Sottomonte devastato dal maltempo, la rabbia dei bagnini pesaresi: «Le spiagge divorate e le strutture distrutte»

Sottomonte devastato dal maltempo, la rabbia dei bagnini pesaresi: «Le spiagge divorate e le strutture distrutte»
Sottomonte devastato dal maltempo, la rabbia dei bagnini pesaresi: «Le spiagge divorate e le strutture distrutte»
di Letizia Francesconi
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Mercoledì 25 Gennaio 2023, 03:00

PESARO La mareggiata ha travolto gli stabilimenti balneari di Sottomonte. Disastro quasi annunciato, rimarcano i gestori di bagni Margherita, Due Palme, Cocobongo e bagni Bibi. «Ennesima batosta e danni ingenti dopo le mareggiate del novembre scorso – commenta Massimiliano Corsini di bagni Primavera nell’ultimo tratto di Levante verso la ciclabile di Sottomonte – criticità che si susseguono, e danni diventati quasi più ingenti degli incassi e degli investimenti, di cui ogni volta ci facciamo carico». Allargano le braccia anche Giancarlo Angeloni di bagni Bibi e Raniero Dragomanni di bagni Margherita, uno degli stabilimenti fra i più colpiti all’altezza della ciclabile di Sottomonte. Pavimentazione divelta, chioschi-bar spazzati dalla furia delle onde, spiaggia già sofferente, che in alcuni tratti non c’è più. I gestori delle concessioni chiedono all’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Riccardo Pozzi e alla Regione, di invertire la rotta nella progettazione per il ricarico delle scogliere, almeno in alcuni tratti di litorale, da sempre soggetti a erosione. Monitorato il litorale: «Le mareggiate - ha detto Belloni - hanno provocato danni di non poco conto negli stabilimenti balneari mentre la nostra Bicipolitana ha retto».


Danni ingenti


«Tutta la spiaggia è minata – entra nel merito Dragomanni – le pedane spaccate dalla forza dell’acqua così come quella porzione che noi chiamiamo pedonabile, di fianco alla carreggiata ciclabile che collega bagni Margherita a Due Palme, ed ancora, l’ingresso alle cabine e alla struttura. Proprio di fronte alla mia concessione, nell’ultimo intervento di manutenzione realizzato dal Comune, le scogliere non ci sono o meglio non sono state riposizionate come dovevano per coprire buchi e avvallamenti, derivanti dalle correnti su questo tratto di litorale. Ci saranno sì e no quattro scogli, che come sono ora, non proteggono la costa e non impediscono al mare in burrasca di “spaccare”. Ognuno di noi balneari, da Bibi a Riccardo Pascucci, ha subito danneggiamenti a cabine, passerelle e sabbia erosa. A ben guardare, quasi ciclicamente, sono sempre tre o quattro le concessioni più danneggiate».


Le priorità


«Va data priorità anche a questo pezzo di spiaggia, piccola è vero, ma frequentata da tanti pesaresi e bagnanti. Se è vero che l’Amministrazione avvierà in primavera l’intervento per il rinfoltimento delle scogliere a Levante, si pensi a rendere più strutturale ed efficace anche il rafforzamento e il nuovo posizionamento di massi di fronte ai nostri stabilimenti. In relazione agli ultimi danni poi, che per noi significano migliaia di euro fra ripristino dell’arenile, rifacimento o manutenzione delle strutture, chiediamo al Comune almeno un aiuto affinché si prenda in carico i lavori di rifacimento, pulizia e rimozione di tronchi anche nel tratto della pedonabile parallela alla ciclabile, che del resto è attraversato e percorso da tutti in estate o inverno, e non interessa le sole pertinenze alla spiaggia».
Si sa, che non tutti i gestori hanno la stessa idea sull’efficacia e il posizionamento dei massi a difesa della costa. Così è da Ponente a Levante, passando per Sottomonte. C’è chi era favorevole già anni fa al progetto di modifica del geologo Faina, sostenuto dalle associazioni di categoria, e chi invece no. «Noi di Sottomonte – prosegue il titolare di bagni Margherita – chiediamo che in questo tratto si riprenda un nostro vecchio progetto, presentato in Regione ma mai attuato, e si cambi il modus operandi di posizionare le scogliere di protezione. Oltre a ricaricarle, si mettano a piramide e siano in obliquo per il mare da Levante, ma non parallele come ora alla spiaggia».


L’incubo raddoppia


Non bastassero i danni alle strutture causati dalle mareggiate, si riaddensano all’orizzonte le nubi in merito alle concessioni. Su questo tema Cna Balneari attende e sollecita l’istituzione di un tavolo di confronto con il Governo per evitare l’applicazione della direttiva Bolkestein attraverso una mappatura delle concessioni che rilevi la disponibilità della “risorsa spiagge” per nuove iniziative imprenditoriali e, nel contempo, garantisca la continuità aziendale per gli attuali titolari di stabilimenti balneari. Si ritiene necessario anche sospendere il termine di scadenza delle attuali concessioni, fissato al 31 dicembre prossimo dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza. La proroga sarà assolutamente necessaria anche per trattare in sede europea la soluzione definitiva al problema.
 

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