Autorizzato il biodigestore di Barchi: il Comune chiede la sospensiva al Tar

Autorizzato il biodigestore di Barchi: il Comune chiede la sospensiva al Tar
Autorizzato il biodigestore di Barchi: il Comune chiede la sospensiva al Tar
di Roberto Giungi
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Giovedì 16 Giugno 2022, 07:15

TERRE ROVERESCHE - La conferenza dei servizi convocata presso la Provincia ha espresso parere favorevole al progetto del biodigestore, per la produzione di biometano dalla lavorazione di di 50mila tonnellate all’anno rifiuti organici urbani e biomasse vegetali, che l‘azienda Feronia intende impiantare a Barchi, vicino all’ex discarica comprensoriale di Ca’ Rafaneto, nonostante il parere contrario dell’amministrazione comunale. 

Antonio Sebastianelli, riconfermato sindaco di Terre Roveresche lunedì scorso, annuncia: «Non appena riceveremo la documentazione ufficiale sarà nostra premura ricorrere al Tar. Se ce lo aspettavamo? Direi di sì perché la Regione si era già espressa favorevolmente». 
Il sindaco focalizza la questione più importante: «Vale a dire che bisogna fare estrema chiarezza sul tipo di impianto in questione, se di fonti rinnovabili o di termovalizzatore di rifiuti solidi urbani». La decisione può considerarsi una sorta di tegola nei confronti di un primo cittadino riconfermato a grande maggioranza, oppure una manovra messa in atto subito dopo le elezioni. «Nel corso della campagna elettorale i nostri avversari avevano strumentalizzato la questione sostenendo la seconda ipotesi -afferma Sebastianelli -. In verità si sapeva da tempo la data in cui si sarebbe riunita la conferenza dei servizi dopo ripetuti rinvii. Come detto c’era poco da sperare visto il parere della Regione. Noi confermiamo l’intenzione di ricorrere al Tar. Certo è che la volontà popolare non è stata minimamente ascoltata. Noi come amministrazione comunale abbiamo fatto il nostro dovere, in quanto sono di nostra competenza per legge l’assetto e la gestione del territorio». Il Comune deve promuovere al Tribunale amministrativo delle Marche una richiesta di sospensiva del provvedimento di autorizzazione per evitare che il ricorso venga discusso nel merito quando l’impianto sia già costruito. Alla fine dell’anno scadono gli ecoincentivi sulla produzione del metano, senza i quali l’impresa del biodigestore non sarebbe economica. Quindi per Feronia si prospetta una corsa contro il tempo.

Milletrecento diffide motivate contro il biodigestore erano state depositate in Provincia a maggio 2021 con relativa richiesta di risarcimento danni nell’eventualità di un’autorizzazione per la svalutazione di immobili e attività commerciali. Nella riunione popolare di Barchi a luglio dell’anno scorso erano state ribadite tutte le ragioni del no all’impianto. Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Coopagri e Confcommercio avevano inviato una mozione in Provincia. Non sono mancate le contestazioni di note aziende imprenditoriali e associazioni del posto, che potrebbero vedere vanificati gli sforzi fatti per la valorizzazione e la commercializzazione dei loro prodotti.
Il comitato ignorato
Per il comitato a difesa del territorio «i pareri positivi espressi presentano evidenti errori e carenze istruttorie. La viabilità inadatta come confermato dal responsabile provinciale e da quello del Comune di Terre Roveresche. Il Piano d’ambito ha abdicato al suo compito non procedendo alla localizzazione dell’impianto di trattamento provinciale della frazione organica dei rifiuti urbani esponendo il territorio, e Barchi, alle incursioni di società private contro la volontà del Comune e dei cittadini». 

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