Traffico di droga in Vallefoglia, 18 anni alla famiglia che spacciava tra Pesaro e Urbino

Giovedì 28 Ottobre 2021 di Luigi Benelli
Carabinieri in azione, operazione antidroga a Vallefoglia

PESARO - Il traffico di droga, un affare in famiglia. Arrivano le condanne per sette imputati finiti nelle maglie dell’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo: 18 anni e 4 mesi complessivi per una rete di spaccio con epicentro a Montecchio ma diramazioni a Pesaro e nell’Urbinate. Un’operazione che aveva portato a due arresti e dieci denunce nell’ottobre del 2020. A un anno di distanza arrivano le condanne tra patteggiamenti e riti abbreviati davanti al Gup. 

 
Padre e figli
Secondo l’ipotesi investigativa si trattava di un vero e proprio sodalizio criminale dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish, radicato a Montecchio. Secondo l’indagine dei militari il gruppo muoveva da 100 a 200 grammi alla settimana tra polvere bianca e fumo con consegne puntuali, tra le 15 e le 20 ogni settimana. Una gestione non banale che arrivava dalla costa all’entroterra. Claudio Andretta, 51 anni, è stato condannato in abbreviato a 5 anni, i figli Raffaele e Antonio rispettivamente a 3 anni e 4 mesi e 2 anni e 10 mesi. Nell’inchiesta erano finite anche la moglie, la figlia e nuora le cui posizioni sono state archiviate. All’epoca dell’arresto i carabinieri trovarono 3 grammi di cocaina in casa e 5.000 euro in contanti oltre al materiale da taglio. 

20 consegne a settimana
A casa c’erano diversi telefoni cellulari e schede telefoniche che i pusher alternavano per cercare di evitare di essere tracciati. Una famiglia già nota perché il padre è fratello di Giuseppe Andretta, 44 anni, condannato a 6 anni nel 2018 perché ritenuto il capo di una banda che ha imperversato in provincia nel 2017 a suon di rapine, soprattutto in sale scommesse. Bottini che venivano spesso “reinvestiti” in sale slot e al gioco d’azzardo. Dopo aver messo a segno il colpo alla sala slot «Gamenet» di via Flaminia a Fano, con tanto di pistola in pugno in faccia alla cassiera e volti travisati da sacchetti di plastica, i rapinatori si erano dati alla fuga ma a Morciola furono arrestati dalla squadra mobile della Polizia. 

I fratelli 
Nell’udienza di ieri anche il patteggiamento per i fratelli Luigi e Massimiliano Iavarone rispettivamente a 3 anni e 8 mesi e 1 anno e 8 mesi. Poi G.V. a 6 mesi e V. G. a 1 anno e 4 mesi con pena sospesa. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Marco Defendini e Gennaro Pecoraro del foro di Napoli. 

Tutto è iniziato nel 2019
L’operazione è partita da un’indagine dei carabinieri della Stazione Carabinieri di Montecchio di Vallefoglia che avevano già permesso d’individuare e denunciare, tra il 2019 e il 2020, sette persone per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio recuperando più di 350 grammi di sostanze stupefacenti tra cui cocaina e hashish. Da qui gli inquirenti sono partiti per ricostruire la rete dei pusher, il loro funzionamento e i loro clienti, sparsi per mezza provincia. Persone di ogni età e fascia sociale, tutte pronte a comprare i vari tipi di droga. Un giro abbastanza ampio che ha portato alle perquisizioni e agli arresti dell’ottobre 2020.

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