Pesaro, San Bartolo, in fondo al mare c'è un aereo
tutti mobilitati per la caccia al relitto di guerra

Pesaro, San Bartolo, in fondo al mare c'è un aereo tutti mobilitati per la caccia al relitto di guerra
Pesaro, San Bartolo, in fondo al mare c'è un aereo tutti mobilitati per la caccia al relitto di guerra
di Miléna Bonaparte
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Martedì 1 Novembre 2022, 03:25 - Ultimo aggiornamento: 12:45

PESARO Erano cieli di guerra quelli che attraversava l’aereo militare trovato in fondo al mare davanti a monte Castellaro, falesia tra le più affascinanti del parco San Bartolo. Una squadra di ricerche, formata a vario titolo dalla Capitaneria di porto, dai Carabinieri, dalla Marina militare e dalla Sovrintendenza, sta facendo immersioni nelle acque davanti alla Croce, a circa 350 metri dalla costa. Un lavoro complesso per i sub perché il misterioso reperto del velivolo, molto probabilmente un mezzo della seconda guerra mondiale, è pressoché insabbiato e frammentario, indizio questo di una drammatica caduta in mare.

Guarda il video della zona in cui è stato avvistato il relitto

 
Le indagini
«Abbiamo in programma nuove immersioni - annuncia la comandante della Capitaneria di porto Claudia Di Lucca -, sono in corso le verifiche, ancora non è stato possibile capire con esattezza la tipologia e l’epoca esatta dell’aereo, dal momento che è quasi interamente ricoperto sul fondale. Dagli esiti delle indagini finora compiute sembrerebbe un mezzo dell’ultima guerra, ma attendiamo maggiori informazioni. Per facilitare le ricerche ed evitare incidenti, abbiamo emesso in questi giorni una successiva ordinanza che disciplina la navigazione nei pressi del relitto con l’obiettivo di prevenire possibili danni e salvaguardare la sicurezza in mare». Le prime ricerche durante l’estate hanno permesso solo di «identificare con precisione le coordinate del relitto - spiega la comandante Di Lucca -. Ora si tratta di definire le caratteristiche e la datazione del ritrovamento». Da dove sarà decollato l’aereo, la sua missione era bombardare o faceva servizio di trasporto per truppe e materiali, cosa avrà causato la caduta e lo sprofondamento nei fondali pesaresi?


Il galeone
Un mistero tutto da scoprire, certo meno affascinante di quando si ripescava il mitico relitto del galeone di fine ’700, scoperto dai sommozzatori di Sub tridente nell’estate del 1978, ma sicuramente una storia curiosa sul nostro passato più recente. La segnalazione è stata fatta alla Capitaneria di Pesaro, a fine agosto, dalla Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo di Taranto, che ha richiesto una prima ordinanza di interdizione dello specchio d’acqua davanti a monte Castellaro, si legge, ”per la presenza di un ritrovamento di interesse storico”. È seguita, il 21 ottobre, una comunicazione relativa agli esiti delle ispezioni preliminari e dell’identificazione del luogo del relitto arrivata dal Comsubin, il Comando raggruppamento subacquei e incursori ”Teseo Tesei”, un reparto speciale della Marina militare con sede centrale a Portovenere. «L’area delle immersioni è relativamente vicina al litorale, circa 350 metri dalla costa - precisano in Capitaneria -, lo specchio d’acqua delle ricerche ha un raggio di 200 metri dal punto del ritrovamento».
Per ora, e non si sa ancora fino a quando, nella zona è vietato navigare, ancorare e sostare con imbarcazioni da diporto e professionali, effettuare immersioni, pescare, svolgere rilievi marini. Possono transitare soltanto le unità della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo e della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio delle Marche, i mezzi della Guardia costiera, delle forze di Polizia e dei Carabinieri. Immersioni e ricerche più tranquille ora che la stagione richiama meno diportisti in questo angolo pieno di fascino. Il monte Castellaro, un campo di ginestre in salita che finisce a strapiombo sulla falesia. Nel punto più alto svetta la Croce, alta 8 metri e innalzata nel 1902.
 

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