Lazio, le mascherine che non proteggono: tre arresti per la truffa

Lazio le mascherine che non proteggono: tre arresti per la truffa
Lazio le mascherine che non proteggono: tre arresti per la truffa
di Valentina Errante
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Giovedì 4 Marzo 2021, 08:12 - Ultimo aggiornamento: 09:14

Durante il lockdown, la protezione civile del Lazio ha distribuito a medici e personale sanitario mascherine e camici non a norma. Truffata da fornitori che ha pagato in anticipo, ad aprile, sulla base del decreto per l'emergenza, e ai quali ha saldato il conto, per 5 milioni di mascherine e 430mila camici, garantiti da una falsa certificazione. Tre imprenditori sono finiti ai domiciliari con le accuse di frode in pubbliche forniture e truffa aggravata. E ieri i militari del nucleo di polizia economico e Finanziaria della Finanza hanno sequestrato 22 milioni di euro.

Vittorio Farina, con un passato nel mondo dell'editoria e delegato della European network tlc (Ent) Andelko Aleksic, rappresentate della società ora interdetta dalle pubbliche forniture e Domenico Romeo, avevano i contatti giusti o almeno conoscevano chi poteva fare da apripista, perché l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Rosalia Affinito, riguarda anche un traffico di influenze. Tra gli indagati, e perquisiti ieri, ci sono anche l'ex ministro dell'Agricoltura Francesco Saverio Romano e l'imprenditore Roberto De Santis (il cui nome è già balzato agli onori delle cronache per altre inchieste) pagati, secondo i pm, per mettere in collegamento gli indagati con i responsabili della protezione civile del Lazio e della Sicilia. E la procura vuole chiarire anche la posizione dell'avvocato Piergiorgio Sposato, consulente della società, e delegato ai rapporti con la protezione civile, che si sarebbe prodigato per ottenere la falsa certificazione.

Agli atti ci sono anche i contatti con l'oramai ex commissario straordinario Domenico Arcuri (non indagato) dal quale Farina & co, speravano di ottenere l'inserimento della Ent quale fornitore sussidiario rispetto a Luxottica spa e Fca spa per l'approvvigionamento di mascherine chirurgiche da destinare alle scuole. Ora però l'indagine potrebbe allargarsi e riguardare anche altre procure, dal momento che lo stesso gruppo ha fornito anche la Regione Veneto e la Regione Siciliana.

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La segnalazione


È stato il presidente della Protezione civile del Lazio, Carmelo Tulumello a rivolgersi alla procura segnalando anomalie, dopo avere sbloccato la merce ferma alla dogana per mancanza dei certifica Ce. I dispositivi arrivavano dalla Cina e sono stati distribuiti in attesa di verifiche, in base alla procedura emergenziale. È emerso successivamente che, la Ent azienda milanese fino a marzo 2020 era attiva soltanto nel settore dell'editoria, prima ha fornito documenti rilasciati da enti non autorizzati e, successivamente, per superare le criticità, emerse durante le procedure di sdoganamento ha prodotto falsi certificazioni di conformità forniti da Romeo anche tramite una società inglese a lui riconducibile, riferibili ad altri prodotti. E anche la società che ha dato la fidejussione per il pagamento anticipato non era autorizzata. Intanto dalle casse Ent sono partiti i bonifici sui conti personali degli indagati.

Il traffico di influenze

Ieri sia l'ex ministro Romano che De Santis sono stati perquisiti L'ipotesi è che l'ex ministro si facesse indebitamente promettere da Farina «e successivamente dare dalla Ent 58.784 euro per averlo messo in contatto con Salvatore Cocina (a capo della protezione civile siciliana ndr)», il bonifico del 1 luglio sul conto intestato al politico e alla moglie è stato segnalato alla Finanza come operazione sospetta per la mancanza di causale. Lo stesso avrebbe fatto De Santis per 30mila euro, (il bonifico è sempre del 1 luglio) ma la mediazione sarebbe stata con Tulumello. E agli atti risulta anche un incontro lo scorso 3 settembre di Farina con Arcuri e nelle conversazioni intercettate la soddisfazione per i possibili contratti futuri. Dalla struttura dell'ex commissario si sottolinea, però, che né la Ent né le persone coinvolte nelle indagini, hanno ricevuto alcuna promessa, alcun affidamento o alcun incarico dall'ex commissario. «La società, come tante altre - precisano gli uffici di Arcuri - aveva inviato diverse proposte a nessuna della quali è stato mai dato alcun seguito dalla struttura stessa».
 

 
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