Galleria Nazionale, boom di presenze: ventimila biglietti staccati in aprile, incassati 80mila euro

La bellezza di Urbino finalmente popolata da visitatori e turisti
La bellezza di Urbino finalmente popolata da visitatori e turisti
di Eugenio Gulini
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 27 Aprile 2022, 10:10

URBINO Sono stati resi pubblici i numeri dei biglietti staccati alla Galleria Nazionale delle Marche dal 1 al 25 aprile scorso: ben 19.903 tra paganti e gratuiti con un incasso di 80.636 euro. Punta massima con 1.858 biglietti staccati, paganti + gratuiti, il 24 aprile con un incasso di 8.944 euro. Seguono il 16 e 18 aprile, rispettivamente Sabato Santo e Pasquetta, con 1.660 biglietti staccati, paganti + gratuiti, per un incasso di 7.764 euro e 1.311 biglietti staccati, paganti + gratuiti, per un incasso di 7.148 euro. Si prevede il boom del mese per sabato 30 aprile, vigilia del 1° maggio. 

 

Il marketing e la promotion degli spazi aperti nel secondo piano perfettamente restaurato ed abbellito di opere d’arte di spessore, ha fatto centro. Ora, il futuro prossimo comunica ancora la strategia di Palazzo Ducale. Infatti il 10 maggio altro atteso ritorno nella Galleria Nazionale delle Marche, a Urbino: la grande lunetta di Luca Della Robbia, documentata in alcuni pagamenti della metà del 1450 e raffigurante la “Vergine col Bambino e i santi Domenico, Tommaso D’Aquino, Alberto Magno e Pietro martire”. Al restauro ha generosamente contribuito il Comitato Cultura della Confindustria di Pesaro e Urbino, presieduto dal Cav. Gastone Bertozzini, autentico mecenate della cultura e dei valori del territorio. «Gli impegnativi lavori del II piano sono in dirittura d’arrivo: una prima parte è già stata inaugurata lo scorso 6 aprile e, il restante, il 14 luglio - dice Luigi Gallo, direttore della Galleria Nazionale delle Marche – Nel frattempo continuiamo a curare anche la restante parte della collezione: ogni intervento è occasione di studio, riflessione e riallestimento delle opere. L’importante terracotta robbiana, probabile prima commissione di Federico da Montefeltro, tornerà ad accogliere i visitatori all’inizio del percorso espositivo, nella sala della Jole che si affaccia proprio dirimpetto alla chiesa di S. Domenico da cui proviene». L’opera aveva lasciato il museo urbinate lo scorso settembre e, dopo l’accurato restauro presso il laboratorio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sin da subito potrà essere nuovamente ammirata dal pubblico in tutta la sua straordinaria bellezza, nonostante l’ultima parte dell’intervento di ripristino si svolgerà proprio nella Sala della Jole, che è già pronta ad accoglierla. A distanza di 40 anni, la lunetta robbiana ha avuto bisogno di nuove cure: se n’è fatta carico Laura Speranza, direttore del settore restauro materiali ceramici e plastici dell’Opificio, insieme al suo team: «Siamo intervenuti per evitare che lo smalto si staccasse dalla terracotta - afferma Speranza - e quindi abbiamo consolidato alcune parti. Inoltre abbiamo realizzato un intervento estetico sulle parti in terracotta, adesso stuccate in bianco utilizzando materiali naturali, come la polvere di marmo. In più abbiamo rimosso il vecchio supporto ligneo, troppo sensibile alle variazioni climatiche, sostituendolo con uno nuovo, rimovibile in qualsiasi momento, in resina e ‘aereolam’, materiale inerte di notevole garanzia». 

Attualmente l’opera è divisa in 11 parti ed è oggetto degli ultimi ritocchi prima di intraprendere il viaggio di ritorno a Urbino. Una volta giunta a destinazione sarà riassemblata a Palazzo Ducale e collocata in una posizione più bassa rispetto al passato, per poter meglio ammirare i dettagli della terracotta invetriata che a suo tempo fu certamente fonte d’ispirazione anche per Raffaello.

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