Sequestro e stalking, l'amore di una giovane coppia è finito davanti al giudice

Sabato 22 Maggio 2021 di Luigi Benelli
I carabinieri davanti al Tribunale di Pesaro

PERGOLA - Una convivenza difficile, costellata di litigi. Poi lei si è presenta dai carabinieri e ha raccontato cosa sarebbe successo in quei due anni. Secondo la querela di una 20enne di Pergola, il suo ex fidanzato, 26enne del posto, l’avrebbe sequestrata in casa, umiliata, insultata e perseguitata. Una mole di messaggi e chiamate, anche dopo che lei lo aveva lasciato.

 

Non si rassegnava alla fine del rapporto e l’avrebbe bersagliata. Accuse che hanno fatto finire il 26enne a processo a Pesaro davanti al giudice monocratico per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking e sequestro di persona. Due anni di convivenza costellata da problemi, segnata da litigi continui.

I fidanzati, entrambi disoccupati, convivevano a casa dei genitori di lui. Poi la giovane, dopo l’ennesimo acceso confronto, ha deciso di mettere un punto al rapporto. Lo ha lasciato ma non solo. Poco dopo si è presentata anche in caserma dai carabinieri di Pergola, dove è stata accompagnata dalla madre e dalla sorella.

Ai militari ha raccontato quei mesi di sopraffazioni e vessazioni subite. Tali da farla piombare in uno stato di ansia e angoscia. Tanto che lei ha detto di aver lasciato il lavoro, salvo poi contraddirsi di fronte alle domande dell’avvocato in aula.

E ha raccontato persino che lui la chiudeva in casa, impedendole di uscire. I militari hanno raccolto la testimonianza e l’accusa è finita in procura dove si è instradato il relativo processo. L’imputato, difeso dall’avvocato Antonio Baldelli, respinge ogni addebito. Due verità opposte, ma ormai il processo si è incardinato e ieri sono stati sentiti i primi testi davanti al giudice monocratico.

L’imputato ha detto di non averla mai minacciata e che durante i litigi si sarebbero insultati vicendevolmente. Un rapporto turbolento e complesso, con quel centinaio di messaggi in pochi giorni dettati dal fatto che lui era innamorato. Lei l’accusa di averla colpita, ma lui dice di aver dato un calcio a una borsa che poi le sarebbe finita addosso. A luglio è fissata l’ultima udienza dell’istruttoria, dove verranno ascoltati altri testi per poi arrivare alla discussione e sentenza. La ragazza non si è costituita parte civile.

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