Reddito di cittadinanza, avviati ai progetti utili solamente 59 percettori su oltre duemila

Martedì 18 Gennaio 2022 di Massimo Foghetti
Il presidente dell'Ambito territoriale sociale 6, Dimitri Tinti

FANO - I Comuni facenti parte dell’Ambito territoriale sociale fanese hanno preferito accreditarsi sulla piattaforma di Gestione dei patti d’inclusione sociale (Gepi) in forma associata, anziché come singole entità amministrative, al fine di mantenere un approccio più organico sul territorio. A questo proposito, ha evidenziato l’assessore al welfare Dimitri Tinti, sono impegnate 26 figure professionali: dalla coordinatrice d’Ambito che coordina anche la piattaforma, alla coordinatrice dei patti ai 4 responsabili dei progetti utili alla collettività, oltre alle assistenti sociali.

 

 

Avvio ai lavori dopo 3 anni
Si è così costituito un gruppo di lavoro in sintonia con l’operatore del Centro per l’impiego e i 5 navigator che operano nel territorio. Dai dati oggi estrapolabili sulla piattaforma di Gestione dei patti d’inclusione sociale il totale dei nuclei percettori di reddito di cittadinanza dell’Ats 6 dall’aprile 2019 ad oggi è di 2.351 unità. Da questi, tolti i casi assegnati alla gestione dei Centri per l’impiego, sono 659 i nuclei in gestione ai Servizi sociali per l’attivazione dei patti per l’inclusione sociale.

«Per tutti questi, – ha evidenziato Tinti - in seguito ad una valutazione professionale si individuano le aree di bisogno, i punti di forza e i punti di criticità e sulla base delle evidenze si elabora un progetto con gli obiettivi da perseguire sia dal servizio stesso che dal beneficiario, nonché gli impegni reciproci. Dall’ultima estrapolazione dalla piattaforma Gepi sono 500 i casi di nuclei assegnati alle assistenti sociali; di questi, tolti quelli esclusi perché non corrispondenti alle condizioni richieste e quelli le cui domande sono decadute o revocate, solo una parte potrebbero potenzialmente avere un obbligo di lavori sociali e tra questi c’è comunque un’alta percentuale di esclusi o esonerati per condizioni di salute, perché già svolgono tirocini, hanno obblighi di cura, hanno un figlio minore da 0 a 3 anni o un familiare con disabilità. Alla fine risulta che in base alle singole situazioni da esaminare ad oggi, i beneficiari che in questi giorni iniziano i progetti utili alla collettività (Puc) sono 59 per tutto l’Ambito fanese».

La distribuzione tra i Comuni
Essi sono così suddivisi: 1 2 sono stati inseriti nel Comune di Fano, 10 nel Comune di Mondolfo, 9 a San Lorenzo in campo, 7 a Mondavio, 6 a Pergola, 5 a Terre Roveresche, 5 a Monteporzio, 3 a Fratterosa, 2 a San Costanzo. In genere quasi tutti vengono impiegati in un’area culturale in senso lato. A Fano ad esempio 2 soggetti sono stati impiegati nel sistema informatico comunale, 3 nei servizi demografici, 7 alla polizia locale con mansioni di informazione per il contenimento della pandemia.

«Occorre una revisione»
«E’ vero – ha commentato l’assessore Tinti – che una misura di contrasto alla povertà è una conquista di civiltà, ma dalla sua introduzione nell’aprile 2019, il reddito di cittadinanza è rimasto un intervento meramente assistenziale, svolgendo un’importante funzione di ammortizzatore sociale durante la pandemia, però senza diventare mai, come auspicato, uno strumento di inserimento lavorativo e di inclusione sociale, quindi risulta molto carente dal lato della progettualità. Auspico quindi una forte revisione sia dello strumento, sia dell’impostazione che delle procedure».

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