Roma, pass vaccinale, il sistema va in tilt: solo centomila i certificati scaricati

Lunedì 19 Aprile 2021 di Alessia Marani
Roma, pass vaccinale, il sistema va in tilt: solo centomila i certificati scaricati

Ottenere il pass vaccinale? Un gioco da ragazzi, ma solo se si è già in possesso dell’identità digitale Spid e si ha la fortuna di trovare il link al “fascicolo sanitario regionale” funzionante. Ieri pomeriggio, infatti, dopo il via alla possibilità di scaricare online il certificato dell’avvenuta vaccinazione (la Regione Lazio ne ha già caricati mezzo milione, ed è la prima in Italia ad avere varato il documento ufficiale), il sistema è andato in tilt, come si leggeva sulla pagina, «per l’elevato traffico di utenti sul portale», ma chi aveva tutte le credenziali - ossia si trovava già in possesso del codice - nelle ore precedenti era riuscito a fare il download e, all’occorrenza, a stamparsi la certificazione contenente anche il QRcode per la verifica della autenticità a un controllo in pochissimo tempo. Ieri alle 18,40 il sito è tornato consultabile.

«Ho impiegato un paio di minuti al massimo, è stato molto semplice», conferma Paolo F., 47 anni, psicologo. Ma l’operazione non è riuscita a moltissime persone, soprattutto anziane o ai loro familiari, che hanno dovuto abbandonare al primo step perché sprovvisti della identità digitale. L’unica, secondo la Regione, è l’unico sistema a potere attestare il corretto svolgimento della pratica garantendo oltretutto la assoluta privacy degli utenti con la maggiore garanzia di sicurezza dei dati anche rispetto a possibili hacker. 

 

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La difficoltà

 

Di fatto lo Spid è il sistema unico di accesso ai servizi online di tutta la pubblica amministrazione, una sorta di passepartout strettamente personale (e quindi non ottenibile o gestibile con delega) con il quale, via via, si sta cercando di modernizzare e accelerare qualsiasi tipo di pratica in Italia: dalla candidatura a un concorso pubblico, per esempio, alla visura di documenti amministrativi o fiscali. Finora, chi ne è in possesso è soprattutto chi ne ha avuto bisogno per motivi di lavoro, universitari o di accesso a integrazioni economiche (come il reddito di cittadinanza), ossia una fetta della popolazione prevalentemente “attiva”. Risulta molto difficile, al contrario, che gli over 70 e, figuriamoci, gli over 80 o 90 in molti casi soli e completi “analfabeti digitali” ne siano provvisti o che lo diventino. E, finora, la maggioranza di coloro che nel Lazio sono stati vaccinati fa parte proprio della popolazione più “datata”. Ecco perché ieri alla brama di scaricare ed entrare in possesso dell’agognato “pass” è corrisposta in molti una certa delusione. Questo nonostante alle 12 ne risultassero scaricati ben 102.057.

 

Le critiche

 

Tanti i commenti sulla pagina Fb di Salute Lazio. «Pur apprezzando le finalità e avendo “aiutato” i miei suoceri ultra 80enni a scaricarlo (spid e accesso al Fascicolo sanitario elettronico) forse un sistema più lineare non sarebbe male. Pensateci sopra...», scriveva Enrico P.. Aggiungeva Paola P.: «E gli anziani che non hanno né spid né carta d’identità elettronica? Come si fa a consultare il fascicolo sanitario di una over 80 che ha già fatto tutte e due le dosi?». C’è chi chiede che venga adottato lo stesso criterio per la prenotazione dei vaccini o dei tamponi, come Carla C.: «Condivido il pensiero di molti... una cosa più semplice per i novantenni noooo? Bastava fare come con i tamponi, codice fiscale e password usa e getta... mamma mia quante complicazioni..... oppure speditelo a casa». 

 

La procedura

 

Ma quali sono gli step per ottenere il certificato che, a breve, dovrebbe costituire una sorta di pass per i viaggi e l’accesso a eventi o luoghi pubblici (centri anziani compresi)? Innanzitutto bisogna collegarsi al sito www.salutelazio.it/fascicolo-sanitario-elettronico1; quindi cliccare sul “bottone” rosso “fascicolo sanitario” e accedere con lo Spid. Prima si accede con la password dello “Spid 1”, quindi verrà inviato al telefonino un secondo codice “Spid 2” di verifica da inserire. Stesso procedimento si può fare accedendo direttamente dalla App Salute Lazio. 

Al termine si potrà scaricare il certificato in pdf. «Ricordo che oltre ai dati anagrafici vengono riportate le date delle somministrazioni, il tipo di vaccino e il lotto somministrato, nonché un sigillo digitale verificabile con QR code», ha ricordato ieri l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA