Covid: il focolaio di Magliano Sabina, il dispiacere dei ragazzi rientrati da Rimini. Sui social è polemica, le famiglie si difendono

Domenica 1 Agosto 2021 di Sara Pandolfi
Rimini (Foto d'Archivio)

RIETI - C’è grande dispiacere tra i ragazzi maglianesi che, tornando dalle vacanze, hanno dato vita a un focolaio in paese. Undici in tutto, di cui uno residente nel Comune di Collevecchio, i giovani risultati positivi, a seguito del tampone molecolare predisposto dalla Asl, dopo che uno di loro era risultato positivo a un test rapido al rientro da Rimini.

Nessuno sembra avere idea di come si siano potuti contagiare, visto che tutti dichiarano di aver sempre fatto massima attenzione e molti di loro avevano già ricevuto la prima dose del vaccino. Per fortuna questo elemento sta facendo sì che i sintomi manifestati siano lievi. Come sempre, in questi casi, la comunità si è spaccata tra più e meno pronti a puntare il dito, ma prevale la convinzione che, comunque, il virus resta presente ancora oggi in tutto il mondo. Come dimostrano i commenti di vicinanza lasciati al post di una mamma che, nel tentativo di mettere a tacere alcune critiche mosse, ha voluto fare chiarezza sulla dinamica del rientro dei ragazzi a Magliano Sabina.

La situazione. «Come sanno la maggior parte delle persone in paese - scrive la mamma - mio figlio è uno dei ragazzi tornati da Rimini che è risultato positivo al Covid-19. Lui come tutti gli altri ragazzi che erano con lui hanno pensato di sottoporsi a tampone rapido (avendo manifestato sintomi influenzali, ndr) ancor prima che la Asl fosse intervenuta. Questo perché avevano dei dubbi e comprendevano il rischio. Al test rapido un ragazzo è risultato positivo e quindi tutti i ragazzi, appena arrivati, si sono subito isolati. I familiari che sono andati alla stazione a prendere i figli si trovano già in isolamento, mentre io come mia sorella abbiamo portato loro la macchina e i nostri figli sono andati in appartamento da soli. I nostri concittadini possono stare tranquilli. Tutti noi abbiamo seguito le regole con senso di responsabilità nei confronti della nostra comunità».

Le famiglie si difendono. Ma il dispiacere non è solo dei ragazzi e un’altra mamma, riportando il pensiero di molti altri familiari, non riesce a far finta di niente verso i più critici: «I nostri ragazzi vengono criticati per il solo fatto di essere andati in vacanza. Sfido io a contare quanti, di chi ha parlato, resterà a casa questa estate. Anche in giro per i social i commenti cattivi non sono stati risparmiati, molti di più di quelli in cui ci si preoccupa di come questi ragazzi stiano. Noi genitori stiamo vivendo la caccia alle streghe e veniamo additati se ci vedono sul posto di lavoro o in giro per il paese. Un pizzico di umanità in più ci avrebbe fatto più piacere. È bene sottolineare che è stata la Asl a stabilire le quarantene e che molti di noi hanno deciso di non assentarsi dal posto di lavoro per non creare disagi ai colleghi».

Tutti i ragazzi continuano a stare bene, a eccezione di piccoli sintomi. Si attendono i risultati dei molecolari predisposti per i familiari entrati in contatto con i giovani.

 

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