Risonanza magnetica ferma da 4 anni a Urbino: «Ditta bloccata dall'antimafia»

Risonanza magnetica ferma da 4 anni a Urbino: «Ditta bloccata dall'antimafia»
Risonanza magnetica ferma da 4 anni a Urbino: «Ditta bloccata dall'antimafia»
di Eugenio Gulini
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Martedì 6 Settembre 2022, 10:35

URBINO - Risonanza magnetica a Urbino, lavori iniziati, impasse dovuto anche al fatto che l’affidamento dei lavori è stato sospeso in autotutela poiché la ditta che doveva eseguire i lavori è stata oggetto da parte della Prefettura di interdittiva antimafia. L’Area vasta 1 replica i merito all’apparecchiatura ferma da 4 anni all’ospedale di Urbino e che è stata oggetto di interrogazione in Regione da parte della consigliera regionale del Pd, Micaela Vitri.

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Passo indietro

«Il 22 agosto - puntualizza l’Asur Area vasta 1 - sono iniziati i lavori per adeguare i locali all’accoglienza della nuova risonanza magnetica, ed è in corso la procedura negoziata per l’affidamento dei lavori di impiantistica: entro la fine dell’anno il macchinario dovrebbe essere pronto ad entrare in funzione. Il ritardo è stato motivato dalla necessità di mantenere il servizio per i pazienti e le difficoltà legate a trovare una ditta che effettuasse i lavori. Il nuovo macchinario infatti richiede un adeguamento degli attuali locali, e per procedere velocemente sarebbe stato necessario sospendere l’attività, cosa che questa Area Vasta non ha ritenuto di fare per non aggravare ulteriormente le liste di attesa. Sono stati individuati quindi altri locali per ospitare la nuova risonanza, che necessitavano di lavori ben più importanti per consentire alla vecchia risonanza di continuare ad operare negli spazi attuali». 

«L’affidamento dei lavori - si rimarca - è stato però sospeso in autotutela poiché la ditta che doveva eseguire i lavori è stata oggetto da parte della prefettura di interdittiva antimafia. L’Area Vasta si è quindi attivata per individuare una nuova ulteriore soluzione per le opere impiantistiche pensando di ricorrere alla quota di lavori straordinari prevista all’interno del servizio multitecnologico Mies 2(per gli aspetti inerenti l’impiantistica elettrica ed elettronica integrato e la manutenzione per gli immobili adibiti ad uso sanitario ndr). La sola ditta che si era resa disponibile per i lavori ha però inviato formale rinuncia per non sostenibilità dello sconto da contratto previsto. Per poter avviare nuovamente le procedure è stato necessario allora aspettare l’operatività del nuovo preziario Regionale utilizzabile solo dal 14 febbraio. L’area di cantiere ancora occupata verrà liberata a breve a seguito degli ultimi trasferimenti resi possibili dalla disponibilità del corpo di fabbrica D. Quanto alla rete Wi-Fi citata, la stessa risulta completata e funzionante ed è stata istallata per finalità interne e non per i degenti. Consapevoli del miglioramento del servizio all’utenza è in studio la fattibilità di una rete separata in uso per gli utenti». 
La chiosa
Chiosa la consigliera dem Micaela Vitri che ha sollevato il caso in Regione: «Mi fa piacere che dopo tanti solleciti sia confermata l’attivazione. Spero che questa volta i tempi vengano rispettati e che il macchinario rimanga ad Urbino. Dopo tante richieste e l’interrogazione depositata finalmente si è mosso qualcosa». 

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