Riceci, il presidente di Diversamente Torcoletti in commissione: «Problema di governance a Mms»

Riceci, il presidente di Diversamente Torcoletti in commissione: «Problema di governance a Mms»
Riceci, il presidente di Diversamente Torcoletti in commissione: «Problema di governance a Mms»
di Lorenzo Furlani
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Venerdì 24 Maggio 2024, 06:53 - Ultimo aggiornamento: 12:30

PETRIANO «Le dichiarazioni sulla discarica di Riceci fanno ritenere che Marche Multiservizi abbia giocato un ruolo determinante nella compravendita dei terreni e che l'iniziativa dell'impianto non sia partita dalla società Aurora di Rimini del patron Rossini».

 

La deposizione apprezzata

Andrea Torcoletti, presidente dell'associazione Diversamente, ieri mattina a palazzo San Macuto, ha ricostruito con la precisione di date e contenuti (ricevendo l'apprezzamento di vari commissari) la cronistoria del progetto della maxi discarica, ormai un feuilleton arricchito dalle audizioni della commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, davanti alla quale le contraddizioni per le versioni contrastanti ei ripensamenti sono diventate conclamate.

Le testimonianze cruciali

Torcoletti ha elencato tre testimonianze cruciali raccolte dai giornali locali. Il racconto dell’agricoltore Fabbrizioli, che disse di essere stato contattato per verificare la sua disponibilità a vendere un terreno da un membro del cda di Mms (Mazzoli, poi dimessosi, che in commissione ha negato l’episodio) prima degli emissari di Aurora.

L’intervista all’imprenditore sammarinese Rossini, che affermò di essere stato raggiunto a casa da un politico con la richiesta di costruire la discarica di Riceci e di aver accettato a patto di fare l’affare con Marche Multiservizi (che si è impegnata ad acquistare Aurora, titolare del progetto e dell’opzione sui terreni di Riceci, per 25 milioni di euro).

La versione dell’agente immobiliare Della Betta, che dichiarò di aver ricevuto l’indicazione dei terreni per la compravendita dall’ad di Mms Tiviroli con l’avviso che poi si sarebbe relazionato con la società di Rimini.

Tiviroli ha smentito e davanti alla commissione ha negato anche l’incontro, mentre il mediatore poi ha modificato due volte il suo racconto arrivando a dire, a palazzo San Macuto, di aver saputo del progetto mesi prima da Rossini (le sue dichiarazioni originarie registrate sono rintracciabili sul sito web del Corriere Adriatico).

I punti da chiarire

«L’amministratore delegato di Mms - ha sottolineato Torcoletti - ha dichiarato di essere stato troppo occupato dal biodigestore di Talacchio per dedicarsi anche della discarica di Riceci. Qualche dubbio l'abbiamo ma anche se fosse corretta la narrazione di Aurora sull’iniziativa intrapresa, ci sono punti importanti che vanno approfonditi dalla commissione. Primo fra tutti i rapporti societari che lo stesso membro del cda di Mms sembra avesse con i professionisti nel cui studio sono stati stipulati i preliminari dei terreni». Insomma, una vicenda «poco chiara e poco trasparente».

L’esposto archiviato

Torcoletti, che è impegnato con un paio di ricorsi al Tar contro l’istruttoria della Provincia per l’impianto da 5 milioni di metri cubi di rifiuti produttivi a Riceci, comunque ha precisato che l’esposto presentato alla procura a suo tempo è stato archiviato. Si è soffermato sull’accordo di programma del 2017, che autorizzò Marche Multiservizi a chiudere in tempi accelerati le discariche di Ca’ Lucio e Ca’ Asprete con i rifiuti produttivi, in deroga al piano regionale che li ammette nel limite del 50% dei rifiuti urbani, creando l’esigenza di Riceci e un’emergenza incombente per lo smaltimento degli scarti domestici.

I progetti calati dall’alto

Il presidente di Diversamente ha anche sottolineato le analogie dei progetti calati dall'alto, senza un coinvolgimento dei territori, tra il biodigestore di Talacchio e la discarica di Riceci (diverse le risposte dei Comuni: permissiva a Vallefoglia, ostile a Petriano), segnalando il problema di governance di Marche Multiservizi. «Il patto parasociale - ha sostenuto - permette al socio privato al 47%, Hera, di indirizzare, programmare, gestire e controllare. In pratica fa tutto. Il socio pubblico di maggioranza ha un ruolo di comprimario».

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