Vaccini, Figliuolo: «Richiamo AstraZeneca sicuro». Priorità agli over 80 e alle persone fragili. Niente più categorie

Vaccini, Figliuolo: «Richiamo AstraZeneca sicuro». Ipotesi ciclo Pfizer a 42 giorni, ieri 300 mila dosi ma resta ritardo over 70
Vaccini, Figliuolo: «Richiamo AstraZeneca sicuro». Ipotesi ciclo Pfizer a 42 giorni, ieri 300 mila dosi ma resta ritardo over 70
di Cristiana Mangani
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Venerdì 9 Aprile 2021, 19:59 - Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 19:44

Anziani, fragili e disabili, queste le tre priorità del piano vaccinale. Basta categorie: il principio con il quale procedere sarà la fascia di età. Quindi non tutti gli insegnanti o tutte le Forze dell’ordine, ma quelli tra loro che avranno l’età indicata dai piani regionali di vaccinazione. Anche se - puntualizza il commissario straordinario Figliuolo: «Chi ha fatto la prima dose farà regolarmente la seconda. Ma l’indicazione del governo è chiara: basta persone vaccinate prima della popolazione anziana».

Dopo le visite effettuate negli hub di varie regioni italiane, il generale ha firmato ieri sera una nuova ordinanza. Una direttiva con tre punti principali, che mira a dare le linee guida a tutto il territorio nazionale, anche e soprattutto a quelle regioni che continuano a seguire un percorso autonomo puntando a somministrare il vaccino non in base alle fasce di età, ma in base alle categorie. Nel corso di una riunione operativa -, così come già aveva fatto il premier Draghi due giorni fa - è stato ribadito che la vera emergenza continuano a essere gli over 80, e che è nei loro confronti che deve “correre” la campagna vaccinale.
 

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Nel documento firmato dal commissario e destinato alle Regioni viene specificato quali vaccini debbano essere inoculati e a quali fasce di età. AstraZeneca, dopo che l’Ema ha stabilito nuovi parametri raccomandandola a persone con età superiore ai 60 anni, potrà essere fatta anche agli ottantenni. Senza contare che, nel caso in cui, un giovane preferisca il vaccino anglo-svedese a Pfizer o a Moderna, potrà riceverlo senza limitazioni. Il mantra è sempre lo stesso: vaccinare il più possibile per tentare di contenere la diffusione delle varianti, ma anche per arrivare in fretta a una immunizzazione generale.

I CONTI NON TORNANO

Il commissario straordinario non sembra darsi pace su questo punto e sul fatto che non tutte le Regioni assistano i cittadini più avanti con l’età con la giusta attenzione. Succede, infatti, che in molte parti d’Italia la persona anziana che ha difficoltà a registrarsi per avere il vaccino, venga abbandonata al suo destino. Perché l’unico pensiero è raggiungere un numero di vaccinazioni giornaliere che non faccia sfigurare. Meglio, quindi, scegliere chi si destreggia con il web e non ha difficoltà a raggiungere i centri dove vengono somministrate le dosi. Agli anziani si penserà più tardi. Per questa ragione da giorni il governo insiste per “proteggere” maggiormente chi ha più di sessanta anni. Così come è stato ribadito che obesi, diabetici, cardiopatici e disabili, dovranno continuare ad avere una corsia preferenziale.

Altro tema molto discusso è stata la vaccinazione nelle carceri, luoghi dove il virus viaggia velocemente. Ma la buonavolontà e i richiami continui alle Regioni dovranno, comunque, fare i conti con le quantità di vaccini disponibili. Secondo il Financial Times, AstraZeneca ha ridotto il numero di dosi in consegna ai Paesi dell’Ue, più Norvegia e Islanda, questa settimana di quasi la metà - da 2,6 milioni a 1,3. La compagnia anglo svedese ha promesso che il ritardo sugli impegni presi a metà marzo, sarà recuperato, e che è stato causato dallo slittamento dei test di un lotto di vaccini. La riduzione è equivalente al 49 per cento ed è ugualmente distribuita fra tutti i Paesi acquirenti. La società ha garantito anche che sarà in grado di mantenere l’impegno per consegnare 70 milioni di dosi nel secondo trimestre.

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LA MANCATA CONSEGNA

Sempre ieri, poi, il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca ha lamentato la mancata consegna di 210 mila dosi di vaccino. «Ho ascoltato un grido di dolore e di indignazione del presidente del Consiglio - ha dichiarato -, che condividiamo tutti quanti, rispetto a qualche trentenne che ha scavalcato un ultrasettantenne nella vaccinazione. Bene, io con rispetto, e parafrasando il grido di dolore di Draghi, mi rivolgo a lui e gli dico a mia volta: con quale coscienza si può togliere ai cittadini campani una quantità di 210 mila dosi di vaccino?». Su vaccini e mancate consegne risponderà al Parlamento il ministro della Salute Speranza, in una audizione fissata per il 15 aprile.

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