Macerata, Salvini: «Più controlli al nostro interno, il problema sono i troppi clandestini»

Domenica 4 Febbraio 2018 di Sara Menafra
Salvini (LAPRESSE)

Matteo Salvini, il caso Macerata vi riguarda da vicino. Traini è un ex candidato del suo partito ed un iscritto, per quanto a livello locale. C'è qualcosa che non va tra i vostri militanti? Lei in queste ore ci pensa?
«Io oggi ho presentato i candidati per le elezioni politiche, sono degli splendidi candidati che a differenza di quelli degli altri partiti non sono mai stati indagati né condannati, li conosco uno ad uno. Poi in Italia ci sono ottomila comuni, che io possa sorvegliare tutte le liste è difficile. Chiederemo ai responsabili locali di star sempre più attenti, anche se questo qua era incensurato e non facendo lo psichiatra non posso sapere se uno è matto o è normale».

Non è possibile che alcune dichiarazioni della Lega abbiano lasciato spazio ad interpretazioni violente?
«Le parole della Lega sono molto chiare: occorre controllare e limitare l'immigrazione, sennò sono problemi. Se ci fossero stati i controlli che ci sono nei paesi normali, il nigeriano spacciatore non sarebbe stato a Macerata e oggi in città si passeggiava tranquilli».

Tra questo Traini e Pamela pare non ci fossero collegamenti personali.
«Non mi sembra casuale che ci sia un clandestino arrestato per un episodio di sangue e che poi uno vada in giro nella stessa città a sparare. Questo è un demente, un potenziale assassino che ha seguito i fatti di cronaca».

Potrebbe essersi sentito avallato dal fatto che lei ha detto che la morte di Pamela è un omicidio di Stato?
«Non scherziamo, che Pamela sia morta per colpa dello Stato è evidente, che poi questo vada messo in galera è altrettanto evidente. Se avessero dato retta a me e alla Lega avremmo un problema in meno».

Nessun ripensamento sulle dichiarazioni di questi giorni?
«La violenza va sempre condannata, sono pacifico, non violento, non ho il porto d'armi, ma sono stufo di una immigrazione fuori controllo che porta solo problemi».

Dall'interno della Lega, un assessore della giunta Maroni dice che ci fanno queste persone tra di noi?
«Vale quello che ho detto per Saviano, a me interessa risolvere i problemi non commentare le parole. Sono orgoglioso che dove governa la Lega non ci siano campi rom, non si ospitino clandestini in albergo, e ci siano meno problemi. In ogni caso, alle accuse di Saviano, dico che è facile parlare da un attico di New York senza conoscere i problemi che i romani, in metropolitana, a stazione Termini o al Tuscolano toccano con mano tutti i giorni. Saviano si facesse un giro al mercato del Tuscolano come ho fatto io la scorsa settimana per capire i problemi».

Il problema è che ci sono degli stranieri?
«Ci sono cinque milioni di immigrati regolari che lavorano, pagano le tasse e portano i figli a scuola e sono i primi a pagare un'immigrazione fuori controllo. Il problema è l'immigrazione clandestina e l'illegalità, l'unico problema è che ci ho messo troppo tempo ad arrivare al governo, ma dal 5 marzo vediamo di cambiare la situazione».

A proposito di governo: Berlusconi negli ultimi giorni ha detto che se vincesse il centrodestra la vedrebbe bene come ministro degli Interni. Lei ha già detto che punta più in alto e che la priorità è espellere i clandestini, ma al posto di Minniti oggi che farebbe?
«Una cosa che abbiamo provato a fare è approvare la proposta della Lega, passata alla Camera ma bloccata al Senato, per togliere gli sconti di pena agli assassini e agli stupratori. Il codice prevede sconti di pena per tutti in abbreviato, eliminarlo potrebbe essere un deterrente. E poi, non dare l'elemosina ma aumentare seriamente mezzi e stipendi alle forze dell'ordine».

Traini poteva fare di peggio, uccidere, colpire i bambini...
«Grazie a Dio non contiamo morti, ma se uno va in strada a sparare alla gente che passeggia neanche il governo Salvini è in grado di prevenire queste cose, non ho bacchette magiche».

Diceva, dirò ai miei di controllare meglio chi prendiamo...
«Sì, anche perché ho visto che questo si è candidato e ha preso pure zero voti, neanche il suo. Siamo sempre stati rigidi, vedremo di esserlo ancora di più».

Ne ha parlato con i dirigenti delle Marche?
«Assolutamente sì, ne abbiamo già parlato e ho chiesto tutti i chiarimenti del caso».

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