Riaperture: bar, ristoranti, palestre, cinema. Ecco le possibili date e le nuove regole

Martedì 13 Aprile 2021 di Francesco Malfetano
Riaperture, ecco la roadmap di maggio: come funzionerà per ristoranti, cinema e palestre

Quasi diecimila nuovi contagi e 358 morti. Nonostante il bollettino di ieri (12 aprile) non sia ancora considerabile rassicurante, sta salendo la pressione politica e sociale a favore delle riaperture di tutte quelle attività chiuse dai decreti per il contenimento della pandemia. Ovvero soprattutto bar, ristoranti, cinema, musei, teatri, palestre e piscine. Prima che queste possano avvenire però, bisognerà attendere almeno un'altra settimana. Al momento a Palazzo Chigi non c'è infatti in agenda un incontro. In ogni caso il decreto attualmente in vigore scade il prossimo 30 aprile e quindi, dato che il nuovo documento dovrà essere discusso con Parlamento e Regioni, verrà presentato almeno il 26. Vale a dire che l'attesa cabina di regia per la rivalutazione dei dati determinante per le riaperture, al più tardi, potrà essere prevista lunedì 19 o martedì 20. In altre parole, manca davvero poco. 

COLORI E RIAPERTURE DEI RISTORANTI
Sul come queste riaperture funzioneranno però ci sono ancora molti dubbi. Il primo step sarà definire il grande ritorno del giallo tra le fasce di colore a cui le Regioni possono ambire. Ciò consentirebbe già a bar e ristoranti di riempire nuovamente i propri tavoli quantomeno a pranzo e fino alle 18. Un dettaglio quest'ultimo che però preoccupa non poco. Con la bella stagione in arrivo si moltiplicano infatti le possibilità che l'orario aperitivo di fucina di nuovi contagi. Ed è per questo che si sta valutando se consentire la riapertura introducendo la cosiddetta clausola del giallo rafforzato. Ovvero un orario ridotto che consenta di tenere ristoranti e bar fino all'ora di pranzo (il limite orario potrebbe essere fissato alle 15 o alle 16), salvo poi chiudere al pubblico per dedicarsi al solo asporto o alle consegne a domicilio. Questo verosimilmente potrebbe accadere già all'inizio di maggio, con la possibilità però che ne resti escluso il primo weekend, al fine di evitare assembramenti o resse durante il ponte della festa dei lavoratori. Al netto di date e orari, allo studio ci sono anche altre misure (da affiancare a quelle già note come la possibilità di sedersi al tavolo al massimo in 4 persone se non conviventi o l'obbligo di mascherina appena ci si alza) come l'obbligo di prenotazione, una sorta di priorità per i locali che hanno a disposizione spazi aperti o comunque posti a sedere, o anche un modo per favorire i pagamenti con carta e bancomat contactless.

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CINEMA, TEATRI ED EVENTI
Un iter molto simile, quindi con riapertura a maggio, dovrebbe interessare anche le sale cinematografiche, i teatri ed in generale i grandi eventi. Tant'è che ieri c'è stato un primo incontro tra il ministro della Cultura Dario Franceschini e i tecnici del Cts, in cui da parte del ministero sono state avanzate diverse proposte. Perché se è vero che per il settore c'era già una data di riapertura (il 27 marzo) e un protocollo già definito, ora si punta ad un ritorno più consistente. Ad esempio ora, qualora tornasse il giallo, automaticamente nei giorni feriali queste attività potrebbero riaprire con il 25% di capienza massima nelle sale e un tetto di 200 spettatori al chiuso e 400 all’aperto.

 

 

L'obiettivo di Franceschini e delle associazioni di categoria invece è portare il numero massimo di spettatori al chiuso a 500 e mille all’aperto (raddoppiando al 50% la capienza massima). Non solo, il ministro sarebbe favorevole all’obbligo di mascherina Ffp2, incontrando però le resistenze del Cts che - come già in passato - tra qualche giorno sottolineeranno nel loro parere che queste mascherine sonon degli strumenti professionali e quindi necessiterebbero di corsi formazione per essere utilizzate. Dubbi anche sulla possibilità che si possa introdurre un accesso alle sale cinematografiche legato ad un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti. Chi spende 7 euro per il cinema, con buona probabilità non ha intenzione di spenderne 20 per lo screening. Tuttavia questa formula potrebbe essere interessante per altre tipologie di eventi come i concerti all'aperto o magari l'opera. In ogni a caso a decidere sarà il Cts. 

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PALESTRE E PISCINE
Per quanto riguarda palestre e piscine le linee guida per le riaperture potrebbero essere molto simili a quelle imposte prima della chiusura. E quindi lezioni e allenamenti soltanto in forma individuale, obbligo di «mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri» per le palestre o per le piscine 10 metri quadri per ogni atleta. Non solo, obbligatoria anche la pulizia delle aree di contatto degli attrezzi dopo ogni utilizzo da parte degli utenti (tappetini compresi, anche se è preferibile usarne di propri). Vietato inoltre l'uso delle docce. 

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Ultimo aggiornamento: 18:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA