Urbino, sesso con le sorelline in cambio
di ricariche e regali: in otto alla sbarra

Sesso con le sorelline
in cambio di ricariche
e regali: in otto alla sbarra
URBINO - In cambio di denaro, ricariche telefoniche e piccoli regali avrebbero indotto due sorelle romene a prostituirsi. È questa l’accusa di fondo che nell’autunno 2015 aveva portato i carabinieri di Urbino a scandagliare la realtà di Pietrarubbia, poco più di 500 abitanti. Sotto inchiesta per prostituzione minorile erano finite otto persone, tra cui i genitori delle due ragazze, accusati di aver sfruttato e favorito il meretricio delle figlie. 

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Erano minorenni all’epoca dei fatti: una aveva 14 anni, l’altra 16. Entrambe avrebbero avuto incontri intimi a pagamento con cinque uomini. Quattro hanno un’età compresa tra i 73 e i 91 anni. Il quinto, originario della Nigeria, ne ha 59. Nel procedimento c’è anche una ragazza bulgara di 27 anni, assistita dall’avvocato Elena Martini. Secondo gli inquirenti, avrebbe fatto da collante tra gli adulti e le minori con il fine di fissare gli incontri a luci rosse. Ieri mattina, tutto il gruppetto ha affrontato l’udienza preliminare al tribunale di Ancona, competente per reati di questo genere. L’avvocato della madre delle ragazze Carlo Scalpelli aveva chiesto il non luogo a procedere per il reato di induzione alla prostituzione: «Andremo a dimostrare l’innocenza della signora che anzi è parte lesa assieme alle figlie di questa storia in cui la famiglia è stata emarginata a Pietrarubbia». 
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Mercoledì 9 Ottobre 2019, 09:53 - Ultimo aggiornamento: 09:53