Urbino, «Esami scrupolosi», ma medico
accusato di molestie resta ai domiciliari

Urbino, «Esami scrupolosi», ma medico accusato di molestie resta ai domiciliari
di Eugenio Gulini
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Mercoledì 23 Gennaio 2019, 09:55 - Ultimo aggiornamento: 09:56

URBINO - Non si è avvalso “della facoltà di non rispondere” il medico Valentino Ferri, 68enne cardiologo, residente a Peglio, ex primario di Medicina all’Ospedale di Sassocorvaro, ma ha parlato di "esami scrupolosi". Era stato immediatamente posto agli arresti domiciliari per pericolo di reiterazione del reato dopo che la procura lo ha accusato di abusi sessuali su 11 pazienti. E’ comparso nel pomeriggio di ieri dinanzi al Gip Egidio de Leone per l’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto del 18 gennaio scorso.
Ferri ha parlato ed è stato ascoltato alla presenza dei difensori Mauro Gregorini di Sant’Angelo in Vado e Roberto Brunelli di Pesaro nominato ieri stesso. Questi ultimi non hanno chiesto nessuna modifica della misura cautelare al Gip perchè «le decisione deriva dalla necessità – hanno rimarcato entrambi i legali difensori – di guardare con attenzione tutti gli atti dell’inchiesta, il fascicolo e, soprattutto, le immagini dei filmati registrate dalle microcamere installate negli ambulatori usati dal medico».
 
Ricordiamo: le due strutture sono la “Montefeltro Salute» di Sassocorvaro e la “Holos” di Urbania. Confermata la linea difensiva. «La nostra tesi è quella che sottolineo da giorni – ha chiarito l’avvocato Mauro Gregorini – e cioè l’estrema correttezza del dottor Ferri. Da più di 40 anni è conosciuto e stimato. Nessuno che avesse contestato la minima particolarità nelle sue visite. Ora, nel giro di tre mesi, è accaduto di tutto. Qualche dubbio sorge spontaneo ma ritornando sul mio assistito, al di là del fatto che sia logicamente scosso, davanti al giudice ha risposto con serenità, negando ogni imputazione e assicurando che le sue visite, mal interpretate dalle querelanti, seguivano prassi corrette». Il consulente del Pm ha giudicato la pratica del controllo del polso femorale non pertinente a quel tipo di checkup medico. «Non ci sono linee guida del quando, del come e del dove – ha risposto l’avvocato Roberto Brunelli – Lui (Ferri ndr) evidenzia che ha fatto quello che eseguiva da sempre. Visibilmente la vede in maniera diversa. Lo faceva spesso anche quando era primario. Quindi connesso alla sua “ars medica”. Il professionista ha ribadito davanti al Gip che non c’era da parte sua nessuna intenzione libidinosa». Ma perchè dalle certificazioni non risultava la valutazione della visita “al polso femorale”? Secondo il medico Valentino Ferri perchè “riportava solo gli accertamenti negativi e poi seguiva un modello suo personale senza dilungarsi troppo”. Ma perchè solo alle donne?
«Non è affatto vero – aggiunge Brunelli – Lui ha indicato al Gip che quella pratica la faceva anche agli uomini». In alcuni casi, con la misurazione della pressione sanguigna, il medico avrebbe avvicinato secondo le vittime i propri genitali al braccio o alla mano distesa delle stesse pazienti. «Può capitare – ha risposto il medico – ma non l’ho fatto certamente apposta». Insomma «la scrupolosità del suo operato – ha concluso Gregorini – mi sembra incontestabile. In 40 anni, ripeto non ha mai abusato della sua posizione e della sua professione». «Il medico nega ogni addebito? – commenta il Pm Irene Lilliu – Era prevedibile. Vorranno vedere bene i video? Nulla da eccepire. Lo “stato dell’arte” rimane come la valutazione della Procura».Oltre la richiesta di rivedere rimodulare la misura cautelare i difensori potrebbero decidere anche il patteggiamento.

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