Ciclovia del Metauro, l'accordo firmato tra Regione e Comune chiude le polemiche sul tracciato

Il sindaco di Fano Massimo Seri e l'assessore regionale alle infrastrutture Francesco Baldelli
Il sindaco di Fano Massimo Seri e l'assessore regionale alle infrastrutture Francesco Baldelli
di Lorenzo Furlani
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Venerdì 1 Aprile 2022, 08:50

FANO - «Dalle parole ai fatti per un’infrastruttura bloccata da chilometri di parole che hanno generato solo ritardi e prodotto neanche un metro di pista ciclabile. Grazie a questa firma, si cambia passo e diamo il via all’iter per un’opera che abbiamo sempre definito con tre più: più bella, più estesa, più attrattiva».

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In questo modo l’assessore regionale alle infrastrutture, Francesco Baldelli, in occasione della firma con il sindaco di Fano del protocollo d’intesa per la ciclovia del Metauro, ha inteso chiudere le polemiche anche astiose che hanno caratterizzato il dibattito su questa infrastruttura in seguito al cambio del progetto, che la passata amministrazione regionale aveva previsto ad appena un metro e mezzo dai binari della ferrovia Fano-Urbino.

Un modello innovativo
Un percorso incompatibile con il sedime ferroviario, come ha chiarito alcuni mesi fa Rete Ferroviaria Italiana, tanto che nella precedente istruttoria era stata richiamata una normativa antinfortunistica riferibile a una soluzione rimovibile riservata al personale di servizio per controlli lungo la linea.

L’accordo tra Regione e Comune è stato sottoscritto ieri mattina ad Ancona, a palazzo Raffaello, sede della giunta regionale. Baldelli ha definito quello della ciclovia del Metauro «un modello innovativo per tutto il sistema di mobilità delle Marche, un’infrastruttura perfettamente integrata nella nostra visione complessiva di una regione intermodale e interconnessa, fortemente funzionale sia allo sviluppo di un turismo moderno, sia all’incremento di una mobilità quotidiana sostenibile di chi vive e lavora in questo territorio».

«Concretezza e dialogo»
Per il sindaco di Fano le parole chiave sono «concretezza e dialogo» con «una grande sinergia e una particolare attenzione al nostro territorio, che ha puntato sul gioco di squadra. È un investimento che genera numerose opportunità. In questo modo andiamo a completare una sezione significativa del nostro reticolo ciclabile - ha sottolineato Massimo Seri -. L’accordo prevede, tra le altre finalità, di collegare il futuro parco urbano ai quartieri limitrofi, grazie ad un ponte ciclabile. Inoltre, con questo patto, la Regione si impegna a progettare e realizzare un ponte ciclopedonale sul Metauro, che è la connessione fondamentale con la ciclovia Adriatica (costruita lungo la costa, ndr). Crediamo che in questa visione la sostenibilità sia un elemento distintivo. Poter vivere i nostri quartieri in totale sicurezza e in sella a una bici è una nostra prerogativa».

Ponti sul canale Albani e sul fiume Metauro
Il ponte d’acciaio che scavalcherà superstrada, via Papiria e canale Albani è ritenuto dall’assessore regionale «un’opera infrastrutturale all’avanguardia». Garantirà tra l’altro un collegamento sicuro del quartiere Sant’Orso con il resto della città e il lungomare. Nel tratto fanese - come ha precisato il dirigente regionale Nardo Goffi - la ciclovia avrà un percorso sempre protetto rispetto agli autoveicoli e prevalentemente autonomo, lontano dalla viabilità ordinaria, in aree paesaggisticamente interessanti come il parco dell’aeroporto.

In tutto il percorso sarà di 35 chilometri (con pendenza media del 2,5%), da Fano a Fossombrone, passando per Cartoceto, Colli al Metauro e Montefelcino, finanziato per complessivi 6,5 milioni di euro, di cui 4,5 statali e 2 integrati dalla Regione Marche. Il disegno prevede un ulteriore sviluppo complessivo fino all’Umbria passando per la Gola del Furlo. I prossimi step saranno il completamento del progetto definitivo, la firma dell’accordo di programma con i Comuni interessati e la gara d’appalto a settembre, con l’obiettivo di aggiudicarla entro l’anno per dare l’avvio ai lavori nel 2023.

Il Comune non rinuncia all'altra ipotesi
In certi tratti la ciclovia del Metauro si svilupperà ad alcuni metri dalla Fano-Urbino e non verrà realizzato il percorso a ridosso della tratta ferroviaria dismessa. Tuttavia, il Comune di Fano che con la giunta aveva appoggiato le istanze del comitato cittadino oppostosi al cambio del progetto, non rinuncia del tutto all’ipotesi, per quanto attualmente Rete Ferroviaria Italiana valuti la fattibilità tecnico economica del ripristino del treno e ritenga il sedime ferroviario incompatibile con una ciclovia.

Lo ha chiarito, rispondendo a una specifica domanda, il sindaco nel corso della conferenza stampa di ieri. «Anch’io ho partecipato alle manifestazioni a sostegno del progetto lungo la ferrovia - ha precisato Seri -. Attendiamo l’esito dello studio di fattibilità perché bisogna essere autorizzati da Rfi. Se domani sarà possibile intervenire ci candidiamo come amministrazione comunale a realizzare quella pista ciclabile con le nostre risorse. Non è un’ipotesi archiviata, naturalmente è un intendimento che deve confrontarsi con le regole e le autorizzazioni».

La Regione: «Ora impossibile la pista sul sedime»
«Normativamente in questo momento - ha puntualizzato l’assessore regionale Baldelli - noi saremmo stati nell’impossibilità di realizzare sul sedime ferroviario una ciclovia. Tra l’altro, come autorevolmente il Corriere Adriatico a suo tempo ha messo in evidenza».

Baldelli ha sottolineato che la Regione attende formalmente la consegna dello studio di fattibilità sul ripristino della ferrovia Fano-Urbino. «Nel frattempo ci sono stati degli incontri al Ministero con Rete Ferroviaria Italiana - ha dichiarato l’assessore alle infrastrutture -. Alcuni dati li abbiamo già visti, ma presumibilmente la conclusione tarda perché la Regione Marche ha chiesto un’ulteriore indagine sulla fattibilità di un collegamento ferroviario per Fabriano da Urbino e da Fano al fine di realizzare quell’anello ferroviario a servizio delle zone interne della regione, che rappresenterebbe un percorso complementare alla linea Adriatica, strategico proprio con l’arretramento di cui ora si discute. E lungo la Fano-Urbino abbiamo chiesto a Rfi la soluzione di tutte le interferenze. Se si ripristinerà, vogliamo una linea ferroviaria moderna che si inserisca nel nostro tessuto urbano».

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