Green pass nel Lazio, ecco il primo effetto: 170 mila persone prenotano la dose

Giovedì 22 Luglio 2021 di Lorenzo De Cicco
Green pass, ecco il primo effetto: 170mila persone prenotano la dose

Il Green pass per locali, viaggi ed eventi non c’è ancora, ma già si nota un primo effetto traino sui vaccini: negli ultimi dieci giorni, da quando si è alzato il battage sul lasciapassare per gli immunizzati, la Regione Lazio ha registrato 170mila nuove prenotazioni. In controtendenza rispetto al flusso di fine giugno-primi di luglio, quando l’onda lunga della caccia alla dose si era via via affievolita. «Siamo in linea con gli aumenti registrati in Francia, in rapporto alla popolazione; abbiamo circa 170mila nuove prenotazioni», commenta Alessio D’Amato, l’assessore alla Sanità di Zingaretti, tra i sostenitori della linea green-pass-per-tutto. «Per raggiungere l’obiettivo dell’immunità di gregge – continua l’assessore - è indispensabile vaccinare le fasce di popolazione più giovani. Oggi siamo arrivati a 6,4 milioni di somministrazioni. Nel Lazio il 60% della popolazione adulta ha concluso ciclo vaccinale, entro la prima settimana di agosto arriveremo all’obiettivo del 70% con la doppia dose, saremo la prima regione italiana». Proprio questa tabella di marcia spiega perché a fronte di una ripresa marcata dei contagi il numero dei ricoverati in ospedale e nelle terapie intensive rimanga contenuto. I rapporti delle Asl parlano chiaro: il 90% dei nuovi positivi è gente che non ha mai ricevuto il vaccino o ha ottenuto solo una dose ed è in attesa del richiamo. Col Green pass in arrivo, la Pisana confida in una spinta ulteriore, uno scatto finale verso la cosiddetta immunità di gregge. Dopo le località balneari, da Santa Marinella a Sabaudia, i camper dei distretti sanitari hanno messo sul navigatore i piccoli centri dell’entroterra, si muovono nell’hinterland di Roma e nei borghi delle province, per cercare, paese per paese, indecisi e riottosi. Ci si può vaccinare con il mono-dose Johnson & Johnson, senza prenotazione. Una puntura e via. Anche le farmacie si stanno attrezzando con gli open-day di J&J per smaltire le scorte avanzate. Anche qui: ci si presenta nelle rivendite e ci si vaccina. Una sola iniezione.

 

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I 50ENNI

I medici di base lamentano però di non avere abbastanza fiale per le punture. «C’è un problema di forniture, di nuovo – racconta Giampiero Pirro, dottore di famiglia a Portonaccio e responsabile comunicazione della Fimmg (Federazione medici di medicina generale) – Abbiamo scorte per i richiami, ma mancano per le prime dosi. Così diventa complicato portare avanti il compito che ci era stato assegnato: convincere a vaccinarsi chi non è ancora protetto, soprattutto i 50-60enni reticenti, i più a rischio ricovero». Nella fascia 60-69 anni, il 12% non ha mai ricevuto nemmeno una dose. Nella fascia dei 50-59enni è il 20%. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA