di questi vaccini sono state fatte sulla somministrazione di due dosi per lo stesso vaccino, e hanno dimostrato adeguate condizioni di sicurezza e di protezione». Di tutt’altro avviso Guido Rasi, ex direttore generale dell’Ema, che invece si augura il ricorso alla «seconda dose eterologa».

 

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Open day

Il tema è complesso e lo dimostra, oltre al tempo che il Cts si sta prendendo per valutare, anche la frattura creatasi tra i governatori che, non a caso, stanno mettendo in campo soluzioni diverse. Così se proprio il Lazio ha deciso di continuare con la sua “open week over 18 AstraZeneca” iniziata ieri e attiva fino a domenica (e lo stesso aveva deciso la Sicilia fino a ieri, salvo bloccare tutto in serata con un’ordinanza di Musumeci), le cose sono andate diversamente altrove. La Campania ad esempio ha scelto di riconvertire gli open day in corso in questi giorni, destinando all’iniziativa vaccini Pfizer e Moderna. Altri territori invece, hanno rivendicato la propria decisione di non ricorrere mai a questo strumento attaccando anche le autorità per non aver preso una posizione netta. Al punto che sulla vicenda sono intervenuti un po’ tutti i governatori. Da Fedriga del Friuli Venezia Giulia, fino ai presidenti di Veneto, Sardegna, Marche, Lombardia, Puglia e anche Liguria:. «Deve finire il tempo delle raccomandazioni vaghe, che di fatto lasciano la responsabilità alle Regioni - ha attaccato Toti - Aifa, ministero della Salute e Cts devono prendere una posizione netta a riguardo».

 


Adolescenti

Non solo. All’orizzonte ora potrebbe esserci anche un altro nodo da sciogliere: quello dei vaccini per gli adolescenti. Mentre l’Aifa nei giorni scorsi, seguendo il parere dell’Ema, ha infatti approvato l’uso di Pfizer tra i 12 e i 15 anni (con un boom di prenotazioni agli open day nel Lazio ad esempio), la Germania ieri ha deciso di non farlo. L’autorità vaccinale tedesca (Stiko) ha ritenuto di non invitare alla vaccinazione tutti i ragazzi sopra i 12 anni, ma solo a chi è malato o ha sofferto di malattie pregresse.

 

Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA