Pretende più soldi dagli inquilini e li picchia: 62enne condannato dal Tribunale a 2 anni e 10 mesi di carcere

Il Tribunale di Pesaro
Il Tribunale di Pesaro
di Luigi Benelli
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Giugno 2022, 08:35

SAN COSTANZO - Chiedeva più soldi oltre all’affitto con minacce e intimidazioni agli inquilini. Poi, una volta denunciato, ha spaccato l’auto di un inquilino con una mazza. Ieri la sentenza per un 62enne residente a San Costanzo che nell’arco di alcuni mesi avrebbe vessato i suoi locatari, finito a processo con l’accusa di estorsione e lesioni personali. Secondo l’accusa avrebbe preteso dei soldi in più rispetto al canone di affitto per il suo appartamento, un contratto tra l’altro non registrato.

Tra ottobre e novembre 2020 la vittima sarebbe stata una famiglia con padre madre e figlio. «Do fuoco a tutto, vi taglio la testa, siete dei morti di fame». La richiesta era sempre la stessa: «Domani dovete darmi i soldi altrimenti qui spacco tutto e tu da qui esci con la cassa da morto». E ancora: «Se non andate via di casa io brucio tutto e finirete per dormire in macchina».

Le violenze
In un caso avrebbe spinto la madre di famiglia su una sedia causandole una distorsione della spalla guaribile in 5 giorni, il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto davanti al figlio minorenne. Nell’altro schiaffeggiato il padre (10 giorni di prognosi). Condotte con cui si sarebbe procurato 500 euro oltre al nullo contratto di affitto. Stesso comportamento con un’altra vittima, anche lui in affitto. Avrebbe preteso 600 euro in più. Ma di fronte al rifiuto, stesso copione: «Ti spacco la faccia, non scherzo, ci sono persone finite in ospedale a causa mia».

La vittima è stata colpita in faccia e alla spalla rimediando ferite guaribili in 40 giorni. Partite le denunce, voleva sapere chi fosse stato e di fronte al silenzio ha preso una mazza di ferro e spaccato parabrezza e specchietti all’auto del suo inquilino. L’estorsione, in sede di dibattimento, è stata derubricata in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. L’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro Pagnini è stato condannato a 2 anni e 10 mesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA