Impresa e cultura, l'università premia Selci e Rupoli, due imprenditori illuminati

Giovedì 29 Luglio 2021 di Beatrice Giannotti
Simone Rupoli e Giancarlo Selci con, tra gi altri, il rettore dell'università Bo Calcagnini e il presidente di Confindustria Papalini

URBINO - Il sigillo di Ateneo è la più alta onorificenza dell’università di Urbino ed è stata conferita martedì sera a Giancarlo Selci, fondatore e amministratore delegato di Biesse Group, e Simone Rupoli, presidente Schnell spa. «Dimostrazione dello stretto legame tra industria a Università» sottolinea il presidente di Confindustria Pesaro Urbino, Mauro Papalini.

 

Una cerimonia finalmente in presenza nello splendido cortile d’onore di Palazzo Ducale, promossa dalla Camera di Commercio delle Marche, Xanitalia e Tvs.

Il prestigioso restauro
Aperta la serata con la presentazione del “Martirio di San Sebastiano” di Federico Barocci, recentemente restaurato da Isidoro e Matteo Bacchiocca e reso possibile grazie all’intervento del comitato cultura di Confindustria Pesaro Urbino, coordinato da Gastone Bertozzini. Un restauro eseguito dopo il ritrovamento sul mercato antiquario nazionale del volto del fanciullino sottratto il 16 marzo 1982 e recuperato solamente nel 2017 dall’antiquario Giancarlo Carloni. 
A seguito della visita alla mostra degli arazzi tenuta dal direttore della galleria, Luigi Gallo, si è dato inizio alla cerimonia, che ha fatto forte focus sull’importanza ed i valori dell’imprenditoria nella provincia di Pesaro e Urbino. 

Il settore metalmeccanico
Il sigillo di Ateneo è stato conferito a due importanti imprenditori del settore metalmeccanico «forte segnale per questo settore nella nostra zona – afferma emozionato Simone Rupoli alla consegna dell’onorificenza –, un riconoscimento importante e molto sentito. Un pregio per il settore che oggi rappresento e per tutti gli imprenditori che vi operano». Come motivato dal rettore Calcagnini «Rupoli ha lavorato per una sempre più stretta connessione tra il gruppo dei tecnici e quello del commerciale: un’idea vincente, nata dalla necessità di condividere conoscenze ed esperienze con la clientela, in un clima aperto e creativo». 
Lungimiranza e dedizione dimostrate da sempre anche da Selci, emozionato anche lui per l’importante riconoscimento; un imprenditore che dall’età di 16 anni «ha attraversato i sentieri dell’innovazione e dell’impegno civile e ha saputo individuare un modello di sviluppo imprenditoriale in cui la cultura ha sempre rappresentato un elemento fondante».

Lo stetto legame
Uno stretto legame tra impresa e cultura nella provincia che, come sottolineato dal vicepresidente di Confindustria con delega a organizzazione, sviluppo e marketing Alberto Marenghi, «dimostra quanto gli imprenditori tengano al proprio territorio. Valorizzare la bellezza del nostro Paese permette di farlo conoscere e di far conoscere le sue produzioni». Un legame importante quello tra imprenditori e cultura, fortemente sottolineato anche dal presidente di Confindustria Pesaro Urbino, Mauro Papalini, ormai giunto a fine mandato. Imprenditori che sono vicini al territorio, perché ne fanno parte come rilevato dal vicepresidente regionale della Camera di commercio Salvatore Giordano: «l’aggregazione che si ha in occasioni come questa, deve essere sempre trovata nel lavoro di ogni giorno».


Omaggio della serata il terzo volume dei Quaderni del comitato cultura di Confindustria Pesaro Urbino, interamente dedicato al dipinto di Barocci, curato dallo storico dell’arte Luca Baroni, specialista dell’opera dell’artista urbinate.

 

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