Fermignano, Viola Gargamelli sussurra ai rapaci e protegge i velivoli: il lavoro negli aeroporti di Madrid e Girona

Fermignano, Viola Gargamelli sussurra ai rapaci e protegge i velivoli: il lavoro negli aeroporti di Madrid e Girona
Fermignano, Viola Gargamelli sussurra ai rapaci e protegge i velivoli: il lavoro negli aeroporti di Madrid e Girona
di Eugenio Gulini
3 Minuti di Lettura
Sabato 26 Novembre 2022, 11:22

FERMIGNANO - Viola Gargamelli, residente nella contrada di Santa Barbara, a metà strada tra Fermignano ed Urbino, a soli 21 anni ha già un’esperienza consolidata nel controllo dei volativi nocivi e degli stormi migratori negli aeroporti. Da quando aveva 16 anni, infatti, “sussurra” ai rapaci. La passione per i predatori dalle grandi ali era iniziata tre stagioni prima quando lo zio Maurizio Saltarelli, ex colonna tuttofare del Cras provinciale ed ora sorvegliante speciale delle aquile del parco del Furlo, portava con sé la ragazzina a osservare con il binocolo i rapaci e tutti gli animali selvatici delle nostre montagne appenniniche.

Gli insegnamenti dello zio

«La sua voce ed il suo sapere - racconta Viola Gargamelli - dettati da tanti giorni di esperienze sul campo, mi incuriosivano ed ogni cosa mi restava impressa. A 13 anni, proprio nel momento di maggiore apprendimento, mi sono trasferita con mia madre alle Canarie. Là mi sono fatta letteralmente rapire da un video: un falconiere che addomesticava un gheppio. Mi sentivo staccata dalle mie passioni in quell’isola e, allora, cominciai a chiedere in regalo un falco ma nessuno, in famiglia, mi sosteneva fino a che a 16 anni, con i miei risparmi, sono riuscita a portare mia madre a Madrid dal presidente della falconeria reale spagnola. Lì ho acquistato il mio primo falco pellegrino, l’ho chiamato “Furlo”, non poteva essere diversamente. Come l’ho ammaestrato? Cominciando a conoscerlo ora dopo ora capendo le sue esigenze. Addestrare un falco non è cosa semplice ma, questa passione, mi ha fatto superare diversi ostacoli personali». 

La risposta a un annuncio

Poi è arrivato il “bird control”, il controllo dei volatili nocivi e degli stormi migratori nell’aeroporto “Barajas” di Madrid. «Ho risposto ad un annuncio - ricorda -. Cercavano falconieri, li volevano con caratteristiche speciali che io non avevo. Dovevo essere maggiorenne, esperta nel catturare animali, avere due patenti di cui una per guidare all’interno dell’aeroporto. Avevo, invece, 17 anni e solo molta passione. Nel frattempo, ho preso la patente a Toledo e ho cominciato a preparare gli esami per quella professionale, feci tre mesi di pratica sul campo parlando con le torri di controllo e con i piloti. C’erano altri 16 falconieri molto più grandi ed esperti di me».

La chiamata a Barajas

«Nell’aprile 2020, in piena quarantena - continua Viola -, mi sento chiamare al telefono: assunta, ero stata la più efficace nel riconoscere la fauna. Le reminiscenze dello zio mi erano state utili. Sono restata a bocca aperta. Tre mesi duri ma splendidi: non solo controllo ma anche marcaggio di tutti gli animali. L’anno dopo, 2021, a Girona. Questo aeroporto è molto più piccolo. La responsabilità era solo e tutta mia». «L’episodio che mi è rimasto più impresso è stato quando mi hanno chiamato a Barcellona: sul tetto di un carcere, dovevo allontanare volatili che interferivano nella registrazione di un film. Là ho conosciuto Miguel Herrán, Rio della “Casa di Carta” con il quale ho parlato molto».


E ora? «Mi sono presa un anno di pausa. Oltre a “Furlo” ho una poiana di Harris, specie diffusa nel continente americano, dal nome “Jordi” in onore del patrono della Catalogna».

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