8 marzo, la promessa del premier Mario Draghi: «Le donne al centro della ripresa post Covid»

Lunedì 8 Marzo 2021 di Marco Conti
8 marzo, la promessa del premier Mario Draghi: «Le donne al centro della ripresa post Covid»

Le donne e la parità di genere al centro della vita del Paese e della ripresa post-pandemica. Il primo intervento pubblico da presidente del Consiglio di Mario Draghi avviene nel pomeriggio di oggi 8 marzo per la Festa della Donna. L’intervento alla Conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere” promossa dalla ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, avverrà dopo la partecipazione del premier alla celebrazione al Quirinale.

Sanremo 2021, Beatrice Venezi: «Sì, chiamatemi direttore d'orchestra: la parità è un'altra cosa»

Sanremo, il caso Venezi/Polemica sterile, le domande sul genere fuori dal tempo


Un intervento pubblico dove il premier non parlerà della pandemia, ma riprenderà alcuni concetti già espressi durante il discorso di insediamento alle Camere. «Una vera parità di genere - ebbe a dire Draghi - non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge, richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi e un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro».


Di lavoro da fare ce ne è molto visto che i dati dimostrano che durante la pandemia da Covid il lavoro femminile è stato quello più colpito e ora, secondo l’Istat, le donne che fanno un lavoro retribuito sono meno di una sua due (48,6%). Contratti precari, lavoro a distanza - che diventa super se si unisce alle incombenze familiari - al quale si aggiunge il divario retributivo con i colleghi maschi e le maggiori difficoltà nella carriera. La posizione espressa da Draghi contro le quote rose e invece il favore per tutto ciò che permette eguali «condizioni competitive», ha infatti bisogno di strumenti molto concreti per realizzarsi senza dover quindi ricorrere al paternalistico sistema delle quote che non emancipa e finisce per premiare i meno qualificati.


Alla web-conference, oltre a Draghi parteciperanno Maria Edera Spadoni, Helena Dalli, Francesca Bagni Cipriani, Emma Marcegaglia, Paola Profeta, Ersilia Vaudo, Lella Golfo, Paola Mascaro, Linda Laura Sabbadini, Cristiana Collu, Benedetta Craveri, Maurizia Iachino, Simona Sala. 


IL DIVARIO


Le celebrazioni di quest’anno riassumono anche quelle mancate dello scorso anno e si trasformano in una sorta di bilancio di un anno di pandemia che ha visto un arretramento dell’universo femminile che, paradossalmente, si coglie anche nella composizione del governo che conta 8 donne su 23. Il risultato, che già molte polemiche ha sollevato, è anche frutto di un Parlamento dove la presenza femminile si ferma al 34%. In questo quadro anche il Recovery Plan, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, rappresenta un passaggio importante per comprendere quale evoluzione può avere nel nostro Paese il gender-gap. 


I festeggiamenti per la Festa della donna inizieranno domani mattina alle 11 al Quirinale con una cerimonia che sarà trasmessa in diretta streaming e su Rai1. Prima degli interventi parlerà il Presidente Mattarella che premierà in collegamento video le scuole vincitrici del concorso “Con rispetto. Educando” promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
 

Ultimo aggiornamento: 12:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA