Coprifuoco a mezzanotte: tanta rabbia, ma niente sgarri. Ecco le reazioni

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Eugenio Gulini
Coprifuoco a mezzanotte: tanta rabbia, ma niente sgarri. Ecco le reazioni

URBINO  - Buona la prima per l’ordinanza sul coprifuoco. Nessun tipo di esagerazione a confronto degli ultimi due giovedì notte in cui le norme di sicurezza anti – covid si sono fatte benedire.

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Sabato sera, all’interno delle cinta muraria della città ducale vi è stata presenza di persone sia in piazza della Repubblica che nei locali della cosiddetta “movida” ma non della stessa consistenza e numero delle giornate precedenti. Raddoppiato il personale della polizia de dei carabinieri per controllare persone e locali ma non sono state elevate sanzioni e a mezzanotte, come vuole l’ordinanza, i locali avevano tutti abbassato le saracinesche. 

Quattro i poliziotti che hanno vigilato sulla chiusura dei locali e per tutta la settimana vi sarà lo stesso controllo assiduo per la chiusura degli stessi locali, l’uso delle mascherine e gli schiamazzi nei vicoli speso legati all’abuso di alcol. Il sindaco Maurizio Gambini, con l’ordinanza firmata sabato mattina, non solo ha anticipato le decisioni del Governo, bensì è stato il primo in provincia a metter mano, diciamo così, su saracinesche e luci dei vari esercizi pubblici di somministrazione alimenti e bevande e delle attività artigianali e commerciali del settore alimentare nonché Circoli privati. «E’ compito dell’Amministrazione Comunale – sottolinea il primo cittadino – assicurare una serena e civile convivenza tra cittadini residenti ed attività economiche, contrastando il consumo eccessivo di alcolici al fine di evitare il verificarsi di episodi che pregiudicano il regolare e ordinato svolgimento della vita civile, la quiete e la vivibilità dei centri urbani». 

Oltre questo il sindaco Gambini si sofferma sul contrasto delle situazioni che generano, in particolare e in orario serale e notturno, «assembramenti non concretamente controllabili vista la sproporzione tra il numero degli avventori (diversi dei quali in evidente stato di ebbrezza alcolica e, comunque, con atteggiamenti provocatori a volte connaturati alle dinamiche di branco) nonché la particolare conformazione del Centro Storico in rapporto al numero del personale di polizia locale e statale che ivi può essere destinato». E proprio parlando di “branco” torna in mente la “notte dei lunghi tafferugli” con quattro denunciati per rissa a piede libero. Problematiche che indubbiamente hanno indotto il sindaco Gambini a prendere i provvedimenti di chiusura fino al 9 novembre compreso. Ora il fatto dei locali chiusi in anticipo riversa i giovani sulla piazza e sulle strade ed è proprio da questo riversarsi che si è scatenata la baruffa di 20 giorni fa. 

Ed ora con il ritorno massiccio delle lezioni in presenza? I giovani si quintuplicheranno così come le violazioni? Una nota dell’Asur del 10 ottobre scorso firmata dal Direttore del Dipartimento di Prevenzione Area Vasta 1, tra l’altro, informava il sindaco che in seguito ad accertamenti effettuati nelle ultime settimane in ore serali e notturne (ultimo controllo 8 ottobre) presso pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande ubicati nel centro di Urbino “sono emerse criticità praticamente in tutti i locali controllati relative al mantenimento delle misure volte al contenimento del contagio da Sars – Cov- 2; in particolare la distanza interpersonale. L’utilizzo non congruo dei dispositivi di protezione sia da parte del personale dipendente delle attività che dei clienti». 

 

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