Strage a Dacca, Renzi: «L'Italia non arretra di fronte alla follia»

Strage a Dacca, Renzi: «L'Italia non arretra di fronte alla follia»
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Sabato 2 Luglio 2016, 12:42 - Ultimo aggiornamento: 18:23

«Siamo in contatto con le famiglie e le identità delle vittime saranno rese note», ha annunciato il premier Matteo Renzi in una conferenza stampa dopo l'attentato in una caffetteria di Dacca, Bangladesh, dove sono morte 20 persone. Renzi non ha reso noto il numero né l'identità delle vittime italiane, ma ha sostanzialmente confermato la presenza di morti italiani tra gli ostaggi dell'Holey Artisan Bakery.

«Abbiamo seguito tutta la notte gli eventi sperando in esiti diversi. Ora un velivolo della Presidenza è in volo», ha aggiunto il premier. «I nostri valori sono più forti delle loro follie - ha aggiunto il premier - Siamo contriti ma non piegati, la priorità è stringersi insieme alle famiglie addolorate, penso per esempio a Valeria Solesin, penso alle famiglie di chi è morto nell'attacco al Bardo a Tunisi. Ci sono ottomila chilometri tra Tunisi e Dacca. ma la scia di sangue è la stessa. Noi abbiamo il dovere di rispondere con ancora più decisione in difesa dei nostri valori».  

«Di fronte all'ennesima tragedia di un estremismo radicale di matrice islamica che continua a trascinare nel sangue le storie di innocenti di tante parti del mondo, credo che sia il momento in cui l'Italia tutta insieme, tutta intera, tutta unita, oggi dia un messaggio di dolore e di compassione, oggi possa piangere le lacrime della solidarietà e del cordoglio, ma dia anche un senso di grande determinazione, forza e decisione: l'Italia non arretra». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una dichiarazione a palazzo Chigi, dopo l'attentato in Bangladesh. «Davanti alla follia di chi vuole disintegrare la vita quotidiana -ha aggiunto il premier- gli italiani sono colpiti ma non piegati».

Siamo «un popolo tenace», ha affermato ancora il premier, «che sa che la priorità in questo momento è stringersi attorno al dolore delle famiglie, come sanno quelle famiglie che hanno già vissuto questa terribile mattinata: penso alla famiglia di Valeria Solesin dopo il Bataclan, a suo padre, a sua madre, a suo fratello, a sua nonna, al suo fidanzato; penso alle famiglie che ho accolto a Ciampino poco più di un anno fa, venivano dal Bardo, dal museo di Tunisi, sopravvissuti e amici delle vittime». «E penso che se ci sono ottomila chilometri tra Tunisi e Dacca, tra la Tunisia e il Bangladesh, la scia di sangue è la stessa».

«Rinnovato il cordoglio alle famiglie, il mio appello a tutte le forze politiche, sociali di questo Paese -ha concluso Renzi- per vivere insieme questa pagina di dolore e l'assoluta convinzione che non faremo mancare nessun tipo di impegno, perchè i valori che fanno grande l'Italia e che la rendono un punto di riferimento nella lotta per la civiltà nel mondo possano essere difesi ovunque. Viva l'Italia».

«Dolore e rabbia per vittime di Dacca. Dobbiamo sconfiggere questi terroristi. Combatterli e distruggerli significa difendere nostra libertà». Così, in un tweet, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.
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