Pasqua zona rossa: seconde case, viaggi, parenti, picnic, viaggi. Ecco cosa si può fare

Venerdì 2 Aprile 2021 di Francesco Padoa
Pasqua zona rossa: seconde case, viaggi, parenti, picnic, viaggi. Ecco cosa si può fare

Per festeggiare la Pasqua in famiglia concessa qualche deroga alle norme delle zone rosse. Si può andare a messa.

Pasqua zona rossa: parenti, asporto e spostamenti. Tutte le regole nei giorni di festa

L'autodichiarazione Covid da compilare per gli spostamenti

Le visite

Parenti e amici raggiungibili una volta al giorno

Sì alle visite a parenti e amici ma nel rispetto del coprifuoco. Gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate saranno possibili solo una volta al giorno, restando all’interno della Regione. Il provvedimento consente gli spostamenti per visite private a parenti o ad amici ad un massimo di due persone.

Il pranzo a casa

Distanziamento e non scambiare piatti e posate

Per i pranzi dei giorni festivi valgono le raccomandazioni di evitare incontri con non conviventi tenendo soprattutto al riparo persone anziane e fragili. Opportuno indossare la mascherina e tenere aperte le finestre. A tavola osservare il distanziamento ed evitare di mescolare piatti e posate.

Aria aperta

Consentite le passeggiate nei parchi

Si potrà uscire per fare una passeggiata (ma restando vicino alla propria abitazione) e anche andare al parco. Nel secondo caso, però, potrebbero intervenire restrizioni locali. E le ville di Roma saranno presidiate più che mai dalle forze dell’ordine per evitare assembramenti come già avvenuto.

I viaggi

Quarantena e tampone per chi va all’estero

Ci si potrà recare all’estero nei Paesi aperti al turismo, ma con la recente ordinanza del governo le regole sono cambiate: i viaggiatori che arrivano o rientrano da un Paese Ue o extra Ue devono rispettare una quarantena di cinque giorni, al termine della quale dovranno sottoporsi a un tampone.

Seconde case

Solo il nucleo familiare e non in tutta Italia

Per le seconde case è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle “seconde case” ubicate dentro e fuori Regione. Può andare soltanto il nucleo familiare e solo se la casa non è abitata da altri. Molte regioni hanno introdotto dei divieti, dalla Sardegna alla Toscana, alla Sicilia.

 

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Pasqua zona rossa, Campania e Veneto verso zona arancione da martedì. Stretta Liguria e Piemonte

 

 

Cosa non si può fare

 

Saranno permessi i pasti da asporto ma sempre nel rispetto del coprifuoco che resta in vigore dalle 22

Vaccini, oltre 20mila fragili in coda per la prima dose

Spostamenti

Vietato andare in altre regioni se non è urgente

Nei giorni di Pasqua e Pasquetta rimarrà in vigore il divieto di spostamento tra le regioni. È possibile spostarsi dalla regione di residenza solo per motivi di lavoro, di salute o per urgenze. In questo caso, gli spostamenti vanno tutti giustificati con l’autocertificazione.

Il pranzo fuori

Non al ristorante: si può ordinare e portare a casa

Ristoranti e bar saranno chiusi al pubblico. Ma il ristorante potrà venire da te, visto che rimarrà ammesso l’asporto, il cibo a domicilio e le ordinazioni on line o telefoniche. Ma il pranzo vero e proprio di Pasqua in un bel locale, serviti e riveriti, quello no: sarà vietato.

 

Chi è vaccinato

Profilassi già fatta? Le regole non cambiano

Per le persone vaccinate valgono esattamente le stesse regole di tutti gli altri. Non c’è alcuna evidenza scientifica che chi è immunizzato non possa contrarre il virus e contagiarlo, quindi anche chi è vaccinato deve continuare a rispettare le misure decise dal governo e le indicazioni della comunità scientifica.

Aree off limits

Spiagge “chiuse”. Niente picnic negli spazi verdi

Vietati i picnic nei parchi e tutte le occasioni di possibili assembramenti. Gli spazi verdi saranno monitorati dalle forze dell’ordine. Chiusi anche gli stabilimenti balneari. Già nei giorni scorsi il presidente della regione Toscana aveva annunciato che a Capalbio nessuna spiaggia sarebbe stata accessibile e aperta.

 

I negozi

Domenica aperte solo farmacie, edicole e tabaccai

Nel week end saranno chiusi i mercati, i negozi di abbigliamento e di calzature. Così come parrucchieri, barbieri e centri estetici. Sabato ipermercati e supermercati aperti. Come pure edicole, tabaccai, librerie, farmacie. Domenica 4 aperti solo farmacie, edicole e tabaccai. Chiusi anche i supermercati. 

 

 

Campania e Veneto verso l’arancione
Per le deroghe servirà un altro decreto

A dispetto del «segnale di speranza» lanciato da Mario Draghi con il decreto varato mercoledì che esclude le zone gialle fino al 30 aprile, ma allo stesso tempo prevede la possibilità del governo di decidere «in corsa un allentamento delle restrizioni», gran parte dell’Italia resterà in rosso. Soltanto il Veneto e la Campania, secondo i primi dati che filtrano dal ministero della Salute in vista del monitoraggio settimanale di oggi, da martedì prossimo dovrebbero diventare arancioni.

I dati dell’indice di incidenza dell’epidemia (il numero di casi settimanali ogni 100mila abitanti), dell’Rt e dell’affollamento delle terapie intensive ben sopra la soglia critica, lasceranno infatti in rosso per almeno un’altra settimana (se non fino al 20 aprile) Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Calabria, Puglia, provincia di Trento e, con ogni probabilità anche le Marche. In questa Regione, però, c’è qualche segnale che potrebbe permettere alla cabina di regia dell’Istituto superiore della Sanità e del ministero della Salute di concedere ai marchigiani il passaggio in zona arancione, con la possibilità di uscire di casa, di superare i confini del proprio Comune, di trovare tutti i negozi aperti (centri commerciali a parte) e di poter ospitare a casa parenti o amici (massimo due, più i figli sotto i 14 anni). Esattamente ciò che accadrà, si diceva, a Veneto e Campania che andranno molto probabilmente da martedì in arancione. Colore che ora vige nel Lazio, Umbria, Abruzzo, Liguria, Sardegna, Molise, Sicilia, Basilicata e nella provincia di Bolzano (ma questa rischia il rosso).

IL PASTICCIO 
Ancora tutta da scrivere invece la storia di un possibile allentamento delle misure, con il ritorno prima del 30 aprile delle zone gialle e dunque con la riapertura di bar e ristoranti nelle aree del Paese che registreranno un miglioramento della curva dell’epidemia. Per accontentare la Lega e Forza Italia e «permettere di guardare finalmente al futuro», Draghi ha inserito nel decreto varato mercoledì la frase: «Con deliberazione del Consiglio dei ministri sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento».

Un segnale per dire, appunto, che sono possibili «cambiamenti in corsa» e un allentamento delle restrizioni nelle aree del Paese che nelle prossime settimane - il primo check utile sarà quello di venerdì 9 aprile - ci sarà un calo dei contagi e un’accelerazione della campagna vaccinale a favore degli «anziani e le persone fragili».
Però non è ancora chiaro quale sarebbe lo strumento normativo eventualmente da usare. Un’alta fonte di governo sostiene che il premier ha voluto «mantenere una necessaria flessibilità, per consentire al Consiglio dei ministri di valutare al momento opportuno il veicolo legislativo da utilizzare». Altre fonti invece suggeriscono la pista del Dpcm (firmato dal premier) o di una ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza avallata dall’intero esecutivo. Ma la maggior parte dei ministri propende per un nuovo decreto. Anche perché, come hanno fatto notare Dario Franceschini e Andrea Orlando durante l’agitata riunione dell’ultimo Consiglio, «se venissero scelte altri istrumenti innescheremmo la reazione del Parlamento che verrebbe scavalcato». Previsione azzeccata. Tant’è, che il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti già avverte: «Nel caso non si operasse attraverso un decreto o comunque una norma primaria, ci troveremmo dinanzi alla negazione del ruolo del Parlamento».

Scontro giuridico a parte, in sede di conversione del provvedimento con ogni probabilità verrà introdotta una nuova norma sulle scuole. Dopo aver vietato ai governatori di chiudere con una propria ordinanza gli istituti scolastici fino alla prima media, adesso si sta valutando di inserire un emendamento che reintroduca questa possibilità «nelle città o nelle Province in cui dovessero verificarsi situazioni epidemiologiche gravi». Ma solo d’intesa con il ministero della Salute.
Alberto Gentili

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 3 Aprile, 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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