Ripuliti pozzo e galleria sotterranea delle acque di Carignano, il comitato spera in un'accelerata riapertura delle terme

Domenica 24 Aprile 2022 di Andrea Amaduzzi
L'ingresso delle terme di Carignano

FANO - Operai in azione alle terme di Carignano. Dopo il lungo immobilismo seguito all’acquisizione del complesso da parte della Gestioni Spedalità Private, interrotto soltanto da un sopralluogo compiuto a fine 2021 dall’avvocato Maurizio Natali che rappresenta la proprietà, si è ora messo mano alla ripulitura della galleria in cui è situata la sorgente dell’acqua Orianna, ad una profondità di una quindicina di metri, e al pozzo da cui scaturisce l’acqua sulfurea Beatrice, che raggiunge i dieci metri sotto il livello del suolo.

 

 

A fornire la notizia i rappresentanti dell’associazione “Riapriteci le terme di Carignano”, che continua a monitorare da vicinissimo la situazione e che con Beatrice Morbidoni ha potuto testimoniare non solo la rimozione di acqua, fango e detriti che ostruivano le due cavità ma anche l’esecuzione di un primo prelievo. «Dopo tanti anni scontato che ne servano diversi» prevede la Morbidoni in funzione di un riallineamento delle acque ai valori prescritti.

Le analisi al più presto
Sulla necessità di effettuare al più presto le analisi si era recentemente soffermato anche l’assessore regionale Aguzzi, rilevando come la concessione dell’utilizzo delle acque termali potesse essere rinnovata solo a fronte di nuovi test, quelli che di norma vanno condotti ogni due anni e che nessuno negli ultimi quattro si è preso la briga di disporre.

Aguzzi aveva anche osservato che in questi mesi la proprietà non aveva ancora assunto alcuna iniziativa ufficiale in Regione. Anche solo questo primo passo viene salutato con entusiasmo da “Riapriteci le terme di Carignano”, nonostante ad oggi non sia stato ancora illustrato il piano di rilancio oggetto di continui rinvii. 

 

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