Ricatta l'amante di San Costanzo con i video hot da lei registrati: 500 euro per non mostrarli al marito. Processo a un 43enne

Ricatta l'amante di San Costanzo con i video hot da lei registrati: 500 euro per non mostrarli al marito. Processo a un 43enne
Ricatta l'amante di San Costanzo con i video hot da lei registrati: 500 euro per non mostrarli al marito. Processo a un 43enne
di Luigi Benelli
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 7 Dicembre 2022, 03:50 - Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 12:44

SAN COSTANZO - La relazione clandestina, i messaggi hot e il ricatto. Ieri si è svolta nel Tribunale di Pesaro la prima udienza di merito del processo a carico di un 43enne di San Costanzo accusato di estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Un rapporto extraconiugale a sfondo sessuale nato nel paese, ma ovviamente tenuto nascosto.

 

Con una passione bollente in cui lui aveva convinto l'amante a mandargli dei messaggi WhatsApp in cui lei si toccava le parti intime e si masturbava. Quei video tenuti nel telefonino dell’uomo sarebbero diventati un’arma.

Le minacce

Una volta che il rapporto aveva iniziato a scricchiolare lui ha minacciato la donna di inviare i video al marito, ignaro della situazione e soprattutto alla figlia appena maggiorenne della donna, nel caso non gli avesse consegnato 500 euro. Così il 43enne le aveva dato un appuntamento al parcheggio del cimitero di San Costanzo promettendo che una volta avuti i soldi avrebbe cancellato i messaggi osé.

La trappola

La sexstortion però non andò secondo i piani. La donna, infatti, trovò il coraggio di agire e non subire questo ricatto hot. Così raccontò tutto ai carabinieri che hanno quindi preparato unimboscata in piena regola. La donna confermò l’appuntamento portando con sé un centinaio di euro. I carabinieri avevano fotocopiato tutte le banconote per conservare i numeri di serie e incastrare l’uomo.

L’incontro avvenne al cimitero in una serata di novembre del 2021, quando era già buio. La donna consegnò i soldi e i carabinieri, appostati per vedere la scena, intervennero imponendo l’alt alla Ford del 43enne. L’uomo, capendo di esser finito in trappola, aveva cercato di investire un carabiniere per darsi alla fuga.

L'arresto

Ma i carabinieri diramarono una ricerca persona via radio fornendo la targa del veicolo e poco dopo il mezzo venne bloccato in strada Mondolfo.  Qui il 43enne si era consegnato finendo arrestato per estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Gli furono trovati i soldi datigli dalla vittima.

Ieri i carabinieri in aula hanno confermato tutto il racconto e le accuse. L’udienza continuerà a marzo 2023.

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