Pediatria al top nel mondo. Ma l'ex primario amareggiato: «Adesso è stata smaltellata»

Venerdì 22 Ottobre 2021 di Lorenzo Furlani
L'ex primario di Pediatria Leonardo Felici

PESARO - La notizia l’ha raggiunto nella sua casa di Civitanova Marche, quand’era lontano già da qualche mese dagli impegni e dalla responsabilità del reparto. Per la rivista statunitense Newsweek, che da tre anni cura accreditate classifiche internazionali sulla qualità degli ospedali, la Pediatria del presidio San Salvatore dell’azienda ospedaliera Marche Nord è tra le migliori al mondo, al 32° posto nella graduatoria delle 150 eccellenze di questa specialità, seconda in Italia per qualità delle prestazioni solamente al rinomato ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il merito del riconoscimento
Il merito di questo riconoscimento, frutto delle referenze di altri medici e professionisti della sanità, va ascritto sicuramente in prima istanza a Leonardo Felici, primario del reparto di Pediatria del San Salvatore e poi di Marche Nord per 22 anni: arrivò a Pesaro nel 1999, è andato in pensione lo scorso luglio. Per lui una grande gioia, che però si porta appresso un profondo rammarico.

Un animo combattuto
«La notizia mi coglie con un animo combattuto - afferma l’ex primario -, da un lato sono veramente sorpreso e compiaciuto di questo risultato che premia il lavoro fatto con miei collaboratori, medici e infermieri volenterosi e aperti all’innovazione, pensando a qualcosa che non c’era e che è stato costruito bene. Ma d’altro canto sono amareggiato, perché io sono stato messo nelle condizioni di andare via dall’ospedale, potevo restare altri tre anni, perché gli amministratori attuali hanno smantellato quanto abbiamo costruito».


Non più dipendente di Marche Nord, quindi non più sottoposto alle rigide regole interne della comunicazione, l’ex primario non nasconde il grumo di tensioni e conflitti covato negli ultimi anni. Il suo giudizio sulle scelte operative è severo. Felici non ha mai accettato la riorganizzazione ospedaliera di Marche Nord per il Covid.

«A Pesaro questo servizio, che viene premiato da riconoscimenti professionali internazionali, non esiste più - sottolinea -. Pediatria è stata chiusa. Dall’oggi al domani sono stato trasferito a Fano in una struttura che non era adeguata. Certo, una decisione presa per il Covid: ma per salvare le gambe non si può tagliare la testa».

Gratificazioni e dolore, quindi, grandezza e limiti di un’azienda ospedaliera che consolida competenze qualificate e vive, in alcuni settori, un marcato disagio relazionale.

Il riconoscimento al lavoro svolto
«Pediatria non ha ottenuto questo posizionamento tra i migliori ospedali specializzati al mondo per caso - rileva Felici -, la sostanza del riconoscimento è aver costruito un sistema sia organizzativo interno sia di rapporti con l’esterno e le altre istituzioni italiane capace di rispondere alle esigenze anche complesse: malattie oncologiche, malattie gastroenterologiche, indagini strumentali aggiornate. Aspetti positivi sia per i ricoveri, sia per lo stretto rapporto con i pediatri di famiglia».

La storia professionale
«La mia storia professionale inizia ad Ancona - sottolinea l’ex primario -, quindi il merito è anche dei miei maestri della clinica universitaria pediatrica. Ho sviluppato un percorso formativo in malattie onco ematologiche e immunologiche, che mi ha portato ad avere relazioni e a frequentare altri centri italiani e internazionali, statunitensi in particolare. Un’attività professionale volta non solo all’assistenza di pediatria e neonatologia ma anche alla ricerca e all’innovazione. Tutto questo l’ho trasferito a Pesaro, dove c’erano bravissimi colleghi come, per esempio, Gabriele Ripanti e il mio omonimo Enrico Felici, che a un certo punto, come me, hanno preferito andarsene». 

L'aspetto dolente
E si arriva all’aspetto dolente. «A un certo punto - evidenzia l’ex primario - con gli ultimi amministratori dell’azienda le scelte non sono state condivise, per essere diplomatico dico che non c’era sintonia. Sono stato fatto oggetto di sei procedimenti disciplinari a mio avviso sproporzionati e pretestuosi, anche per fatti banali. Un trattamento punitivo che di fatto è stato un invito ad andarmene. La stessa scelta dell’ex primario di Neurologia Marco Guidi. Mi diceva: “Perché restiamo? Chi ce lo fa fare se non ci vogliono”. Altri erano, e credo lo siano ancora, nella mia stessa situazione dell’ultimo periodo. Un caso paradossale è quello del bravissimo dirigente del laboratorio Massimo Valentini, uno degli artefici dell’ospedale di Pesaro, un punto riferimento per tutti in ospedale, trattato in modo indegno».

Il ringraziamento al sindaco
«Una cosa che vorrei dire - conclude Felici - è che mi dispiace anche per il sindaco che è stato sempre di appoggio per me. Ricci mi è stato vicino, ho trovato in lui una persona amica che mi ha aiutato molto perché a volte a lui mi sono rivolto per risolvere dei problemi. Io me ne sono andato per il trattamento ricevuto però ci sono ancora elementi per ricostruire Pediatria e farla tornare com’era». 

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