Vaccini Lazio, è caccia a Johnson&Johnson: farmacie-Asl, è lite sulle fiale

Giovedì 25 Marzo 2021 di Francesco Pacifico
Vaccini Lazio, è caccia a Johnson&Johnson: farmacie-Asl, è lite sulle fiale

Non sono ancora arrivate e molto probabilmente non saranno sufficienti per tutti, ma nel Lazio già si litiga sulle dosi del vaccino di Johnson&Johnson. Le vogliono tutti gli attori messi in campo dalla Regione per le somministrazioni - le Asl per i centri vaccinali, i medici di base e i farmacisti - non fosse altri perché questo farmaco necessita soltanto di una inoculazione, è monodose, e può essere stoccato in frigoriferi con temperature non molto basse. Non a caso, qualche settimana fa, in una prima intesa con farmacisti l’assessore alla Sanità regionale, Alessio D’Amato, voleva destinare J&J a questa categoria. Ma più passano i giorni e più questi piani rischiano di saltare, sia per la difficoltà a reperire fiale di altre case, AstraZeneca in primis, sia perché le Asl non vogliono rinunciare a questo prodotto per i loro hub.

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HUB DEDICATO
Soprattutto le dosi del farmaco della casa americana non saranno mai sufficienti rispetto alle richieste dei vari vaccinatori. Autorizzato dall’Ema e poi dall’Aifa, le agenzie del farmaco di Ue e Italia, lo scorso 11 marzo, il prodotto di Johnson&Johnson dovrebbe arrivare in Italia nel secondo trimestre in 14,806 milioni di dosi. Di queste, 1.184.480 di fiale sono destinate nel Lazio. Ma l’azienda ha già comunicato che riuscirà a velocizzare la produzione soltanto a maggio. Per aprile sono previsti invii nel Belpaese di 330mila dosi, quasi 27mila al Lazio. Troppo poche e per capirlo basta vedere le singole strategie di Asl, medici di base e farmacisti. Proprio sul fronte delle autorità sanitarie, la Roma 3 ha deciso di dedicare un suo hub, quello di via Quirino Majorana, alla somministrazione di J&J. L’obiettivo, con più medici, è quello di aumentare la iniezioni giornaliere, portandole da 200 a 2mila al giorno. Cioè, ogni mese, soltanto questo centro avrebbe bisogno di 62mila dosi. Ma anche altre Asl stanno studiando di convertire a Johnson&Johnson i loro hub, dove i numeri sono più alti.

La notizia scatena alcuni dubbi anche in Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma: «La nostra categoria può dare un grande apporto, ma se ci danno le fiale. E noi, di fatto, possiamo iniettare in sede soltanto Johnson&Johnson, viste le sue caratteristiche. Prodotto che, mi sembra, anche altri soggetti stiano richiedendo». L’intesa tra Regioni e Ordine dei farmacisti è stata rallentata perché il governo ha voluto accentrare a sé la questione tanto da lavorare e scrivere un protocollo direttamente con lo stesso Ordine. Soltanto dopo potranno essere firmate, a cascata, le intese con i singoli territori. Quel che è certo è che nel Lazio, su 1.800 farmacisti, almeno la metà dovrebbe aderire alla campagna vaccinale, con la capacità di fare anche 460mila inoculazioni al mese. Ma prima faranno un corso certificato dallo Spallanzani. Guardano, e non da convitati di pietra, a queste scaramucce anche gli oltre 2mila medici di base che hanno iniziato a vaccinare. Spiega Pier Luigi Bartoletti, leader regionale del Fimmg: «Anche noi dobbiamo avere le fiale di Johnson&Johnson, non fosse altro perché siamo medici di prossimità. Si sta sviluppando una discussione surreale: tutti chiedono i vaccini, ma i vaccini non ci sono. Così si perde solo tempo».

In poche parole rischia di ripetersi a breve il caos, la caccia ai vaccini che in questi giorni vede fronteggiarsi le stesse aziende sanitarie locali e i medici di famiglia, con questi ultimi che in un primo tempo dovevano per lo più inoculare AstraZeneca e sopratutto nelle scorse ore hanno visto il farmaco anglosvedese utilizzato per lo più nei centri vaccinali per proteggere insegnanti, poliziotti e, nonostante qualche reticenza da parte dei pazienti, anche 70enni e 80enni. Non a caso nelle ultime ore i dottori di primo livello hanno ricevuto fiale di Pfizer, nella speranza anche di velocizzare le iniezioni domiciliari. 
 

Ultimo aggiornamento: 11:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA