Basilicata, il centrodestra si prepara al ribaltone

Sabato 23 Marzo 2019 di Mario Ajello


ROMA Il fortino rosso, ma anche eternamente democristiano (leggi Emilio Colombo), ha resistito in 70 anni a tutti gli assalti e adesso però basta? Matteo Salvini ne è convinto. Ha messo le tende in Basilicata nelle ultime settimane, per il voto regionale di domani, e chiudendo la campagna elettorale esulta: «Dopo decenni la sinistra farà gli scatoloni, e lascerà le stanze della Regione. Finisce lo show dei Pittella Brothers!». Ossia lo strapotere lucano di Gianni, ex presidente dei parlamentari socialisti europei a Strasburgo e uomo forte del Pd meridionale, e di Marcello Pittella (governatore uscente, costretto a farsi parecchi mesi di arresti domiciliari per via degli scandali). E il crollo dei Pittellas favorisce, secondo i sondaggi, Salvini e i suoi alleati.

Basilicata, «candidato presidente del centrosinistra Trerotola con tessera Msi firmata da Almirante»

Basilicata coast to coast (titolo del famoso film) può adesso significare dalla costa della sinistra a quella della destra. Un passaggio storico. Un ribaltone epocale. Il favorito è un generale in pensione della Guardia di Finanza, scelto da Berlusconi con il placet della Lega e di Fratelli d'Italia, che si chiama Vito Bardi, è stato più volte infilzato dalle inchieste del procuratore Woodcock, quando imperversava da queste parti, ma senza risultati. Ed è anche nella vicenda della P4 in cui non c'entrava affatto, querelò tutti e fu prosciolto.

IL MISSINO DEM
Il Pd ricorre a un farmacista, Carlo Trerotola, «Il buono di Basilicata» è il suo slogan, che però risultava negli anni 70 iscritto al Msi e ha fatto scalpore giorni fa la sua dichiarazione: «Io ammiravo Almirante». Dovrebbe piazzarsi secondo. Mentre il candidato grillino - in una terra in cui il 4 marzo alle Politiche M5S prese il 44 per cento, e addirittura il 51 a Matera neo-capitale della cultura europea per il 2019 - veleggia verso il terzo posto. Come ormai capita sempre nelle elezioni regionali di questi mesi: il tracollo pentastellato e lo svuotamento del bacino elettorale grillino a vantaggio della Lega salvinista. E comunque, il candidato M5S si chiama Antonio Mattia, rivenditore di giochi per bambini. Se poi non dovesse vincere Salvini, ma lo strano candidato dem, sarebbe un evento sensazionale: anche perché queste sono le prime elezioni in cui c'è Zingaretti segretario del Pd. Porterà fortuna Nicola? Stiamo comunque parlando di una terra in cui il centrosinistra, ai bei tempi, aveva il 65 per cento dei voti. Stavolta, il vento salvinista impazza anche quaggiù (i votanti sono 573mila). E può avvalersi di un grande riciclo trasformista. Molti capibastone pittelliani hanno cambiato cavallo. Per esempio Nicola Benedetto, ex assessore ai trasporti di Pittella, ora ispiratore della lista a sostegno del generale-candidato Bardi. E ancora: Carmine Cicala, fratello di Amedeo, sindaco nel paese del petrolio Viggiano, famiglia vicinissima ai Pittellas. Carmine corre sul Carroccio in questo voto. E via così. Quanto a Marcello Pittella, l'inchiesta sui concorsi truccati e la mala amministrazione della sanità lo ha messo fuori gara come governatore ma è candidato consigliere in una propria lista del centrosinistra.

DAL LETTO DI DOLORE
Questo voto una valenza non solo locale può averla. Per esempio sugli equilibri nel centrodestra. Riuscirà Berlusconi a sopravvivere alla ruspa salvinista e al Capitano che ha riempito le piazze - anche mangiando il celebre peperone crusco e ieri pomeriggio per la chiusura a Matera ha indossato la maglia della locale squadra di calcio - e a livello nazionale non vuole più rapporti con il Cavaliere? La solita foto opportunity Salvini-Meloni-Berlusconi, che ha portato bene in Abruzzo e in Sardegna, stavolta non si è fatta. Causa operazione di ernia del Cavaliere. Che però, ieri, dal suo letto ospedaliero al San Raffaele di Milano, ha lanciato l'appello: «Votate Forza Italia». Ma il Ciclone si chiama Matteo.

 

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