Ardea, chi era il killer Andrea Pignani. Il mistero della pistola del padre, morto nel novembre scorso

Domenica 13 Giugno 2021
Ardea, chi era il killer Andrea Pignani. Il mistero della pistola del padre, morto nel novembre scorso

​Ardea (Roma), comincia a delinearsi la figura di Andrea Pignani, il 35enne che questa mattina ha ucciso due fratellini di 5 e 10 anni e un uomo di 74 anni. La pistola che ha impugnato è una Beretta calibro 7,65, a quanto apprende l'Adnkronos. L'arma apparteneva al padre morto a novembre 2020, che di professione faceva la guardia giurata.

 

La morte del padre

 

La morte dell'uomo non era nota alla stazione dei carabinieri di Tor San Lorenzo. Ai militari sarebbe dovuta pervenire una segnalazione sulla detenzione della pistola da parte della famiglia, cosa che invece non si è verificata. L'arma, quindi, era stata regolarmente denunciata dal padre del ragazzo ma nessuno della famiglia si era poi preoccupato di segnalarne la detenzione ai carabinieri dopo la morte dell'uomo. Il padre, una guardia giurata, aveva detenuto la pistola a Roma fino a novembre del 2019, successivamente l'aveva trasferita a Colle Romito con certificato medico presentato al commissariato Esposizione. Contestualmente aveva presentato la richiesta di trasferimento dell'arma per la quale aveva poi avuto il nulla osta.

 

«Non era in cura»

 

Non sarebbe stato in cura e non avrebbe avuto liti pregresse all'interno del comprensorio l'uomo che oggi ad Ardea ha sparato e ucciso due fratellini e un anziano. È quanto accertato finora dagli investigatori. Nel suo passato un unico episodio di minacce alla mamma più di un anno fa avvenuto in casa per cui intervennero i carabinieri e per il quale fu portato in ospedale per gli accertamenti del caso.

 

«Aveva minacciato la madre con un coltello»

 

«Questa è una tragedia. L'omicida poco tempo fa aveva minacciato la propria madre con un coltello. Nel novembre scorso è morto il padre che deteneva l'arma regolarmente. Nessuno dei suoi parenti ha restituito quella pistola. Oggi l'ha trovata è uscito di casa e ha ucciso tre persone». È quanto afferma l'avvocato Diamante Ceci, difensore di Domenico Fusinato, padre dei due piccoli uccisi ad Ardea questa mattina, che sta scontando una condanna agli arresti domiciliari. «La terza vittima è stata ammazzata con un colpo alla testa, si tratta della persona anziana che era venuta ad Ardea a trascorrere il week end», ha concluso Ceci.

 

«Conosceva le vittime»

 

Andrea Pignani conosceva le sue vittime: «Evidentemente sì, perché ha sparato con l'intenzione di colpire, altrimenti avrebbe sparato a casaccio», dice il sindaco della cittadina laziale Mario Savarese.

 

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Ingegnere informatico

 

Era un ingegnere informatico Andrea Pignani. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri l'uomo non aveva mai avuto litigi con il padre dei bambini. Il 35enne sarebbe quindi stato colto da un raptus. Subito dopo il triplice omicidio si è barricato in casa per oltre tre ore e si è suicidato. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella villetta l'uomo hanno trovato l'uomo morto in camera da letto.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 20:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA