Roma, zanzare anche d'inverno: colpa di caldo, umidità e piogge. E c'è il rischio di nuove invasioni dall'Asia

Condizioni meteo e profilassi carente allungano di mesi la presenza degli insetti

Roma, zanzare anche d'inverno: colpa di caldo, umidità e piogge. E c'è il rischio di nuove invasioni dall'Asia
Roma, zanzare anche d'inverno: colpa di caldo, umidità e piogge. E c'è il rischio di nuove invasioni dall'Asia
di Giampiero Valenza
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Lunedì 18 Settembre 2023, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 07:41

Una puntura tira l’altra. E, sbagliando, ci si inizia a grattare come se non ci fosse un domani con la speranza di trovare un po’ di sollievo. Sta di fatto che, secondo alcuni ricercatori dell’Università Sapienza, ci sono quartieri della Capitale in cui un aperitivo nel dehors di un bar può costare almeno una puntura di zanzara al minuto. Siamo nella seconda metà di settembre e non diremo addio facilmente a questi insetti, un tempo solo tipici compagni dell’estate. «Ci saranno almeno fino a novembre - spiega Alessandra della Torre, docente di parassitologia dell’Università Sapienza - Settembre e ottobre sono i mesi peggiori. Le alte temperature di questi giorni, specie se alternate a giorni di pioggia creano le condizioni ideali per la loro proliferazione e sopravvivenza». 

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Arriverà fino a novembre la zanzara comune (la culex pipiens): «Approfitta degli ambienti domestici per tutto l’inverno», prosegue la studiosa. In estate - e anche in queste settimane - sta spopolando insieme alla zanzara tigre (la aedes albopictus). «Ancora non ci sono segnalazioni a Roma di altre specie invasive come la più pericolosa zanzare asiatica (la Aedes aegypti), o altre specie già segnalate in nord Italia, come la zanzara coreana (la Aedes koreicus) e di zanzara giapponese (la Aedes japonicus), ma non è escluso che presto arriveranno.

Sono specie molto invasive». Questi insetti riescono a spostarsi da una parte all’altra del mondo grazie agli uomini: nelle navi, nei camion, nei container trovano quei “passaggi” che per loro sono essenziali per colonizzare nuovi mondi. Una frontiera che per loro è nella normalità delle cose, per l’uomo è la straordinaria invasione di insetti esotici che possono essere il veicolo di malattie. Per cercare di monitorare l’andamento delle zanzare il gruppo di entomologia medica della Sapienza ha promosso la App Mosquito Alert: un’esperienza di scienza partecipata per tracciare la presenza degli insetti. «Questo sistema - aggiunge la ricercatrice - permette di avere un quadro aggiornato della distribuzione delle diverse specie grazie alle segnalazioni fotografiche inviate dai cittadini tramite l’app». App che è scaricabile gratuitamente sugli smartphone e permette di poter inviare foto non solo degli animali ma anche delle punture che mettono a segno. 

ALIENE ED ENDEMICHE
Viste da Roma, le zanzare si dividono in due grandi categorie: quelle autoctone (la culex pipiens, dal dorso bruno) e quelle aliene, cioè quelle del genere aedes. In questa categoria rientrano la tigre (la albopictus, nera con bande bianche sulle zampe e sul dorso), la aegypti (conosciuta anche come la “zanzara dalla febbre gialla”, molto simile all’albopictus, e distinguibile solo in base alle bande bianche a forma di lira sul dorso) e la japonicus e la koreicus (un po’ più grandi delle precedenti e di colore marroncino con bande dorate e difficilmente distinguibili l’una dall’altra).

In città approfittano delle zone d’acqua stagnante, come i sottovasi e le pozze che si creano con la pioggia, per deporre le uova e proliferare. Quindi, più manca la manutenzione tra i palazzi, sui balconi, nei terrazzi, meno ci sono disinfestazioni (come sta capitando in alcuni quartieri), più crescono. «La prevenzione è importantissima - dice la docente di parassitologia della Sapienza - occorre controllare e svuotare regolarmente i sottovasi e altri contenitori che si riempiano di acqua piovana o in seguito ad annaffiamento. E poi ci sono tante azioni della vita di tutti i giorni, come l’uso delle zanzariere in casa». Il monitoraggio, poi, è centrale per rilevare dati scientifici in città come Roma. «Grazie a Mosquito Alert possiamo controllare le specie presenti e la loro abbondanza - aggiunge - In alcuni quartieri di Roma, in queste settimane un semplice aperitivo non si paga solo con il prezzo dei rincari di caffè e pasticcini, ma col sangue succhiato via dagli insetti. «Bisogna indossare un abbigliamento adatto e proteggere le parti scoperte con repellenti - continua la studiosa - Così si riesce a ridurre il rischio delle loro fastidiose punture. E non bisogna neanche dimenticare che si tratta di animali “vettori”, che dunque possono portare malattie».

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