Roma, il campo rom di Castel Romano brucia davanti ai vigili: presidio inefficace

Roma, il campo rom di Castel Romano brucia davanti ai vigili: presidio inefficace
Roma, il campo rom di Castel Romano brucia davanti ai vigili: presidio inefficace
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Sabato 25 Luglio 2020, 08:03 - Ultimo aggiornamento: 12:40

Doveva andare diversamente: doveva finire o quantomeno calare l'indice degli episodi che hanno trasformato il campo nomade di Castel Romano sulla Pontina in una torcia di rifiuti pronta ad accendersi e a bruciare senza soluzione di continuità. E invece non sembra affatto esser bastato il controllo dell'area e il sequestro disposto dalla Procura. Non è servito all'Asl Roma 2 lanciare l'allarme di un'emergenza sanitaria che cresce proprio per gli incendi e i roghi tossici: più di 60 quelli divampati tra i moduli e nelle immediate vicinanze dell'insediamento da inizio 2020. Ieri a Castel Romano sono tornati i vigili del fuoco perché intorno alle 10.30 un nuovo incendio è divampato in quello che per brevità viene indicato come il vallone l'area scoscesa all'interno del campo divenuta negli anni una vera discarica abusiva a cielo aperto. Tre squadre, poi ridotte a due, hanno nuovamente impugnato gli idranti e domato le fiamme che, seppur non alte e ingenti come quelle di fine giugno, hanno contribuito a innalzare il numero degli episodi. E nessuno ha potuto far nulla per evitarlo. Neanche quei vigili urbani schierati per volere del Campidoglio - ma su pressione ed esplicita richiesta della Regione Lazio - che ormai da settimane sono schierati all'ingresso dell'insediamento con il compito di vigilare - a valle anche del sequestro deciso dalla Procura - l'intero perimetro.

Roma, grosso incendio vicino al campo nomadi: chiusa per ore la Roma-Fiumicino, treni sospesi

IL FLOP DEI CONTROLLI
Da Castel Romano chi non è autorizzato non entra, tant'è vero che giovedì pomeriggio una delegazione di parlamentari e rappresentanti dell'Associazione 21 luglio ha dovuto disturbare i vertici della Procura pur di accedere e visionare le condizioni interne. Ciononostante è possibile che i rifiuti ancora non raccolti continuino ad ardere indisturbati. Ma cos'è che brucia dal momento che il meccanismo di riversamento illecito è in qualche modo stato bloccato proprio dall'impossibilità di accedere con furgoni e camion al campo? Tutto ciò che continua ad esserci dentro e che ancora non è stato raccolto né bonificato. Non si tratta soltanto di rifiuti organici perché le collinette dell'immondizia restano alte grazie a tutti gli elettrodomestici, i materiali in ferro, in legno, gli scarti dei moduli abitativi fatti a pezzi che non sono stati rimossi. L'amministrazione comunale, anche a fronte della richiesta della Regione di procedere a una bonifica immediata dell'area, ha sollecitato Ama che a sua volta ha prodotto un preventivo per le operazioni da oltre un milione di euro. Cifra ingente da recuperare in poco tempo. E così l'amministrazione ha isolato 500 mila euro arrivati poi a 800 mila per dare il via ai primi interventi. Da Palazzo Senatorio fanno sapere che giovedì sono state rimosse le prime 40 tonnellate. Una goccia nel mare considerato il volume totale dei rifiuti da raccogliere e gli interventi riprenderanno soltanto lunedì perché nel weekend non si lavora.

Roghi tossici a Roma, la polveriera di via Salviati: «È come la Terra dei fuochi»

La lettera di Giorgia Meloni sul campo rom: «A Castel Romano anche il cimitero delle auto rubate»

I VEICOLI
A bruciare però non è solo l'immondizia di questo campo. Ieri i vigili del fuoco sono intervenuti anche in via di Salone nei pressi di un altro storico insediamento mentre i roghi di sterpaglie - e non solo - hanno scandito pesantemente l'intera giornata. All'Infernetto, in via Mario Sansone, una decina di auto ferme sul ciglio della strada si sono accese come torce. Le fiamme e il fumo sono arrivate anche a lambire la Cristoforo Colombo comportato dei problemi al traffico. Dai primi accertamenti e dalle testimonianze raccolte sul posto dai vigili del fuoco le automobili incendiate erano state da poco tirate fuori da un'autofficina e sembrerebbe che il proprietario, stanco dei mancati pagamenti, abbia deciso di levarle dal deposito parcheggiandole in strada. Sui motivi del rogo sono in corso gli accertamenti: non si esclude che sia doloso. In tutto ieri la sala operativa del corpo ha tenuto testa a 75 roghi divampati per lo più tra le sterpaglie dalla mattina al pomeriggio mentre altri 26 erano in fase di spegnimento in serata.
 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA