Vorrebbe continuare a lavorare, ma il dottor Rossi deve andare in pensione: due frazioni senza medico. É polemica

Mercoledì 10 Febbraio 2021 di Eugenio Gulini
Urbino, vorrebbe continuare a lavorare, ma il dottor Rossi deve andare in pensione: due frazioni senza medico. É polemica

URBINO - Da “Buongiorno dottore” a “Ciao ciao dottore” il passo è breve, soprattutto quando il medico ripone i suoi strumenti nella “valigetta” e se ne va in meritata pensione. Vedi il caso di Roberto Rossi, medico di base ad Urbino e che fa ambulatorio anche a Schieti e Pieve di Cagna da almeno 40 anni. Che non sono una bazzecola. Il medico Roberto Rossi, però, non sarebbe voluto andare in pensione

 

Lo stimato professionista, specie in questa situazione emergenziale in cui i medici scarseggiano, sarebbe infatti responsabilmente restato al suo posto almeno un altro anno, disponibilità attestata dal pagamento del canone d’affitto per l’ambulatorio fino dicembre 2021. Invece i cittadini delle due frazioni si sono visti recapitare in data 8 febbraio 2021 una lettera, inviata dall’Asur, nella quale si legge che: «Il dottor Roberto Rossi cesserà la sua attività di Medico di Medicina Generale dal 17 febbraio 2021. La scelta del nuovo medico potrà essere effettuata presso la sede distrettuale di residenza nei normali orari di apertura. Già da ora è possibile fare il cambio scegliendo uno dei medici disponibili sul sito www.asur.marche.it”. 

«Aveva dato la disponibilità»

Per i cittadini di Schieti e Pieve di Cagna la notizia è caduta come un fulmine a ciel sereno. Peggio: come se fosse eruttato un inimmaginabile vulcano in mezzo le colline del Montefeltro. In sintesi: tra poco più di una settimana non vi sarà più il medico nelle due frazioni e la popolazione, che conta un numero elevato di persone anziane, dovrà recarsi ad Urbino, oppure accedere al sito dell’Asur (per gli anziani accedere ad un sito dell’Asur è come fare cinquina all’Enalotto) per scegliere un nuovo medico ed eventualmente per farsi visitare. Di seguito entra in merito non la politica ma il buonsenso. «L’Asur e l’amministrazione comunale – si chiedono i “Moderati per Urbino” con in testa Francesca Brugnettini - hanno un cervello e anche un cuore. Dove sono i rappresentanti del territorio, Sirotti in primis, che doveva trasformare le frazioni in paradiso? Cosa sta facendo l’assessore alla Sanità nonché ai servizi sociali Foschi e il sindaco Gambini? Come è possibile lasciare due comunità senza un servizio essenziale come l’ambulatorio medico di base? Di fronte a questo scenario l’assessore alla Sanità ed il sindaco avrebbero dovuto attivarsi per chiedere a gran voce che la presenza di un professionista nell’ambulatorio medico nelle due frazioni fosse garantita dalla azienda sanitaria, vista anche la disponibilità del dottor Rossi a proseguire l’attività almeno per il tempo utile per preparare la “successione”».

«Serve soluzione rapida»

Tutti ringraziano il dottor Rossi per tutto quello che ha fatto in questi anni, compreso il gruppo de “I Moderati di Urbino” e Francesca Brugnettini, che insistono e «chiedono, a chi di dovere, di intervenire tempestivamente per risolvere la situazione che si è venuta a creare e che penalizzerebbe ancora una volta gli abitanti delle frazioni. Ci auguriamo – concludono - che si trovi una soluzione per risolvere il problema al più presto».

 

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