Fa paura l'aumento dei positivi, più 45% in una settimana. ​Domani scatta la zona rossa

Martedì 9 Marzo 2021 di Lorenzo Furlani
L'attività di un punto tamponi

PESARO - Chiusi tutti gli esercizi commerciali salvo quelli alimentari e di prima necessità, sospesa l’attività didattica in presenza anche per le scuole dell’infanzia e primarie, richiesti motivi comprovati di lavoro, salute e necessità (da autocertificare) per gli spostamenti dall’abitazione.

 

Sono queste le principali limitazioni che saranno operative da domani, mercoledì 10 febbraio, fino a domenica 14 con il ritorno della provincia di Pesaro Urbino nella zona rossa anti Covid (terzo periodo dopo il lockdown del marzo 2020 e le restrizioni del periodo natalizio). Annunciata da alcuni giorni, nel tardo pomeriggio di ieri è stata firmata la nuova ordinanza del governatore delle Marche Francesco Acquaroli (dopo quelle per le province di Ancona e Macerata), che impone misure più severe per contenere la pandemia anche alla provincia di Fermo.

Slittamento di un giorno
Per consentire ai cittadini di organizzarsi, è previsto lo slittamento temporale di un giorno delle nuove regole, che saranno in vigore quindi dalla mezzanotte di oggi fino alla mezzanotte di domenica, in attesa dei provvedimenti del governo Draghi che da lunedì prossimo potrebbero estendere la zona rossa a tutte le Marche (ma in provincia di Ascoli Piceno i nuovi casi positivi sono in calo).

Decisivi per l’ordinanza sono stati i dati epidemiologici dell’ultima settimana che indicano un’allarmante espansione del virus nel territorio provinciale, una progressione attribuita al dilagare della variante inglese, la più diffusa tra le diverse varianti identificate anche nelle Marche.

Il trend allarmante
Dal primo al 7 marzo si sono contati 870 nuovi casi positivi nella provincia pesarese pari al 16,9% del totale regionale. Un valore che non integra per poco il parametro di 250 nuovi positivi ogni 100mila abitanti, che è uno degli indici delle direttive nazionali per fare scattare maggiori limitazioni: l’incidenza è di 242.

Ma a fare paura è la crescita del trend da una settimana all’altra. Infatti, nei sette giorni precedenti, dal 22 al 28 febbraio, l’incidenza dei nuovi positivi ogni 100mila abitanti era stata di 167, quindi l’incremento risulta del 45%.

L’aumento precedente era stato del 22% sulla settimana dal 15 al 21 febbraio, quella dell’inversione di tendenza perché dalla fine di dicembre fino a quel periodo i dati settimanali dei nuovi contagiati erano in costante diminuzione.

Nella riunione di ieri mattina della giunta regionale, i tecnici del servizio sanità della Regione hanno chiaramente segnalato che questa fortissima diffusione del virus deve essere arginata per evitare che la situazione epidemiologica vada fuori controllo, sia per gli effetti sulla popolazione (cresce anche la percentuale dei sintomatici) sia per le ripercussioni sul sistema sanitario ospedaliero con il rischio di collasso per l’azzeramento delle altre prestazioni (come è già accaduto nella primavera scorsa), visto che in ambito regionale sono già stati ampiamente superati i limiti di guardia della saturazione dei posti letto con malati Covid del 30% nelle terapie intensive e del 40% nell’area medica.

Nessuna obiezione in giunta
Di fronte a questo quadro allarmante nessuno degli assessori regionali ha obiettato nulla, neppure chi è più vicino alle categorie produttive ed è consapevole della necessità di salvaguardare l’economia. Nel pomeriggio di ieri l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini ha rinnovato la riunione in videoconferenza (dopo quella di sabato) con i sindaci dell’Area vasta 1, per anticipare la notizia del provvedimento.

Poco dopo il sindaco di Pesaro , Matteo Ricci, ha postato sui social un videomessaggio: «Eravamo circondati: Perugia, Ancona poi Rimini sono rosse ormai da diversi giorni o settimane. Io credo che fino a questo momento abbiamo retto meglio di altri o per fortuna o per aver controllato di più. Aver fatto due screening nel mondo scolastico per migliaia di studenti e operatori sicuramente ci ha aiutato. Con lo screening continueremo nei prossimi giorni con una grande campagna per le società sportive e di nuovo con la scuola appena potrà ripartire».

«La lotta al Covid continua»
«Abbiamo chiesto alla Regione di dare una mano - ha continuato Ricci - non solo alle attività economiche più colpite con i ristori ma anche alle famiglie con congedi parentali e aiuti. Mentre chiediamo di accelerare a livello nazionale la campagna vaccinale, abbiamo sollecitato la Regione a moltiplicare i punti di vaccinazione nel nostro territorio. Ne serve uno ogni 40mila abitanti: due a Pesaro, uno a Vallefoglia e uno a Gradara. Ancora una volta dobbiamo resistere, è difficile per tutti sia dal punto di vista economico che da quello delle libertà personali, però la lotta contro il virus continua».

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