Green Pass, sì a visite in ospedale e Rsa con la certificazione verde: le regole di ingresso

Green Pass, sì a visite in ospedale e Rsa con la certificazione verde: le regole di ingresso
Green Pass, sì a visite in ospedale e Rsa con la certificazione verde: le regole di ingresso
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Venerdì 6 Agosto 2021, 15:20 - Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 11:23

Ristoranti, palestre e non solo, anche visite in ospedale e pronto soccorso ai propri parenti. Il Green Pass dal 6 agosto permetterà ai suoi possessori di avere accesso alle corsie delle aziende sanitarie ed entrare nelle Rsa secondo quanto stabilito dal decreto 105 del 23 luglio scorso. 

Visite a parenti con Green Pass: le misure di sicurezza

Il decreto 105 del 23 luglio entra in vigore da oggi e completa gli ambiti di applicazione del certificato verde, integrando il precedente decreto del 17 giugno 2021, che prevedeva già la possibilità di «permanere nelle sale d'attesa dei dipartimenti d'emergenza e accettazione e dei reparti di pronto soccorso». Con il via libera delle Aziende sanitarie sarà possibile accedere con green pass ai «e dei reparti di pronto soccorso», «nonche' dei reparti delle strutture ospedaliere». Lo ricorda la Fiaso, Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, secondo cui «Il green pass consente di assicurare sicurezza e umanizzazione delle cure ai nostri pazienti».

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Per dare attuazione al nuovo provvedimento governativo le Aziende hanno adottato regolamenti che aggiornano i requisiti di accesso dei visitatori all'interno delle strutture ospedaliere. Gli operatori sanitari si assicurano che vengano rispettate tutte le misure di sicurezza prima dell'accesso dei parenti o dei caregivers in reparto attraverso la misura della temperatura corporea, la richiesta del green pass, la verifica dell'uso della mascherina e di altri dispositivi di protezione individuali, se necessari, l'igienizzazione delle mani, oltre che la compilazione di un'autodichiarazione.

«Il green pass ci consente di assicurare sicurezza e umanizzazione delle cure ai nostri pazienti - afferma Giovanni Migliore, Presidente di Fiaso -. Le Aziende sanitarie pubbliche italiane, sempre in prima linea nella tutela della salute, hanno predisposto rapidamente tutte le misure necessarie ad evitare il protrarsi di quella condizione di isolamento dei ricoverati che può essere percepita come abbandono e tradursi in una ulteriore fonte di sofferenza. Anche durante le fasi più dure della pandemia - aggiunge Migliore - abbiamo sempre adottato provvedimenti per favorire comunque i contatti tra familiari e ricoverati, utilizzando smartphone, tablet e computer. Ma da oggi, grazie al green pass, torniamo alla possibilità di far visita di persona a chi è ricoverato, garantendo comunque il mantenimento delle condizioni di sicurezza anti-Covid nelle nostre strutture sanitarie».

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Visite nelle Rsa: le regole

Visite nelle strutture per anziani e disabili 7 giorni su 7 per un massimo di 45 minuti. In una circolare inviata dal ministero della Salute al coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Raffaele Donini, «si richiama l'attenzione sull'opportunità di assicurare ad un familiare dell'ospite della struttura, purché munito delle certificazioni verdi Covid, l'accesso alle residenze sanitarie assistenziali e alle residenze per persone con disabilità tutti i giorni della settimana, anche i festivi, garantendo al contempo che la visita si svolga in un tempo congruo al bisogno di assistenza, di durata possibilmente sino a 45 minuti».

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Obiettivo della circolare, firmata dall'Ufficio legislativo del dicastero, è assicurare «l'applicazione uniforme sul territorio nazionale» delle norme che regolano le viste nelle residenze per anziani (Rsa) e per persone con disabilità (Rsd), dopo «diverse e numerose richieste di chiarimento pervenute relativamente alle modalità di accesso/uscita degli ospiti e visitatori presso le strutture di ospitalità e lungodegenze». Nel testo si invitano gli assessorati regionali a «effettuare controlli a campione sull'applicazione di tutte le misure, protocolli e linee guida adottati in materia» e a «garantire la massima diffusione delle indicazioni operative a tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale».

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«Quanto alla possibilità di prevedere quale requisito di accesso alle predette strutture l'esecuzione di tamponi antigenici rapidi anche da parte delle persone in possesso della certificazione Covid ad altro titolo», si raccomanda di «valutare tale misura precauzionale con la massima cautela - si legge nella circolare - onde evitare che possa rappresentare una limitazione non giustificata al diritto di visita». Infine, «con riferimento alle uscite temporanee degli ospiti dalla strutture residenziali», nel testo si rammenta che «è sufficiente che tali soggetti siano muniti delle certificazioni verdi Covid-19, senza che sia necessario dopo il rientro ricorrere a specifiche misure di isolamento se non in casi particolari rimessi alle decisioni delle direzioni sanitarie».

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