Comune di Roma ha violato privacy di cittadini: multato per 610 mila euro dal Garante

Comune di Roma ha violato privacy di cittadini: multato per 610 mila euro dal Garante
Comune di Roma ha violato privacy di cittadini: multato per 610 mila euro dal Garante
di Pier Paolo Filippi
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Mercoledì 24 Marzo 2021, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 10:39

Non hai pagato la mensa scolastica di tuo figlio? Può capitare che nome e cognome dell’incolpevole bambino finiscano sull’albo pretorio del Comune di Roma, diventando quindi di dominio pubblico. Hai un permesso Ztl esposto sul cruscotto? Qualsiasi persona, usando un telefonino, può risalire ai dati personali. È un rapporto complicato quello tra l’amministrazione e la privacy dei cittadini. Proprio in questi giorni il Campidoglio, facendo ricorso al Fondo di riserva del bilancio, sta pagando una serie di sanzioni all’Autorità garante per la protezione dei dati personali per non aver protetto adeguatamente la privacy degli utenti di alcuni servizi. Le ultime due riguardano appunto la mensa scolastica e i permessi Ztl, e sono costate al Comune due multe per complessivi 360 mila euro, che il Campidoglio sta saldando beneficiando di una riduzione del 50% grazie al pagamento entro 30 giorni dalla sanzione. 

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LE MULTE
Un caso risale al maggio di due anni fa quando il Comune ha pubblicato sull’albo pretorio, quindi anche sul sito internet, un atto di ingiunzione al pagamento senza oscurare il nome del bimbo. Un piccolo di nazionalità italiana la cui unica colpa era quella di avere una madre che non aveva saldato le rate della refezione, in tutto 811 euro per il servizio mensa dell’anno scolastico 2017-2018. Essendo la donna irreperibile - la residenza annotata all’anagrafe è un indirizzo fittizio - l’ingiunzione del Municipio XI era stata pubblicata sull’Albo pretorio. L’atto inoltre conteneva ulteriori riferimenti che permettevano l’identificazione del piccolo. Non era la prima volta: nell’ottobre 2018 era stato pubblicato il nome di una bimba di 9 anni, sempre per la mensa non pagata. 
La seconda sanzione riguarda invece i permessi Ztl.

Sul frontespizio dei tagliandi che consentono l’accesso e la sosta nelle zone a traffico limitato infatti era presente un QR code che consente a chiunque, con l’utilizzo di una generica applicazione per smartphone e tablet in grado di decodificarne il contenuto, accedendo anche ai dati personali relativi al titolare del permesso. Il permesso comunque ora è stato modificato da Roma mobilità e oggi è conforme al regolamento sulla privacy. Ancora: un’altra sanzione, da mezzo milione di euro, è stata comminata dal Garante alla fine dello scorso gennaio per una serie di problemi relativi alla protezione dei dati nel sistema di prenotazione degli appuntamenti “TuPassi”. 

IL GARANTE
Il procedimento sulle app utilizzate dalla pubblica amministrazione per l’erogazione dei servizi. Attività che - già nel marzo 2019- il Garante aveva dichiarato illecita per alcuni trattamenti ordinando misure correttive. Diverse le criticità rilevate sul sistema che consente agli utenti di prenotare servizi di sportello e appuntamenti, anche nel settore sanitario. Bocciata, sempre dal Garante, anche la funzione che consente di produrre report sull’attività degli addetti allo sportello introdotta senza le necessarie garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori sul controllo a distanza. Anche in questo caso il Campidoglio ha scelto il pagamento in forma ridotta, versando entro 30 giorni dalla notifica la metà dell’importo della multa, 250mila euro invece di 500mila.
 

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