Sindacati in rivolta contro la scelta del governo: «Senza stipendio i prof privi di green pass? Sanzione inacettabile, serve un ripensamento»

Sindacati in rivolta contro la scelta del governo: «Senza stipendio i prof privi di green pass? Sanzione inacettabile, serve un ripensamento»
di Maria Claudia MINERVA
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Sabato 7 Agosto 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 22:33

Sul rientro a scuola il nuovo decreto del governo parla chiaro: obbligo di green pass per i docenti, il personale scolastico e gli studenti universitari (esclusi invece dall’obbligo i minorenni). E non solo: dopo cinque giorni di assenza i prof “inadempienti” verranno sospesi senza stipendio. Così ha deciso il Consiglio dei ministri per far ripartire l’anno scolastico in sicurezza e non ritrovarsi a dover rimettere gli studenti in Dad.
Dal primo settembre, quindi, docenti e personale della scuola potranno lavorare soltanto se dimostreranno di essere immunizzati, guariti dal Covid-19 o negativi al tampone. Una decisione che fa storcere il naso alle organizzazioni sindacali della scuola, comprese quelle pugliesi, che chiedono un confronto. «Sanzioni inaccettabili, serve un ripensamento» commentano all’unisono. 

L'obiettivo del governo

Nelle intenzioni del governo, invece, l’obiettivo di mettere fine alla Dad, anche alla luce degli ultimi risultati dell’Invalsi. Ma la svolta imposta dal governo Draghi, a partire dal mese di settembre, fa discutere. Soprattutto per quanto riguarda le sanzioni: il mancato rispetto delle disposizioni, dice la bozza del decreto, «è considerata assenza ingiustificata» e dopo cinque giorni il rapporto di lavoro «è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento». I professori che non vorranno vaccinarsi potranno comunque entrare in classe, ma esibendo un tampone nuovo ogni 48 ore.

Per i non vaccinati 100 tamponi l'anno

Ma quanti tamponi dovrebbero essere fatti? Un calcolo riportato da “Orizzonte Scuola” parla di 100 tamponi pro capite in un anno, tre a settimana, per poter lavorare senza essere sanzionati per un costo che potrebbe oscillare dai 2 ai 4mila euro. «La decisione di rendere obbligatorio il green pass per il personale scolastico sembra essere stata presa senza poter disporre del dato sul personale vaccinato - sottolinea il segretario generale della Cisl Scuola Puglia, Roberto Calienno -, la Cisl Scuola chiede da tempo tali informazioni. Ma, ribadisco, che mancano interventi strutturali sul trasporto degli studenti, sul tracciamento e sulla edilizia scolastica: aspetti fondamentali per garantire la ripresa in sicurezza delle attività scolastiche in presenza». Quindi aggiunge: «La scelta di sanzionare il personale è frutto di una decisione unilaterale assunta senza alcun confronto con le parti sociali. Da qui la richiesta di un profondo ripensamento sulle sanzioni previste nel decreto e l’avvio del confronto nelle sedi dovute, che sono quelle delle relazioni sindacali».

Vaccino, mancano all'appello 6.809 docenti (6,19%)

Tra l’altro i sindacati non si stancano di ripetere che «in Puglia la maggior parte dei docenti risulta vaccinato». In effetti risultano non ancora vaccinati 6.809 insegnanti, quindi solo il 6,19%. Infatti, su una platea di 110.000 insegnanti, 100.853 (91,68%) hanno ricevuto la prima dose e 2.338 la dose unica. Invece, 93.629 (85,12%) risultano vaccinati di entrambe le dosi.
Per il segretario generale della Uil Scuola Puglia, Gianni verga, «un provvedimento coercitivo senza nessun tipo di relazioni sindacali. Una vera e propria invasione di campo che, evidentemente, non tiene conto neanche dei lavoratori fragili. Andava condivisa una soluzione contemperando le libertà costituzionalmente garantite con il diritto alla salute di tutti. Non si può entrare a gamba tesa sui contratti di lavoro - ha incalzato -, senza alla base una concertazione con le parti sociali e una legge. Mentre il governo assume queste decisioni unilateralmente, il piano vaccinale per gli alunni, che sono i più colpiti da questa variante delta, partirà soltanto il 23 agosto. Siamo d’accordo per la vaccinazione di tutti ma senza sanzioni. Si trovino con i sindacati soluzioni alternative per l’utilizzazione di questo personale».

La fascia 12-19 da vaccinare

Sono 321.188 i ragazzi pugliesi dai 12 ai 19 anni, di questi 47.096 hanno ricevuto solo la prima dose mentre 38.571 hanno ricevuto due dosi o dose unica. Ne restano da vaccinare 235.521, pari al 73.33% della popolazione di riferimento. Ma la Regione è ottimista sul risultato che potrà ottenere dai ragazzi.Invece per il segretario generale della Flc Cgil Puglia, Claudio Menga, «non è credibile ritenere che da sola la campagna di vaccinazione risolva i problemi per il ritorno in presenza. Bisogna sciogliere tutti gli altri nodi, a cominciare dalla riduzione del numero di alunni per classe, un adeguato organico aggiuntivo e il rilancio dei Toss nelle scuole, atto deliberato a fine gennaio e mai decollato».

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