Urbino, sesso con le sorelline in cambio
di ricariche e regali: in otto alla sbarra

Mercoledì 9 Ottobre 2019

URBINO - In cambio di denaro, ricariche telefoniche e piccoli regali avrebbero indotto due sorelle romene a prostituirsi. È questa l’accusa di fondo che nell’autunno 2015 aveva portato i carabinieri di Urbino a scandagliare la realtà di Pietrarubbia, poco più di 500 abitanti. Sotto inchiesta per prostituzione minorile erano finite otto persone, tra cui i genitori delle due ragazze, accusati di aver sfruttato e favorito il meretricio delle figlie. 

Si spoglia nudo ai giardini pubblici, mamme coraggio lo fanno fuggire

Erano minorenni all’epoca dei fatti: una aveva 14 anni, l’altra 16. Entrambe avrebbero avuto incontri intimi a pagamento con cinque uomini. Quattro hanno un’età compresa tra i 73 e i 91 anni. Il quinto, originario della Nigeria, ne ha 59. Nel procedimento c’è anche una ragazza bulgara di 27 anni, assistita dall’avvocato Elena Martini. Secondo gli inquirenti, avrebbe fatto da collante tra gli adulti e le minori con il fine di fissare gli incontri a luci rosse. Ieri mattina, tutto il gruppetto ha affrontato l’udienza preliminare al tribunale di Ancona, competente per reati di questo genere. L’avvocato della madre delle ragazze Carlo Scalpelli aveva chiesto il non luogo a procedere per il reato di induzione alla prostituzione: «Andremo a dimostrare l’innocenza della signora che anzi è parte lesa assieme alle figlie di questa storia in cui la famiglia è stata emarginata a Pietrarubbia». 
 
Un 73enne e un 78enne hanno deciso di procedere con il rito abbreviato. Per il primo, la procura ha chiesto una pena di 4 anni e 3 mila euro di multa. Per il secondo, 5 anni e 14 mila euro di multa. Quest’ultimo è accusato non solo di aver compiuto atti sessuali con le due sorelle, ma anche di aver organizzato il giro di prostituzione, coinvolgendo altri due anziani e favorendo così l’organizzazione degli incontri intimi.
Per gli inquirenti, sarebbe stato addirittura il 78enne a far girare il numero di telefono delle ragazze, parte civile al processo attraverso l’avvocato Marco Galluccio. Nei confronti dei due anziani, il legale ha formalizzato una richiesta risarcitoria da 50 mila euro per ciascuna delle vittime. La sentenza degli abbreviati verrà emessa il prossimo 5 dicembre, dopo le eventuali repliche delle parti. Gli altri cinque imputati hanno deciso di procedere con l’ordinario. Per loro il processo inizierà il 15 gennaio 2020 davanti al collegio penale del tribunale di Urbino. Il fascicolo tornerà dunque alla procura che aveva condotto in una fase preliminare le indagini. Nel novembre 2015, due anziani erano finiti agli arresti domiciliari dopo le indagini condotte dai carabinieri. Avevano fatto emergere una realtà che aveva scosso l’intero paese dove, all’epoca, abitavano anche le due sorelle con i loro genitori, difesi dai legali Carlo Scalpelli e Danilo Rabini.

In particolare, sarebbe stato il 78enne ad avere più rapporti intimi con le ragazze, pagati – secondo la procura – un massimo di 50 euro o con ricariche telefoniche e regali. Tra tutti gli incontri a luci rosse programmati, solo in un’occasione si sarebbe consumato un rapporto sessuale completo. Prima dell’udienza preliminare, le ragazze avevano ricostruito i fatti – avvenuti tra agosto e ottobre 2015 – nel corso di un incidente probatorio, confermando le accuse mosse dalla procura. A completare il quadro del pool difensivo, ci sono gli avvocati Cristina Bolognini, Giuliano Melini, Paolo Dominici, Guido Ubaldini, Gilberto Ottaviani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA