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Ambulanze bloccate a Roma, i soccorsi tardano: attese anche di 7 ore a causa del Covid e del caldo

Pronto soccorso al collasso e veicoli fermi nei parcheggi degli ospedali. Contribuiscono il picco Covid nel Lazio (ieri 13.500 casi) e i colpi di calore

Bloccate le ambulanze, i soccorsi tardano: attese anche di 7 ore a causa del Covid e del caldo
Bloccate le ambulanze, i soccorsi tardano: attese anche di 7 ore a causa del Covid e del caldo
di Fernando Magliaro
4 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 22:47 - Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 09:48

Attese infinite, di ore e ore, fino a punte di 7, in cui si mescolano casi più gravi e casi lievi, Covid (ieri nel Lazio record da gennaio con 13.555 nuovi casi, 7.070 a Roma) e insolazioni. Il tutto a causa di ambulanze ferme, anche per 14 ore, nei pronto soccorso. Fatto sta che il 118 del Lazio da due giorni è praticamente scoppiato. I sindacati raccontano che lunedì si sono registrate in mattinata 103 chiamate per ambulanze e 47 erano bloccate nei pronto soccorso da mezzogiorno. Nel tardo pomeriggio, a fronte di 128 chiamate in attesa, i mezzi bloccati nei vari ospedali erano 35.

La Regione conferma parlando di “forte pressione” sul sistema dell’emergenza dovuto magari al Covid o agli incendi degli ultimi giorni anche se, sulle intossicazioni da roghi, le cronache non registrano particolari emergenze. L’emergenza però è tutta sulle ambulanze: nelle chat degli addetti ai lavori girano messaggi al limite del disperato indirizzati ai responsabili di società private che possiedono mezzi di soccorso. È la ricerca delle cosiddette “ambulanze spot”: un noleggio oggi o domani di qua, un altro di là per cercare di aumentare il numero dei mezzi di soccorso a disposizione del 118. Addirittura c’è una foto, scattata al Policlinico di Tor Vergata, di un’ambulanza già in servizio pure se ancora priva di tutte le scritte identificative. Insomma, siamo al raschiare il fondo del barile.

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LE SCHERMATE DEI PC

Del resto, le schermate dei computer del 118 non lasciano adito a troppe interpretazioni: appena dopo l’ora di pranzo di ieri, risultavano 85 chiamate in attesa, compresa una arrivata intorno alle 6.30 della mattina, con 40 ambulanze bloccate nei pronto soccorso. Alle 12.34 la chiamata da Passo Lombardo, alle 12.38 da Ponte Mammolo, dieci minuti dopo da Torre Spaccata. Passata da sei minuti l’una, altra chiamata dai Mercati Generali e via via fino alle 15.15 da Montecompatri. Le schermate sono abbastanza intuitive: il colore di sfondo (rosa, giallo, verde, bianco) ricalca i colori del triage e viene assegnato dagli operatori del 118 in base ai sintomi dichiarati al telefono. Compaiono alcune icone come il cuore o lo stetoscopio, che servono a chiarire eventuali problematiche specifiche dei pazienti. Solo che tutte hanno le ambulanze non assegnate.

Perché i mezzi risultano fermi negli ospedali. C’è anche un elenco esemplificativo: un ambulanza bloccata lunedì da quasi 14 ore, cinque ferme da 12-13 ore e così via. Attaccano le opposizioni in Consiglio regionale e i sindacati: «Il sistema di emergenza e urgenza è al collasso, tanto che sono state attivate ambulanze giornaliere per il blocco dei mezzi nei pronto soccorso, carenti di barelle utili per il rilascio dei pazienti. Così non si tutelano i cittadini e gli operatori sanitari», afferma Vinicio Amici, segretario Confail Sanità Lazio. Angelo Tripodi, capogruppo della Lega: «Dieci anni di governo Zingaretti hanno portato i pronto soccorso in tilt, le ambulanze bloccate e le infine chiamate di attesa». Dalla Regione, a parte l’ammissione della “forte pressione”, una seconda annotazione: «Abbiamo appena concluso una call per cercare di alleggerire la situazione che, speriamo, già dalle prossime ore tornerà nella normalità».
 

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