Movida alcolica dei ragazzi con caos e schiamazzi. Lite rischia di degenerare

Lunedì 28 Giugno 2021 di Letizia Francesconi
I mezzi si soccorso intervenuti durante la rissa

PESARO - Un altro sabato sera di caos sul lungomare e una rissa a Levante fra i locali della zona e l’ingresso allo stabilimento spiaggia 27. Assembramenti e schiamazzi fino alle 3 del mattino al centro dell’isola pedonale di viale Trieste, fra gli hotel e i chioschi, dove per monitorare il deflusso è stato attivato un presidio fisso della polizia locale. 

 

 

Gli appelli
Nonostante gli appelli, il rafforzamento della task force delle forze dell’ordine alla chiusura dei locali, i due tratti a Levante e al centro di viale Trieste, come prevedibile sono le zone più difficili da gestire fra flussi di giovanissimi, rumore, schiamazzi e una movida, che troppo spesso diventa alcolica e sopra le righe. Per sedare gli animi accesi, anche da un generale clima di euforia dopo la vittoria degli Azzurri e con centinaia di ragazzini assiepati fra la piazzetta di viale Nazario Sauro e i locali, è stato necessario l’intervento di una pattuglia di carabinieri con l’auto di servizio ferma in strada fino alle 3,30 per vigilare sui comportamenti dei ragazzini all’uscita dai locali. 

La polemica
«Questo è quello che succede ormai da troppi weekend e da una stagione all’altra, proprio di fronte alle nostre attività di hotel e spiagge – commenta rammaricato Claudio Casoli, gestore di Spiaggia 27 e dell’hotel Flying – assembramenti, caos, alcol, che troppo spesso viene abusato da minori con la conseguenza di risse e atteggiamenti anche violenti».

Una lite intorno all’una di notte, fra due giovani di compagnie diverse, degenerata e aggravata dalla condizione psicologica fragile di uno dei due giovani, partita forse per un apprezzamento o una battuta di troppo alla propria ragazza. Prima pesanti accuse verbali e uno schiaffo alla ragazza, nel bel mezzo di numerose comitive di ragazzi. 

È stato necessario per questo l’intervento della guardia giurata in servizio per il controllo del piazzale e l’accesso agli stabilimenti balneari, che ha intimato al ragazzo, che già da tempo vive un proprio disagio psicologico e personale, di andarsene ma il giovane già in preda all’alcol, ha cercato di divincolarsi e scagliarsi contro il vigilante.

Carabinieri e 118 
Allertata una pattuglia dei carabinieri e i sanitari del 118 per accertamenti sulle condizioni del giovane. Oltre il centinaio i giovanissimi che si erano ritrovati proprio nel luogo della lite, fra i due locali e il piazzale, e a supporto della vigilanza privata, la pattuglia dei carabinieri è rimasta in presidio fisso oltre le 3 di notte a fare da deterrente, cercando così di evitare altre situazioni a rischio, far defluire e disperdere le comitive alla chiusura dei locali, vigilando su assembramenti e l’ingresso non consentito agli arenili in concessione.

Caos e schiamazzi
Torna ad allargare le braccia e rammaricato per lo stesso copione che ormai si ripete ogni fine settimana, anche Paolo Pedini dell’hotel Napoleon: «Questo sabato sera è stato davvero difficile, un vero disastro e a poco sembrano essere serviti appelli e incontri con l’Amministrazione comunale o le forze di polizia, nonostante il presidio fisso annunciato della pattuglia notturna della polizia municipale, proprio all’incrocio di viale Fiume-viale Marconi fra i chioschi aperti e la passeggiata pedonale. Alle 3, in strada fra hotel e locali, c’erano ancora centinaia di ragazzini, forse anche 200. Tre agenti della polizia locale presidiavano il tratto pubblico di ingresso e uscita dai chioschi per controllarne il deflusso, ma poco sono riusciti a fare. 

«Sono sceso dall’hotel in strada più volte dopo le 2 di notte per rendermi conto da vicino della situazione, e proprio da un primo confronto con gli agenti in servizio abbiamo convenuto che praticamente è impossibile intimare a così tanti giovani di abbassare i toni o disperdersi, almeno in assenza di casi particolari o di violazioni di ordine pubblico.

Intervento drastico
«Senza un intervento drastico o con la presenza congiunta di più forze dell’ordine insieme, e tutte in uno stesso punto, non si riesce a mantenere una situazione di normalità. Spesso capita che i gestori dei chioschi, rendono poi tutto più complicato, la musica è stata spenta all’una e dieci ma non c’è mai un weekend in cui venga anche semplicemente abbassata prima dell’orario previsto».

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