Messina Denaro in coma irreversibile, la figlia al capezzale (ma non lo può vedere). E arriva l'avvocato di famiglia

Lorenza Alagna (che prenderà il cognome del papà) è a L'Aquila

Messina Denaro in coma irreversibile, la figlia al capezzale (ma non lo può vedere)
Messina Denaro in coma irreversibile, la figlia al capezzale (ma non lo può vedere)
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Sabato 23 Settembre 2023, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 09:45

Matteo Messina Denaro è in coma irreversibile da ieri. Le visite dei pochi familiari ammessi le scorse settimane sono state sospese. Messina Denaro, però, ha potuto riconoscere la figlia Lorenza Alagna, avuta durante la latitanza e le ha dato il suo cognome. Non ci sono stati, però, incontri tra i due perché il boss avrebbe preferito non farsi vedere dalla figlia nelle gravi condizioni in cui era. Fino a questo momento, come si apprende, i medici non hanno ancora sospeso l'alimentazione artificiale del capomafia ricoverato nel reparto detenuti dell'ospedale San Salvatore dell'AquilaL'avvocata Lorenza Guttadauro, nipote del boss, che rappresenta la famiglia di Messina Denaro, si trova all'Aquila, in attesa di ulteriori sviluppi. La legale si sta preparando per le eventuali pratiche burocratiche da sbrigare in caso di morte del boss. Come la riconsegna della salma alla famiglia.

Messina Denaro in coma, la situazione

 

Seguito costantemente dall'equipe dell'Oncologia dell'ospedale de L'Aquila, curato in cella, dove è stata allestita per lui una sorta di infermeria, il padrino è stato in discrete condizioni fino a un mese fa.

Poi, dopo due interventi, la situazione è precipitata e ne è stato disposto il ricovero nel reparto detenuti del nosocomio. Negli ultimi giorni, visto il peggiorare delle condizioni il capomafia è stato prima sottoposto alla terapia del dolore, poi sedato.

Messina Denaro in coma irreversibile: sospesa l'alimentazione, le ultime cure all'Aquila

Dall'arresto il padrino è stato interrogato più volte dai pm di Palermo precisando, fin dal primo incontro, che non avrebbe mai collaborato con la giustizia. E così è stato. Anzi nel corso del primo interrogatorio, con aria sfottente, non ammettendo neppure di far parte di Cosa nostra, ha detto al procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e all'aggiunto Paolo Guido, che hanno coordinato le indagini per la sua cattura, che se non fosse stato malato e costretto a ricorrere alle cure della clinica, lo Stato non l'avrebbe mai preso. Il boss, autorizzato a incontrare i familiari stretti e il suo avvocato, la nipote Lorenza Guttadauro, non ha però mai potuto vedere la sorella a lui più affezionata, Rosalia Messina Denaro, arrestata nei mesi scorsi per mafia. È perquisendo la sua abitazione che i carabinieri del Ros hanno potuto ricostruire la sua malattia, l'alias usato per le cure riuscendo così a porre fine a 30 anni di latitanza.

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