Alimentazione, Unicef: «Un bambino su tre è denutrito o sovrappeso». Allarme in Italia: «Situazione preoccupante»

Martedì 15 Ottobre 2019
Alimentazione, Unicef: «Un bambino su tre è denutrito o sovrappeso». Allarme obesità in Italia

Un terzo dei bambini nel mondo sotto i 5 anni è o denutrito, o sovrappeso. In sostanza, o hanno troppo cibo, o ne hanno troppo poco.  «La nostra sfida comune di oggi: è prima di tutto dare il giusto cibo» afferma il direttore generale di Unicef Henrietta Fore commentando i dati del nuovo rapporto Unicef "La Condizione dell'infanzia nel mondo 2019: Bambini, Cibo e Nutrizione - Crescere sani in un mondo in trasformazione" da cui risulta che nel mondo 1 bambino su 3 sotto i 5 anni è denutrito o in sovrappeso; 2 bambini su 3 sotto i 2 anni seguono una dieta povera (per il 45% niente frutta o verdure e per 60% nè uova, latticini, pesce o carne) e 40 milioni di bambini con più di cinque anni sono in sovrappeso o obesi.

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In Italia, la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è del 36,8%, con un aumento del 39,1% rispetto al 1990, situazione che il presidente dell'Unicef Italia Francesco Samengo ha definito «preoccupante». Le condizioni dei bambini e dei ragazzi cambiano tantissimo a seconda delle aree geografiche: la Papua Nuova Guinea ha il più alto tasso di malnutrizione infantile con il 65%; in Asia del Sud è un bambino su 2 che non sta crescendo bene o è denutrito o in sovrappeso, mentre in Africa orientale e meridionale, più di 2 bambini su 5 non stanno crescendo bene. Segue l'Africa occidentale e centrale con un tasso del 39%.Nel mondo sono ben 340 milioni di bambini, pari a 1 su 2, che soffrono di mancanza di vitamine e nutrienti essenziali come vitamina A e ferro.

Di contro dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è raddoppiata da 1 su 10 a circa 1 su 5. In Europa orientale e in Asia centrale, circa 1 bambino su 7 sotto i 5 anni, è in sovrappeso. Rispetto al 1975, il numero di bambini e ragazzi fino a 19 anni che soffrono di obesità è 10 volte maggiore per le ragazze e 12 volte maggiore per i ragazzi. Infatti il 42% degli adolescenti che vanno a scuola in paesi a basso e medio reddito consuma bibite zuccherate gassate almeno una volta al giorno e il 46% mangia cibo da fast food almeno una volta a settimana. Percentuali che raggiungono il 62% e il 49% per gli adolescenti nei paesi ad alto reddito. Dal 1990, il tasso di obesità tra bambini e ragazzi tra i 5 e i 19 anni è aumentato del 33% nel Regno Unito e del 49,7% negli Stati Uniti.

«Malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche - sottolinea Samengo - mangiare in modo errato o malsano. Attraverso questo rapporto, si vuole mettere in luce anche il problema dell'obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia». Dal rapporto emerge, inoltre, che il peso maggiore della malnutrizione in tutte le sue forme è sulle spalle dei bambini e degli adolescenti delle comunità più povere e marginalizzate ed anche nei paesi ad alto reddito, come il Regno Unito, la percentuale di bambini in sovrappeso è oltre due volte maggiore nelle aree più povere rispetto a quelle più ricche. Per aiutare i bambini a crescere in salute l'Unicef lancia un appello ai governi, ai genitori, alle famiglie e alle imprese per chiedere, tra l'altro, di migliorare l'educazione alimentare e di usare leggi collaudate come le tasse sullo zucchero, ma anche adottare etichette accurate e facili da comprendere.
 

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