Marche Nord taglia di nuovo l'attività chirurgica per recuperare il personale, i sindacati contro

Mercoledì 8 Dicembre 2021 di Letizia Francesconi
Il pronto soccorso dell'ospedale di Pesaro

PESARO - «Marche Nord è un presidio ospedaliero regionale ed è attrezzato per fronteggiare qualunque tipo di emergenza. In quanto tale per rispondere all’emergenza Covid, possono essere accettati malati provenienti da tutta la regione. Siamo sì in difficoltà di personale ma ci sono ancora posti letto sufficienti».

È questo l’inciso della direttrice dell’azienda ospedaliera Maria Capalbo che ieri, ha incontrato i sindacati del comparto sanità Cgil, Cisl e Uil nella sede centrale di piazzale Cinelli.

 

Pressione sul Pronto soccorso
Dopo settimane di aumento della pressione sul Pronto soccorso e sui reparti Covid, la direttrice Capalbo affiancata dal direttore sanitario Edoardo Berselli e dalla dirigente delle professioni sanitarie Stefania Rasori, ha annunciato una prima risposta straordinaria alla carenza diffusa di personale, denunciata ormai da settimane dagli operatori e dai sindacati di categoria. Sarà ridotta, come nella prima ondata della pandemia, l’attività chirurgica programmata e saranno sospese le sedute settimanali di recupero del sabato al fine di drenare il personale da destinare ai settori più in sofferenza, in particolare il pronto soccorso, come aveva dichiarato anche l’assessore regionale Saltamartini.

Sospesi  37 addetti no vax
C’è poi un problema nel problema, perché i due presidi di Marche Nord si trovano con un deficit di 50 sanitari del comparto (infermieri, tecnici di laboratorio e operatori socio sanitari) dal 15 ottobre ad oggi. La maggioranza degli operatori (37) è sospesa perché no vax, oltre a fuoriuscite del personale, che per vari motivi, di volta in volta, chiede un congedo o un periodo di aspettativa, nell’attesa di regolarizzare la posizione e ottenere il Green pass, che diventerà obbligatorio dal 15 dicembre per tutti coloro che lavorano nel comparto salute, anche se non strettamente sanitari. I referenti di Cgil, Cisl Uil bocciano però la risposta che Marche Nord ha annunciato ieri, ritenuta tardiva e insufficiente, e convocano per venerdì una conferenza stampa urgente.

Il primo avviso già pubblicato
La direttrice Capalbo e la dottoressa Rasori rispondono intanto alle difficoltà di sostituire il personale del comparto sospeso con due bandi. Il primo pubblicato ieri sul portale web per assumere con contratti a tempo determinato infermieri. Massima urgenza ha spiegato la direzione ospedaliera, a fronte di un incremento marcato degli accessi e dei ricoveri Covid, in una fase come questa di recrudescenza del virus per effetto della quarta ondata. Questo bando serve per reclutare gli infermieri necessari rispetto a quanti per dimissioni o perché con contratti in scadenza, hanno già lasciato Marche Nord.

Il secondo bando annunciato
A stretto giro un secondo bando di concorso verrà formalizzato anche per la ricerca degli operatori sociosanitari mancanti. Carenze di personale che di fronte al pressing delle parti sociali, i vertici ospedalieri hanno giustificato con l’impossibilità di ottenere risposte veloci attingendo dalle graduatorie regionali del maxi concorso Asur.

«L’emergenza è adesso»
L’impatto delle sospensioni dei sanitari dichiaratamente no vax, va ad acuire una situazione di difficoltà, che resta comune ai vari reparti, e che si protrae da mesi. Il personale sospeso non è stato finora sostituito, e proprio il 27 dicembre prossimo per chi non rientrerà in regola scatterà il secondo mese di sospensione anche dello stipendio. «Riteniamo le misure annunciate nel confronto convocato in urgenza – scrivono Vania Sciumbata (Cgil), Alessandro Contadini (Cisl) e Angelo Aucello (Uil) – insoddisfacenti. Anche gli stessi bandi di concorso straordinari in uscita già questo mese a cui seguiranno altri bandi per altre figure, come tecnici del laboratorio analisi o di radiologia, seppure rappresentano una prima risposta non avranno effetto prima della fine di gennaio 2022. Ma l’emergenza è in questo momento e i sanitari in forza non riescono a reggere il carico e l’onda d’urto già prevedibile».

«Si allungheranno le liste d’attesa»
«L’unica misura presa dalla direzione - sottolineano i sindacati - per non sovraccaricare ancora di più i sanitari già stremati a due anni dalla pandemia, è di nuovo la riorganizzazione della chirurgia e del blocco operatorio. Questo si traduce in una riduzione degli interventi già programmati, liste di attesa che si allungano, tentando di recuperare qualche unità con infermieri e anestesisti da impiegare con urgenza al Pronto soccorso del San Salvatore. Tutto ciò però non basta. La nostra intenzione è alzare l’attenzione e portare a conoscenza i sindaci di Pesaro, Fano e del territorio sulla gravità della situazione interna ai reparti Marche Nord e sulle condizioni del personale».

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