Roma, a Settebagni il flop dei rifiuti “porta a porta”. E l'Ama rimette i cassonetti

Martedì 1 Giugno 2021 di Laura Bogliolo
Roma, a Settebagni il flop dei rifiuti porta a porta . E l'Ama rimette i cassonetti

Niente più porta a porta a Settebagni, tornano i cassonetti. Siamo nel quartiere che lo scorso anno ha vinto il ricorso per ottenere il rimborso del 20% della Tari per il biennio 2017-2018, visti i continui disservizi nella raccolta. Le denunce degli abitanti non si sono mai fermate, così come le richieste di trovare una soluzione ai continui turni saltati. «Non portano via i rifiuti anche per dieci giorni - spiega Silvia De Rosa, la combattiva vicepresidente del comitato di quartiere - e con l'arrivo del caldo nasce un problema di igiene: ci sono, inoltre, piccoli condomini che non hanno neanche i secchi e sono costretti a lasciare i sacchetti in strada o appesi ai cancelli».

Sono stati tanti i sopralluoghi con i responsabili dell'Ama per mostrare le criticità e alla fine, l'assessorato ai Rifiuti di Roma Capitale ha deciso: «Si rappresenta la necessità di sostituire il modello di raccolta porta a porta con i cassonetti da 1100 litri». Lo ha scritto Katia Ziantoni, assessore ai Rifiuti, in una nota inviata ad Ama qualche giorno fa nella quale si propone «viste le numerose criticità segnalate dai residenti di inviare alla direzione rifiuti del Dipartimento Tutela Ambiente entro 15 giorni una proposta in tal senso». Proposta che non è ancora arrivata.

Discarica a Roma, il Tar annulla l'ordinanza del Lazio sui rifiuti. Raggi: «Una vittoria per tutti»


DOPO LE PROTESTE
Il dado è tratto, insomma, si torna al passato perché il sistema non funzionava. «Siamo felicissimi che arrivino i cassonetti, anche se siamo ovviamente a favore del porta a porta - dice Francesco Fusar Poli, presidente del comitato di quartiere di Settebagni - è chiaro che si tratta di un passo indietro nella logica della raccolta dei rifiuti, ma dopo tutti i disagi subiti, piuttosto che vedere in strada i sacchetti, ben vengano i cassonetti». Nel quartiere si esulta, insomma, un po' come si fece a febbraio del 2020 quando l'azione legale promossa dall'avvocato Mario Costanzo dell'associazione Don Chisciotte portò a vincere la causa per il rimborso. Anche nelle ultime settimane la situazione della raccolta nel quartiere è stata pessima come un po' in tutta la Capitale. «C'è poi un problema di struttura delle strade - aggiunge Fusar Poli - è dal 2012 che cerchiamo di far capire ad Ama che il nostro territorio non è adatto al porta a porta».


LA SVOLTA
Ziantoni nella nota, infatti, parla della «complessità urbanistica del quartiere costituito da strade strettissime e in salita che impedisce il regole svolgimento del servizio con notevoli ripercussioni sia sugli utenti che sulle condizioni di sicurezza degli operatori». L'assessore di Roma Capitale ieri chiariva: «Non ci sarà un sistema misto, Ama non ha ancora inviato la proposta, la modifica fa parte di una riorganizzazione già avviata nel III dove andiamo a cambiare quello che non funziona. Abbiamo - aggiunge Ziantoni - esteso invece a dicembre il porta a porta in un comprensorio a Casal Boccone e proporremo di attivarlo a Tor Vergata, nel VII Municipio».

 

I residenti avevano chiesto da tempo una modifica del sistema di raccolta, pensando anche a un modello misto, ossia stradale solo in parte. Ziantoni invece ieri ha confermato che ci saranno solo i cassonetti. Francesco Pieroni, assessore ai Rifiuti del III Municipio, ha spiegato: «Da due anni chiediamo al Comune e ad Ama di sostituire il porta a porta considerando i gravissimi disagi segnalati dai residenti». E sul caos rifiuti si muove anche il ministero: venerdì convocazione di Comune e Regione per affrontare la questione impianti.
 

Roma, cinghiali a Monte Mario: gruppi in chat per lanciare gli allarmi

© RIPRODUZIONE RISERVATA