Nuovo ospedale, al via revoca del project financing da un miliardo. Avviso notificato alla Renco

Venerdì 17 Settembre 2021 di Lorenzo Furlani
L'assessore regionale Francesco Baldelli e il rendering dell'ospedale unico di Muraglia della cordata Renco

PESARO - Il project financing della cordata di imprese guidata dalla Renco per l’ospedale unico di Marche Nord è arrivato, anzitempo ma con chiare premesse politiche, all’atto finale. Due giorni fa è stato notificato all’impresa pesarese l’avvio della conclusione o revoca del procedimento, nato con il progetto per l’ospedale da 612 posti letto da costruire a Muraglia con un finanziamento privato presentato nel marzo 2018 dall’associazione temporanea di imprese formata da Renco spa, Siram spa, Papalini spa e Linea Sterile spa e dichiarato fattibile dall’ex governatore Luca Ceriscioli nel gennaio 2019.

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La delega a Baldelli
Contestualmente la Regione avvia, con delega all’assessore all’edilizia sanitaria Francesco Baldelli, l’iter per l’edificazione con risorse proprie del nuovo ospedale, non più unico, dell’azienda Marche Nord a Pesaro. L’atto si perfezionerà con l’approvazione della delibera relativa da parte della giunta regionale, probabilmente nella seduta de 27 settembre (la legge prescrive l’avviso almeno 10 giorni prima alla parte interessata perché possa presentare osservazioni).

Si tratta del passaggio finale, e al tempo stesso originario di un nuovo indirizzo, di un percorso politico amministrativo lungamente preparato che ha preso le mosse dopo le elezioni regionali di un anno fa, secondo il programma elettorale del centrodestra, dall’incarico dato dalla giunta nel novembre 2020 agli assessori alla sanità Filippo Saltamartini e all’edilizia sanitaria Baldelli per riscrivere il piano socio sanitario con una diversa organizzazione e una rete ospedaliera integrata sul territorio, recependo gli insegnamenti della pandemia sulle criticità di un sistema sanitario fondato sull’accentramento dei servizi ospedalieri. Percorso sviluppato con l’approvazione del master plan dell’edilizia sanitaria, che stanzia 140 milioni di euro per il nuovo ospedale di Pesaro (19 milioni in più di quanto destinato dalla Regione al project financing come contributo pubblico) e la modifica del piano sanitario vigente per il superamento degli ospedali unici deliberata nel luglio scorso dalla giunta e approvata ad agosto dal consiglio regionale.

La diffida dell’azienda
Pochi giorni prima la Regione aveva ricevuto dalla Renco una diffida a comunicare l’orientamento sul project financing secondo una richiesta avanzata con lettera alcuni mesi prima. La notifica programmata della conclusione del procedimento è stata la risposta (tempestiva per quanto involontaria) della Regione. Un atto predisposto con cura dall’assessorato all’edilizia sanitaria sul piano legale e tecnico per superare il progetto che prevedeva un investimento di 251 milioni e un onere complessivo, attraverso i canoni di disponibilità e servizi a carico dalla sanità pubblica per la concessione di 30 anni, di circa un miliardo di euro.

Nessun risarcimento
Verifiche sono state svolte per evitare il rischio di gravosi contenziosi di risarcimento da parte dell’Ati della Renco che, in seguito alla dichiarazione di fattibilità, avrebbe goduto nella gara di appalto del diritto di prelazione rispetto agli altri concorrenti. È stata acclarata una consolidata giurisprudenza sulla persistenza della discrezionalità amministrativa dell’ente riguardo alla prosecuzione dell’iter dopo la dichiarazione di fattibilità, per la mancanza di un obbligo di indire la gara d’appalto. L’amministrazione pubblica può intervenire in autotutela ogni qualvolta ravvisi la sussistenza di motivi sopravvenuti, anche di natura economica in relazione al risparmio di spesa, per revocare il procedimento. E le motivazioni sanitarie sono state già ampiamente riportate nei citati atti approvati dalla Regione. Le sentenze sono concordi nel sancire che il merito amministrativo non può essere sindacato in ambito giurisdizionale.

Il sito e il rischio di Muraglia
L’ultimo rischio era legato alla richiesta del sindaco Matteo Ricci di realizzare il nuovo ospedale, ridotto a circa 400 posti letto, a Muraglia in una forma modulare, così da poterlo ampliare in futuro (riprendendo evidentemente il progetto dell’ospedale unico). Infatti, la Renco nelle sue comunicazioni alla Regione si sarebbe resa disponibile a costruire a Muraglia un progetto modulare cosicché questa soluzione eventualmente scelta per il nuovo procedimento potrebbe esporre la Regione a un contenzioso da parte della Renco per la primogenitura del progetto. Perciò, con uno studio di fattibilità proprio si realizzerà un modello strutturalmente diverso di ospedale, non sovrapponibile a quello del project financing. E, comunque, l’ultima parola sul sito non è stata ancora sottoscritta, posto che secondo le stime della Regione a Case Bruciate l’ospedale costerebbe 30 milioni di meno con tempi analoghi o più brevi di costruzione perché a Muraglia si devono demolire strutture come la Rsa con altri costi e gravi disagi per lo spostamento dei degenti.

Stop a un disegno nato 7 anni fa
L’atto che la giunta regionale Acquaroli si appresta ad approvare entro una decina di giorni chiude formalmente il procedimento del project financing scaturito dal progetto presentato per l’ospedale unico di Marche Nord a Muraglia dalla cordata Renco. Ma sul piano politico amministrativo si conclude un iter progettuale lungo ben sette anni, che i governi regionali di centrosinistra non sono stati capaci di portare a termine. Infatti, era il primo aprile 2014 quando la giunta regionale di Gianmario Spacca, con assessore alla sanità il pesarese Almerino Mezzolani, deliberò di “richiedere all’azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord la predisposizione di uno studio di fattibilità, corredato da un’analisi della sostenibilità economico finanziaria, per la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero dell’area a Nord della Regione”. La delibera avvertiva che non c’erano fondi dello Stato e perciò si sarebbe dovuto ricorrere al partenariato pubblico privato. Ora è tutto resettato: il nuovo ospedale di Pesaro, non più unico, si costruirà con fondi pubblici.

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